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(Luca Mereu) - n un paese della Calabria c'è questa ragazzina che è stata stuprata per tre anni. Hanno iniziato quando lei aveva 13 anni. I suoi concittadini, scoperto lo scandalo, dicono: "Se l'è cercata" "Non doveva mettersi in quella situazione" "Era una ragazza 'movimentata". Il parroco, per fare un po' di chiarezza, dichiara urbi et orbi: "Purtroppo non si tratta di un caso isolato: in giro c'è molta prostituzione". Si, l'uomo di Dio, quella roba lì, l'ha chiamata prostituzione. Ad una fiaccolata di indignazione popolare partecipano 400 persone su 12.000 residenti. 
Perché tutti questi strani comportamenti che sembrerebbe contraddire Darwin? Proviamo a fare delle ipotesi.
Uno dei presunti stupratori è il figlio di un capo cosca.
Un altro è il fratello di un poliziotto.
Un altro ancora è il figlio di un maresciallo dell'esercito. 
Fratello di poliziotto + figlio di capocosca + figlio di maresciallo: l'élite del paese, insomma. La crème de la crème.
Ma noi che non siamo del posto possiamo permetterci di fare i nomi delle bestie del branco, per un sano, catartico, pubblico ludibrio: Giovanni Iamonte, Antonio Verduci, Benedetto Daniele, Principato Pasquale, Davide Schimizzi, Nucera Michele e Tripodi Lorenzo. E infine facciamo anche il nome del vero colpevole di questo schifo: il paese si chiama Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. Se potete, evitatelo come la peste.

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