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(Gianfranco la Grassa*) - I semicolti – detti stupidamente di “sinistra”, un’etichetta ormai vuota di qualsiasi effettivo contenuto – sono da definire la vera malattia dei nostri paesi “occidentali” (a capitalismo sviluppato). Poi vi è quella che si chiama “destra”, con connotati certo differenti, ma incapace di rappresentare una reale alternativa all’altro schieramento. Tuttavia, va detto senza più esitazioni che oggi entrambe hanno perso ogni connotazione rispetto a quelle forze che, prima della seconda guerra mondiale, venivano definite destra e sinistra. A parte il fatto che, come ho già detto non so quante volte, il Pci berlingueriano (dagli anni ’70) cominciò ad essere considerato “sinistra”, mentre negli anni ’50 e primi ’60, i membri del Pci (ed io pure, di fatto, lo ero) odiavano la sinistra (del tutto diversa dai mentecatti dell’odierna “sinistra”) assai più della destra. Sorvoliamo. Questi imbecilli semicolti – alcuni sono autentici furfanti – sono il problema vero, molto più che i migranti. Diciamo però comunque alcune cose anche su questo fenomeno, per il 90% legato alle strategie americane degli ultimi anni.
Ho sentito dei fessi fare paragoni con i profughi della “Repubblica dell’Ossola”, che durò se non erro un mese circa nel ’44. Quando fu attaccata e dissolta, molti di loro scapparono in Svizzera. Però tornarono pressoché tutti alla fine della guerra, cioè dopo pochi mesi. Altri deficienti hanno voluto ricordare l’alluvione del Polesine del ’51, facendo retorica sui profughi da quelle zone che andarono tutt’intorno a poche centinaia di Km. nei territori di altri italiani come loro. Quel fenomeno l’ho vissuto in piena età della ragione. I profughi dal Polesine, nel giro di pochi mesi o al massimo in un anno (ma nemmeno), tornarono in stragrande maggioranza nelle loro terre. Inoltre, furono accolti certo per solidarietà, ma tutt’altro che in modo indolore e con poca soddisfazione sia loro che di chi li riceveva. I mugugni erano tanti e le antipatie reciproche pure. Io ne ebbi due a casa mia e stettero un mese o poco più. Dettero continui fastidi e fecero anche alcuni furti di poco conto: un paio di posate d’argento e 2-3000 lire (del 1951). Non si denunciò nulla, come fecero tutte le persone da noi conosciute che ebbero gli stessi problemi. Era inutile il farlo, vista la scarsa consistenza e durata dell’evento. Di conseguenza, quelli che fanno paragoni tra la migrazione dall’Africa, ecc. e i fenomeni appena detti hanno una testa di minchia di primaria grandezza.
Venendo ai migranti d’oggi, la si smetta di far retorica sulle povere incinte rifiutate in quel posto vicino Ferrara. La stragrande maggioranza, soprattutto dei “profughi” africani, è costituita da maschi giovani. I quali, in buona parte, sono responsabili delle “primavere arabe” del 2011, causa prima di un disordine incredibile. Questi stronzi di semicolti l’avevano presa per lotta antimperialista o almeno per la “democrazia”. Si pensi alla Libia. La primavera fu promossa da Francia e Inghilterra per interessi propri, ma anche per conto degli Stati Uniti che diedero consistente aiuto. E questi giovanotti libici, se si è, come si fa finta d’essere, antimperialisti, debbono essere ricacciati nel loro paese a combattere le potenze (e subpotenze) straniere che hanno provocato il disastro, chiamato umanitario quando è eminentemente (geo)politico.
La migrazione è poi troppo massiccia – proprio perché è favorita in buona parte dagli Usa come mezzo per mettere in gravissime difficoltà l’Europa – per poter parlare di integrazione, che richiede una ben maggiore lentezza di assorbimento. Inoltre, l’Italia ha una densità alta di popolazione (201 per Km. quadrato). Certo, ha molti anziani e basso tasso di natalità. Siamo tuttavia in un periodo di stagnazione che non finirà presto; e ancora meno presto finché saranno al governo questi cazzoni di semicolti di “sinistra”. In realtà, diciamo pure che tale assenza di vera crescita durerà, com’è durata quella di fine ‘800, perché