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Sono le ore 21 del 19 Settembre 1941, quando il leggendario sommergibile Scirè giunge furtivo in una rada della Baia di Algesiras.
Appena due giorni prima, il sommergibile aveva eseguito una rischiosa operazione, imbarcando otto palombari assaltatori proprio sotto il naso dei servizi segreti britannici, trasbordandoli dalla nave cisterna Fulgor, ancorata nel porto spagnolo di Cadice.
Lo Scirè è ora a pochissime miglia dalla super protetta Gibilterra e si adagia guardingo sul fondale della rada, in attesa del momento propizio per il rilascio dei micidiali palombari italiani.
Circa tre ore dopo, passata la mezzanotte del giorno 20, la più devastante unità di assalto subacqueo di tutti i tempi inizia la temeraria azione di assalto, liberando i palombari ed i tre mezzi nelle gelide correnti delle scure acque anglo-spagnole.
L’Operazione BG 4 entra nel vivo: sei uomini dalla tempra eccezionale, a cavallo dei loro micidiali siluri, affrontano e superano le temibili ostruzioni costiere, per tentare il forzamento del porto di Gibilterra, probabilmente la base navale inglese più presidiata al mondo.
Solo la Xª Flottiglia MAS può osare tanto.
Il valore, il coraggio e la perizia degli uomini della “Decima”, come riconosciuto in primis dal nemico stesso, non ha pari al mondo. Basti sottolineare che l’equipaggio di riserva di BG 4, quello che non prese quindi parte a questo assalto, era composto da Antonio Marceglia e Spartaco Schergat, vale a dire coloro che, solo tre mesi dopo, affondarono la corazzata inglese Queen Elisabeth, all’interno del porto di Alessandria d’Egitto.
Per rendere meglio l’idea ai più giovani, è come se una squadra di calcio giocasse la finale del campionato del mondo, lasciando in panchina Cristiano Ronaldo e Messi…
Ecco, questo era il valore immenso e sovrumano di tutti, e dico TUTTI gli operatori della Xª MAS…
I sei palombari rilasciati in acqua dallo Scirè, hanno l’ordine di tentare di violare il porto per attaccare le maggiori unità nemiche. Nel caso sorgessero difficoltà impreviste, l’ordine prevede di ripiegare sugli obiettivi secondari, ormeggiati in rada.
L’azione è oramai partita!
Il Sommergibile Scirè, eseguito il rilascio dei suoi tre mezzi speciali, abbandona con la massima cautela la rada di Algesiras ed all’alba è già fuori dallo stretto; in seguito all’attacco di quella notte, per tutta la durata dei giorni 20 e 21 viene fatto oggetto di una accanita, rabbiosa ma vana caccia da parte di molteplici unità navali inglesi e di diversi ricognitori ed aerei antisommergibile.
Il giorno 25, lo Scirè rientra indenne e trionfante nel porto di La Spezia.
Nel frattempo, i tre SLC - siluri a lenta corsa - pilotati rispettivamente dal T.V. Decio Catalano - Sc. Giuseppe Giannoni, T.V. Amedeo Vesco - Sc. Antonio Zozzoli e dal T.V. Licio Visintini - Sc. Giovanni Magro, violavano con maestria le pericolose ostruzioni di sicurezza del porto, eludendo l’attenta sorveglianza e posizionando le cariche esplosive sotto gli scafi degli obiettivi assegnati.
L’unità attaccata dal primo SLC, la motonave armata Durham di 15.893 tonnellate, per effetto della violenta esplosione, si immerse di poppa e venne successivamente rimorchiata in secco.
La petroliera Fiona Shell, di circa 5.000 tonnellate, attaccata dal secondo SLC, si spezzò in due tronconi all’altezza del fumaiolo.
Una seconda petroliera, la Dembydale di 17.000 tonnellate, ed una più piccola ormeggiata accanto, si appoggiarono sul fondo dopo l’esplosione dovuta all’attacco dell’equipaggio del terzo SLC.
L’Operazione BG 4 si concluse con enorme successo. Gli inglesi, colpiti nel morale e nell’orgoglio, andarono su tutte le furie, ma rimasero con un pugno di mosche in mano.
Gli assaltatori italiani presero terra, al fine di essere esfiltrati, ma furono scoperti dai gendarmi spagnoli. Fermati e condotti alla tenenza della La Linea, dichiararono di essere dei naufraghi italiani. Più tardi furono condotti a Siviglia e pochi giorni dopo, autorizzati a rimpatriare.
Questa è Storia... ma anche un po’ poesia...
 

Fonte: Forze Speciali e corpi di elite - Facebook

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