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Mo' chi glielo spiega a quegli analfabeti dei giornalisti italiani?

 

(Gianni Candotto) - UNGHERIA, nel 2003 votarono per l'ingresso nella UE. Andarono a votare il 45% (voti favorevoli 83%). Il parlamento ungherese prese atto della volontà popolare e ratificò. Questo perchè, i referendum in Ungheria dal 1997 valgono se superano il 25% come indirizzo al parlamento (come un referendum consultivo in Italia). Mentre se superano il 50% hanno potere immediatamente deliberativo. Ma pare che sia un concetto troppo difficile da capire per il nostro sistema mediatico. E dunque esulta per il mancato raggiungimento del quorum nel referendum ungherese. Gli stessi media italiani che si esaltano per i governi votati da nessuno, per leggi elettorali dove si ha la maggioranza assoluta col 20%. Eccoli ad esultare per il gioco antidemocratico delle opposizioni ungheresi che invece di far campagna elettorale per un'idea, hanno fatto leva sulla pigrizia di un popolo che al massimo va a votare al 60%. Sì tutti gli oppositori, tutti gli europeisti, tutti i filoeuristi sono riusciti a convincere il 15% dell'elettorato a non votare, ad andare sul Balaton, per sfruttare cinicamente il tecnicismo. Sono andati a votare il 44% invece che il 50%. Il voto è stato schiacciante (95% contro le quote immigrati) ma per i democratici europei questo non conta. 
Ma la legge ungherese è diversa dalla nostra e dunque Orban va avanti e farà votare la legge lo stesso al parlamento. E alle prefiche europeiste un bel dito medio.

Fonte dei dati: Corriere della Sera

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2003/06_Giugno/08/polonia.shtml

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