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(Il Sofista) - Oggi gli italiani di #Goro e #Gorino hanno fatto #barricate contro l’invasione straniera. La stampa si lagna che, a non essere «accolte», sono state «dodici povere donne».

Le poverine, però, fan parte di un gruppetto di 10.000 clandestini arrivati in Italia in tre giorni: quasi tutti maschi.
Questi fan parte di un gruppetto di 150.000 clandestini arrivati in un anno: maschi.
I quali, a loro volta, fan parte di un gruppetto di 300.000 clandestini arrivati in due anni: maschi.

Tutti questi simpatici amici sono stati portati da Renzi e Alfano nei villaggi, nei quartieri periferici, nelle campagne italiane. In molti borghi sono maggioranza, in molti rioni sono più numerosi dei nostri figli. Un intero popolo è stato trapiantato sul nostro territorio, sbattendosene dei disagi arrecati alla popolazione italiana.

Si badi che i simpatici amici si uniscono ai milioni di immigrati irregolari entrati in Italia negli ultimi trent’anni, che ovunque sul nostro territorio hanno già occupato quartieri, costituito ghetti, bivacchi, realtà di degrado inaudito. Accolti senza prospettive di vita e di lavoro, e perciò adibiti all’abusivismo, alle elemosine, alla delinquenza, tanto che oggi nelle nostre carceri il 40% dei detenuti è costituito da «migranti»: un costo enorme a carico dello Stato, che potrebbe essere impiegato a beneficio del sistema Giustizia ed è invece utilizzato per spese processuali, di difesa e detenzione dei nostri simpatici amici.

Eravamo dunque già saturi quando, nel 2013, i nostri governi decisero di cambiar politica. Non solo subire l’immigrazione clandestina e i suoi ingenti danni, ma addirittura organizzare direttamente il traffico di clandestini, liberalizzare l’ingresso in Italia e trasformare il nostro Paese un immondo cesso mondiale.

Da quel momento, il governo Renzi-Verdini-Alfano manda navi in giro per le coste libiche che, insieme a quelle di Soros, dell’UNHCR e di altri soggetti che non rappresentano popoli ma privati interessi, raccolgono ogni giorno migliaia di sbandati, disoccupati, straccioni, vagabondi, per portarli in Italia, moltiplicando accampamenti, tendopoli, bivacchi, enclavi di criminalità e violenza – da una parte – nonché – dall’altra – il turpe, laido, putrido affarismo dell’accoglienza: quattro miliardi delle vostre tasse usati per finanziare amici degli amici affinché diano vitto e alloggio a centinaia di migliaia di immigrati clandestini, nullafacenti e totalmente privi di giustificazione a permanere sul territorio nazionale (no, scusate, una giustificazione c’è: quando salgono sulle navi della nostra Marina, vien fatto loro firmare un modulo con cui dichiarano di essere «rifugiati politici»: una stronzata giuridica senza precedenti con cui qualunque furbastro, prendendoci per il culo, può procurarsi un titolo fasullo per entrare nel Paese).

Dopo aver organizzato questo schifoso traffico, il governo Renzi-Verdini-Alfano lo ha sponsorizzato con una campagna mediatica mai vista, martellandoci la testa 24/24 con la seguente, ossessiva pappardella: «Anche se la legge la prevede, l’immigrazione clandestina NON ESISTE. Tutti coloro che arrivano in Italia senza documenti devono entrare liberamente perché SCAPPANO DALLA GUERRA, anche se dove abitavano la guerra non c’era. Quando poi la guerra – peraltro mai iniziata – finirà, costoro non torneranno nei loro Paesi, ma vivranno nelle vostre città dove potranno bivaccare per sempre. Non illudetevi di rivedere l’Italia ordinata ed elegante a cui eravate abituati, non illudetevi di lasciar uscire liberamente per strada le vostre figlie. La globalizzazione impone di vivere tra bande di sbandati pericolosi, bivacchi d’accattoni, disperati che svendono forza lavoro per due lire, elemosinanti molesti etc. etc.: si chiama INTEGRAZIONE e CHI NON LA ACCETTA È UN RAZZISTA DI MERDA».

Bene. 
Le dodici povere signorine respinte a Goro
si inquadrano in questo bel contesto. Non solo. Poiché l’Italia è completamente satura - non c’è più spazio manco per un gatto - il Governo portava quelle signorine a Goro dopo aver requisito un immobile privato.
Avete capito, amici? La proprietà di un privato era stata requisita per alloggiarvi delle persone entrate illegalmente nel nostro Paese. 
REQUISITA. REQUISITA. REQUISITA!
Siamo alle misure di guerra, alle requisizioni, all’uso della forza contro gli italiani per collocare nelle loro terre, nelle loro case, nelle loro camere da letto, nuove popolazioni, nuove genti, secondo un assurdo piano di ripopolamento, di ingegneria e sostituzione etnica degna dei più perversi regimi totalitari.

