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Che mangino brioches 

(Luigi Iannone) - Chi si fosse perso le dichiarazioni delle ultime ore sui fatti tragici di Manchester da parte di intellettuali, deputati, giornalisti o frequentatori del jet set, stia pure tranquillo. Sono le stesse di Parigi, Bruxelles, Londra e di decine di altre città, quando nel mentre si contavano i morti e i feriti, c’era già chi invitava la popolazione a vivere normalmente la propria vita. Come se nulla fosse successo; come se quell’evento fosse simile ad un voltar pagina ad un libro di fiabe.

Perché il bestiario di frasi fatte è utile per ogni occasione, e il registro non cambia sia che si tratti di Parigi, di Bruxelles, di Londra o di Manchester. Chiunque ne voglia avere contezza può fare una superficiale ricerca in internet e ritroverà le stesse facce di bronzo con le medesime espressioni affrante e con uguale corollario di inutili e irritanti rassicurazioni.

Una nenia molesta anche al solo ascolto disinteressato ma che diventa oltremodo offensiva e crudele quando reiterata e moltiplicata dalla potenza dei media. E perciò leggerete e ascolterete frasi del tipo: <<tutto deve andare avanti come se nulla fosse successo>>, <<non modifichiamo i nostri stili di vita>>, <<non dobbiamo rinunciare alla metro e ai luoghi affollati>>. Insomma, un catalogo di ferocia inconsapevole nel momento in cui la gente comune è invece consapevole di essere obbligata a frequentare i mercati, a prendere metropolitane e di rado pure a tentare di ritemprarsi su qualche lungomare affollato. Perché non si tratta di non voler rinunciare ai propri stili di vita, quanto piuttosto di essere impossibilitati a fare diversamente.

E allora questi inviti hanno un sapore di ferocia inconsapevole, soprattutto se tale lagna della ‘normalità’ viene incoraggiata da chi in vita sua non ha preso e non prenderà mai una metro perché magari utilizza i taxi, più veloci e comodi. Da chi non sa cosa sia un bus cittadino e, probabilmente, fa vacanze in luoghi sublimi dove non v’è alcun contagio con la folla e con i folli.

Dico questo non per dilettarmi in un pauperismo da quattro soldi, che incita al livore e alla cattiveria verso chi è benestante, ma perché questa ossessiva e irritante calma olimpica di chi vive negli ovattati salotti buoni non si può avere la pretesa di inocularla nelle vene della gente comune.

La realtà è molto più complessa di quanto non si percepisca dai salotti radical-chic e di conseguenza il finto ecumenismo di certe asserzioni può risultare 

 

 

Fonte: Blog Il Giornale 

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