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(Martina Berta - Quante volte è capitato di sentire utilizzare i termini vecchi o anziani in maniera indifferente? L’errore fondamentale che viene commesso nella maggioranza dei casi è quello di considerare la vecchiaia come ineluttabile, in realtà chi non ha fatto nulla per invecchiare non è colpevole della sua vecchiaia!

Costantemente vengono messe in atto azioni di tamponamento della tarda età, ma quello che davvero è necessario è far capire alle persone che da anziani avranno ciò che hanno seminato durante tutta la vita e, soprattutto, che è più produttivo insegnare alle persone a invecchiare bene, piuttosto che assistere ad un continuo diffondersi di persone invecchiate male.

Uno dei tanti concetti distorti, ad esempio, è quello della solitudine degli anziani: che differenza c’è tra un ottantenne solo e un cinquantenne? Anche l’ottantenne può avere interessi ad essere autosufficiente e, qualora non li abbia, è perché nella sua vita non li ha mai avuti.

Nessun anziano nel pieno delle proprie facoltà fisiche e intellettive ha il diritto di dire “Sono vecchio”, quando è perfettamente conscio che ci sono persone della sua età ancora attive, dinamiche e giovanili. Coloro che non hanno investito parte della propria vita e del proprio tempo a mantenersi giovani, hanno scialacquato parte della propria vita e non possono più tornare indietro a porvi rimedio.

È ovvio che non si può rimanere giovani tutta la vita, ma è possibile ritardare sia il decadimento fisico che quello psichico, basta solo avere cura della propria vita e rispettare se stessi. Attualmente molte teorie mediche parlano di allungare la vita fino a centoventi anni; i medici che propongono queste terapie non hanno di certo interesse a creare un mondo di vecchi, lo fanno con lo scopo di allungare il periodo di attività della persona, consentendogli di coltivare i propri interessi e le proprie passioni il più a lungo possibile.

È importante interessarsi a queste teorie e scoprire come affrontare la propria vita senza essere travolti dal tempo che scorre. È naturale che, per mantenersi giovani, sia necessario investire energie e forza di volontà, ma il premio finale ne varrà sicuramente la pena! Non è difficile prevedere che un trentenne che gestisce male la sua vita, con fumo, alcool e sedentarietà, sarà un vecchio precoce, e qui sorge la domanda: perché aiutarlo se per trent’anni non si è aiutato lui stesso? Bisogna farlo perché è importante insegnare alle persone come invecchiare e come farlo nel migliore dei modi:

Curare la propria salute attraverso controlli periodici

  • Curare la propria alimentazione cercando di rimanere con un peso stabile

  • Svolgere attività fisica, anche una semplice passeggiata all’aria aperta

  • Mantenere il più a lungo possibile la propria autosufficienza

 

Purtroppo però, quest’ultimo punto dell’elenco, per molti è davvero difficile da portare a termine, infatti accade spesso che, chi per un motivo e chi per l’altro, dopo una certa età non si possa fare a meno di servizi di assistenza anziani, richiedendo il supporto di badanti o infermieri.


L’utilizzo di questo servizio però non deve essere un motivo per lasciarsi andare in balia del tempo, NO! Bisogna sfruttarlo al meglio, facendosi assistere in tutti gli ambiti di cui si necessita, ma cercando sempre di mantenere un minimo di autonomia, che sia la semplice scelta dell’abbigliamento del giorno o la scelta del menù settimanale, ma almeno provarci! Perché ci sono coloro che non possono in nessun modo mantenere la propria autonomia, come i malati di Alzheimer o altre patologie simili, ma coloro che invece possono e non vogliono per pigrizia sono loro i veri vecchi della situazione, che nella vita non hanno mai fatto nulla per provare a mantenersi giovani e attivi, ma che si sono totalmente abbandonati a se stessi in balia del tempo; sono loro i veri “vecchi”.

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