Una mostruosa umiliazione del nostro popolo, già in ginocchio perché strangolato da tasse, vincoli europei, mancanza di moneta nazionale, impiego artificioso d’una valuta forte che ha distrutto le nostre esportazioni, disoccupazione indotta dal neoliberismo delle élite rappresentate dalla Trimurti Renzi-Verdini-Alfano.
Un popolo che non riesce più a vivere, a lavorare, a fare figli, e davanti alla cui tragedia un governo cinico e spietato non ha altra risposta che l’impiego di risorse illimitate per collocare in ogni singolo borgo, paese, città, campagna italiana, milioni di stranieri, sconvolgendo l’identità popolare, umiliandoci, facendoci vivere nella paura, nel disagio di sentirci ospiti in casa nostra, stranieri in casa nostra; fino al manganello contro quelli di noi che si oppongono a tutto questo, fino alle REQUISIZIONI delle nostre proprietà.

Ma ancora più offensivo, in questo vero e proprio scenario di guerra, è il modo irridente, lo sfottò con cui queste fasulle aristocrazie governative si rivolgono ai cittadini.
Le genti di Goro e Gorino, colpevoli di non accettare che un reato (tale è l’importazione di immigrati clandestini) colpisca il loro territorio, sono state insultate, ridicolizzate, screditate, talora fino a sconfinare nel razzismo esplicito.
Ma, tra i tanti commenti, ce n’è uno che merita una menzione speciale.
On. Angelino Alfano: «Questa non è l’Italia, ci hanno disonorato».
Il popolo che si oppone a un governo che importa clandestini dalle coste della Libia avrebbe disonorato l’Italia.
Il governo dell’On. Angelino, che ordina alla Marina Militare di prelevare clandestini sulle coste libiche e introdurli nel nostro Paese, ci avrebbe dunque onorato.
Ecco. Da tale dichiarazione si capisce tutto. 
Le spietate élite al governo, com’è sempre stato per ogni entità autocratica, tirannica e antidemocratica, prima di fare il male del proprio popolo hanno elaborato una sintassi, un linguaggio del rovesciamento, che descrive il male come bene.
Il nostro male è il loro bene. 
Quattro miliardi spesi per i clandestini, anziché per aiutare i nostri figli, sono un danno, ma per loro un bene. 
Il gioco d’azzardo è la nostra morte, ma per loro un bene.
La nostra identità è la nostra vita, ma per loro un danno, poiché ostacola la costruzione di imperi sovranazionali al servizio di interessi privati.
Il nostro onore, la nostra rivendicazione di sovranità sul territorio, per loro è disonore, è brutta figura davanti a Soros e all’UNHCR, le entità private cui voglion somigliare per sentirsi più importanti e influenti.

In base a tale logica del rovesciamento, la paura è colpa, l’invasione è accoglienza, la scelta di occupar le nostre terre fatta da altri è opportunità, l’organizzazione criminale del traffico clandestino ad opera di privati è destino, la mancanza di politiche industriali e investimenti pubblici è ricchezza, la disoccupazione è competitività, lo sradicamento e l’obbligo di emigrare per trovar posti da fame è sfida, la distruzione della sanità pubblica è efficienza, la svendita dei beni pubblici a speculatori privati è libero mercato, la scuola-azienda con studenti analfabeti ma svelti di tablet è buona scuola, e l’elenco potrebbe continuare.

Ecco, di tutto lo scenario tratteggiato, è bene rimarcare questo punto: le parole dell’On. Angelino sono una prova chiara e indelebile, un suggello della nuova sintassi del potere, la sintassi del rovesciamento.

Oggi Goro e Gorino hanno dimostrato di non essere sottomesse a tale sintassi.
Hanno contro Alfano, hanno contro il potere, i media, i giornalisti: tutti i rimasticatori e i riciclatori della sintassi rovesciata, dell’ipocrisia ossimorica senza vergogna.
Ma c’è qualcuno che non è contro di loro.
I milioni di uomini e donne che hanno sudato per avere una casa, e che si faranno ammazzare pur d’impedirne LA REQUISIZIONE, ossia IL POPOLO ITALIANO.
Se il governo non fermerà una volta per tutte gli stranieri, se non li riaccompagnerà immediatamente indietro al loro arrivo, se non ripristinerà i CIE per quelli che riescano ad entrare, se continuerà ad andarli a prendere in Libia, essi arriveranno a un numero tale che si passerà necessariamente, dalla requisizione degli ostelli privati, a quella delle abitazioni private.
In quel momento, Goro e Gorino, da incubi alfaniani, diventeranno bandiera e modello d’Italia.

Onore ai padri di famiglia, alle mogli e alle madri che oggi, facendo barricate contro l'illegalità di Stato, ci hanno riscattato tutti.
Ci sarete d'esempio per sempre.

 

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