è legata al processo di multipolarismo con tendenza al pieno policentrismo; come fu appunto anche allora. E quando a fine secolo si allentò la stagnazione, dopo pochi anni si ebbe la grande crisi del 1907 che si trascinò fino alla prima guerra mondiale (un po’ come quella del ’29 che, malgrado il decantato New Deal negli Usa, arrivò pur essa fino alla seconda). In una situazione simile – che non a caso ha visto in Italia nell’ultimo anno la fuoriuscita di una quantità di giovani professionalmente ben attrezzati pressoché pari all’arrivo della massiccia ondata di individui privi di qualsiasi cultura industriale e di preparazione minima (oltre a non sapere la nostra lingua con tutte le difficoltà del caso) – venire a raccontare che l’accoglimento ci ripopola e arricchisce è la dimostrazione di una degenerazione mentale, che dovrà alla fine trovare una spiegazione.
Intanto, diciamo che i dirigenti di questa infame “sinistra” sono dei farabutti; in definitiva, sanno che il loro tempo andrà finendo in tempi medi (purtroppo non brevi, temo). E allora già sperano nella nuova massa di manovra di particolare primitivismo politico e sociale per poter sopravvivere il più a lungo possibile. Poi ci sono i semicolti della “massa”; non quella popolare, poiché credo che questa cominci a essere abbastanza inquieta, bensì appartenenti ad un ceto medio di particolare mediocrità e orfano di quanto credevano i suoi “avi”. Diciamo che i “nonni” hanno creduto alla mitica “rivoluzione proletaria”, alla “classe operaia” che avrebbe sotterrato il capitalismo. Tale presunta classe ha ben fatto a mollarli e ad acquartierarsi nelle società del nostro tipo, cercando soprattutto di migliorare le sue condizioni di vita, che d’ora in poi, proprio per l’arrivo di questa marea di “non idonei” ai paesi industrializzati, andranno sempre più velocemente degradando. I “padri”, sentendosi traditi dagli operai, hanno sbrodolato le loro insensatezze circa il Terzo Mondo che avrebbe accerchiato e sconfitto il primo, in specie quello capitalisticamente avanzato. I principali paesi di quest’area (Cina in testa, e poi India, Brasile, ecc.) hanno deciso di imboccare ben altra via, che li ha portati ad un tipo di industrializzazione simile al nostro, solo assai più inquinante e, al momento, con basso tenore di vita della “classe operaia” tanto amata dai coglioni di cui sopra.
A questo punto, questi imbecilloni, abbandonati dagli idoli dei loro “nonni” e “padri”, hanno ripiegato sui sedicenti diseredati e sfortunati, che sono quelli manovrati dalla potenza Usa per mettere ancora più in riga le subpotenze servili di tipo europeo. Penso che quanto detto sia ancora una prima approssimazione al problema di questa terribile disgrazia toccata ai nostri paesi del cosiddetto “occidente capitalistico”: essere governati in buona parte da questa orrenda “sinistra”, che dovrebbe essere eliminata in tutte le sue anche minime cellule, ormai cancerogene e mortali. D’altronde, va detto che questa “sinistra” ha prodotto, come reazione alla sua turpitudine, una “destra” che rappresenta una sorta di suo “alter ego”. Oggi la situazione è terribile. Siamo veramente tra Scilla e Cariddi; dobbiamo scegliere tra il più moderno “cancro” e la più tradizionale “peste bubbonica”. 
Non chiedetemi come potremo venirne fuori. Non con i pannicelli caldi, non con le cosiddette elezioni democratiche. I conti dovranno essere regolati con strumenti molto più “rudimentali” e “primitivi”. L’importante è sapere che non ci sarà salvezza finché potranno parlare e dilagare nei media quelli della “sinistra”. Una volta che questa fosse spazzata via, di fatto decadrà e si esaurirà anche la “destra”, che è una semplice reazione sbagliata, la reazione di un organismo non ancora capace di produrre i veri anticorpi efficienti e distruttivi dei germi portatori (impropriamente definiti “sinistra” e “destra”) delle mortali malattie.

 

 

​*economista, saggista e Professore universitario, teorico del "conflitto strategico"

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