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Non avevo ancora onorato della mia attenzione il quarto premier abusivo del nostro povero paese dormiente e sottomesso, che in quanto tale, ci meritiamo tutto.
E neppure quella pseudo donna della cancelliera teutonica…
Dopo l’incontro che hanno avuto pochi giorni fa a Berlino, quale gustosa occasione mi si è presentata per prendere due piccioni con una fava…
Eh si perché dopo essere volato al cospetto di fraulein Angela Merkel e averle baciato la pantofola, anche Gentiloni può dirsi un premier italiano a tutti gli effetti. 
Ormai questo atto di vassallaggio è diventato un passaggio chiave di ogni presidente del consiglio italiano, anche più simbolico della consegna del campanellino e più importante del giuramento davanti al presidente della Repubblica (puah!).
E’ la prova che l’Europa è tornata al feudalesimo, al Sacro Romano Impero Germanico che era almeno una cosa seria, però. Forse per questo l’economia dell’ormai decrepito continente sta (neppure lentamente) tornando ai livelli di quella dell’Alto Medioevo.
Il pellegrinaggio da Angelina è un cerimoniale umiliante a cui i premier di cosa nostra, ehm, volevo dire di casa nostra, sono costretti da che il golpe bianco orchestrato da Deutsche Bank, Sarkozy, Napolitano e Fini ha fatto cadere l’ultimo governo legittimamente eletto, quello di Berlusconi nel 2011. Neppure l’accidente al cuore (un avvertimento?) ha permesso a Gentiloni di sottrarsi. Ad una settimana dall’intervento il poveretto, con tanto di catetere ancora attaccato, ha dovuto precipitarsi e prendere l’aereo per il rituale di sottomissione. 
Il viaggio inverso, in rispetto della convalescenza, non avrebbe avuto lo stesso sapore..il potere vive anche di simbologie.
Il rituale si ripete sempre allo stesso modo. L’italiano da barzelletta mentre si prostra prova a ostentare serietà, puntiglio, sacra attenzione alle regole e un minimo tentativo di amor patrio, il tutto in una cornice di ossequioso rispetto dell’Europa.
La regina tedesca concede quindi una pacca sulla spalla e da quanto è poderosa si misura il destino del “nostro” premier.
Mario Monti per esempio, il primo premier abusivo dopo il golpe ai danni di Berlusconi, pare ricevette complimenti orgasmatici per le innumerevoli misure straordinarie (a detta sua) che ostentò, prima fra tutte la riforma Fornero (detto tutto..), a Letta invece Frau Angy promise di collaborare con gioia salvo poi non spendere nemmeno una parola in sua memoria quando un certo ebete fiorentino lo mandò a casa a stare sereno.
Da quest’ultimo invece, vuoi per la prima delle sue innumerevoli mosse infami, dichiarò di essere molto colpita. Ma non certo al suo cuore senza battito, come i vampiri, tant’è che la musica non cambiò neppure quella volta.
Da quella maledetta estate del 2011 l’EuroGermania non fa che chiederci tasse, sacrifici e rispetto delle regole (le loro eh). Gli attestati di stima della Merkel al premier di turno non hanno difatti mai ammorbidito di una virgola la posizione tedesca nei nostri confronti. Berlino ha continuato a far leva sull’Europa per imporci austerità e proseguire a crescere impunemente a nostre spese, proprio come un sovrano medioevale, che detta le leggi nel suo unico interesse, si prende tutto e ti lascia il giusto necessario per vivere (forse).
Ma noi di questa magna crauti non siamo neppure i vassalli prediletti, ma i valvassini, cioè i vassalli dei vassalli.
Ingerenze, entrate a gamba tesa, diktat..C’è sempre un giudice a Berlino che decide sul nostro Paese. L’affondo sul caso Fca in materia di emissioni è solo l’ultima certificazione di una costante intromissione tedesca negli affari interni italiani, la toga è sempre tedesca ed emette sempre sentenze sulla politica italiana. 
Mi ricordo la frase che Berlusconi disse mi pare nel 2013 “ sembra che veniamo considerati una loro colonia”….Frase emblematica e mai smentita dalla storia. Anzi.
Non per nulla era una risposta al ministro delle Finanze tedesco che consigliava agli italiani di non ripetere l’errore già fatto e di non continuare a votare il Cavaliere del bunga bunga.
E dopo la caduta di Berlusconi, ripeto, la colonizzazione tedesca ha continuato a palesarsi puntualmente in ogni insediamento abusivo di governo successivo al Cav (di certo non possiamo chiamarle elezioni.)
Da quel momento la cancelliera rivendicò l’egemonia nell’Ue avvisando tutti i partner, tra cui la povera Italia, che chi pretendeva aiuti doveva ridurre i propri debiti da una parte e aumentare la propria competitività dall’altra.
Insomma, la maestrina di Berlino continuava ad ordinare agli alunni di fare i compiti a casa.
E il tanto rigore e stabilità che all’epoca la Germania imponeva (come adesso del resto) erano mirati per far si che la stessa rimanesse leader incontrastata in Europa sia economicamente che politicamente.
Quando fu la volta di Renzi al governo il rapporto non cambiò. Complimenti e appoggi di facciata da un lato e imposizioni dall’altro.
Il tipico bastone e carota insomma.
Un esempio eclatante di ciò che dico fu quando l’ebete presentò lo schifosissimo Jobs Act prima alla culona che al Parlamento italiano, per riceverne il benestare, alla faccia della sovranità nazionale.
Salvo poi riceve pochi mesi dopo una mazzata sui denti perché secondo la signora Rottermaier le riforme non erano sufficienti e bisognava promuoverne altre.
Prima fra tutte quella da parte del presidente della Bundesbank che strigliò l’Italia colpevole di non aver diminuito il debito pubblico e di aver fin troppo abusato della tanto decantata flessibilità.
Per non parlare poi della spinosissima questione CLANDESTINI (migranti sono le oche e le rondinelle). In merito la Cancelliera ha più volte infatti intimato all’esecutivo (abusivo) italiano di creare subito degli hotspot alle frontiere e nei porti altrimenti non sarebbe stata possibile la ripartizione equa dei parassiti fra tutti gli stati membri europei.
Ma tanto, disse, l’Italia con i suoi 60 milioni di abitanti, sarebbe stata perfettamente in grado di accoglierne da sola almeno 500 mila all’anno…
Inutile poi rimarcare come la Merkel in occasione del referendum costituzionale fece sapere che appoggiava Renzi senza riserve.
Insomma, premier che va, premier che viene, nulla cambia. Anzi, forse con Renziloni è ancora peggio perché Frau Angela è conscia di avere di fronte un premier senza palle, a tempo ed etero diretto, con il quale non serve neppure sprecarci tante energie perché tanto sicuramente sarà già stato sapientemente edotto di come ubbidire, scodinzolare, dare la zampa e andare a cuccia a seconda degli ordini teutonici. Caro Conte Gentiloni, ci faccia una grande cortesia, se ne vada affanculo e ci resti, sessanta milioni di italiani gliene saranno eternamente grati.

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