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"A pensar male si commette peccato, ma molte volte ci si prende"

                                                                                                      Giulio Andreotti

 

(Gianni Fraschetti) - Badate bene, qui la verità non  stata ancora appurata e, a discapito dei bellicosi proclami del Ministro di Polizia, probabilmente mai lo sarà, quindi le mie sono mere ipotesi. Una semplice analisi logica di quanto  accaduto. Fatta questa sostanziale premessa. e sottolineo sostanziale,  veniamo ai fatti. E i fatti sono di una chiarezza disarmante, un disgustoso rinvenimento nei bagni della curva Sud dello stadio Olimpico, la curva romanista dello stadio, per l'occasione occupata dagli abbonati della curva Nord laziale, l'altra curva, chiusa per due giornate a causa di presunti "buuu" razzisti rivolti a giocatori di colore del Sassuolo (ma Lukaku, Bastos e Nenè di che colore sono?), da un provvedimento demenziale irrogato dall'organo di giustizia (sic!) sportiva di quella cloaca a cielo aperta che è l'organo direttivo del calcio italiano. Un calcio che continua  a commettere errori, forzatamente meno di prima, favorendo tizio o caio, anche dopo l'introduzione della VAR, ovvero la moviola in campo. Tanto per dire in mano a quali soggetti è il giocattolo.

Ma torniamo ai fatti. Nei bagni della curva,  dicevamo, sono stati prontamente trovati, dopo la partita Lazio Cagliari, degli adesivi con scritte del tipo..romanista ebreo...romanista Aronne Piperno e soprattutto la foto taroccata di Anna Frank con la maglietta della Roma. Questo è quanto è avvenuto. Vediamo ora questi fatti incontestabili in quale contesto, altrettanto incontestabile, si vanno a calare.

Come tutti ben sanno, quest'anno i posti in Champions League a disposizione delle squadre italiane sono quattro. Ai nastri di partenza si presentavano accreditati per tali posti Juventus, Napoli, Roma, Inter e Milan. Nessun maestro del giornalismo sportivo, la categoria più venduta e sputtanata di una corporazione (i giornalisti) rivoltante per adorante piaggeria verso il potere,  accreditava la Lazio di un piazzamento prima dell'ottavo posto. E anche questi sono fatti, incontrovertibili. Dunque cinque squadre per quattro posti, con le solite tragedie finanziarie sullo sfondo. Il Milan "cinese" che si rovina il bilancio in maniera definitiva con una campagna acquisti faraonica e demenziale, la Roma che accumula altri debiti e l'Inter che la segue a ruota.

Ci siamo? Ok, andiamo avanti allora. Come è noto al colto e all'inclita il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e quella Lazio, che nessuno aveva considerato, sbuca fuori a fari spenti dal nono/decimo posto dove, secondo i magistrali lettori del mondo della pedata, doveva stare e li accende giusto in tempo per mazzolare la Juventus al celebrato Juventus Stadium, dove la nostra simpatica zebretta non perdeva da millenni, e si va a piazzare al terzo posto, molto a ridosso delle prime due. E mo' come si fa? si saranno chiesti i manipolatores delle italiche vicende pedatorie. Con l'introduzione della VAR sono comunque finiti i tempi dei regali o dei furti arbitrali a go-go, o almeno si sono forzatamente ridotti del 90%, dunque? Già erano nei casini per via dei quattro posti per cinque commensali. Sei non si può proprio fare, poi figuriamoci...una squadra che non fa follie, con i bilanci in ordine...ma che va cercando? E come per incanto sbucano gli adesivi.

Ora, le cose sono due. O a mettere quelle schifezze è stato un gruppo (cento, duecento? di irriducibili decerebrati laziali, e allora QUELLI vanno presi, individuati e puniti, oppure ce li ha messi qualcun altro...come ai bei tempi degli anni di piombo. Chi altro? Sbizzarritevi a immaginare, non ci vuole molta fantasia, anche perché è partita, con una velocità sorprendente, una campagna di linciaggio mediatico che non trova riscontro in altri e ben più gravi episodi, anche inerenti il calcio. Chi tifa Lazio deve quasi avere paura di finire in una lista di proscrizione, e ciò senza che nulla sia stato ancora accertato dalla solerte Polizia del Ministro di Polizia e tantomeno dall'organo inquirente della fogna di cui sopra.

Nulla si sa di certo...però tutti inzuppano il biscottino, da Repubblica alla Stampa, da Mentana a Myrta Merlino. E' ovvio che la Lazio la pagherà cara, ed è altrettanto ovvio che è stato preparato un ambiente a dir poco tossico per Inzaghi e i suoi giocatori. Troppa dietrologia? Chi vivrà, vedrà, ma trovo disgustoso criminalizzare una Società e decine di migliaia di tifosi per bene per il gesto criminale di pochi. Resta inoltre da appurare se erano pochi scemi effettivamente laziali o pochi guastatori giunti per l'occasione per fare danni, Concordo con le parole di Ruth Dureghello...questo non è calcio, questo non è sport. E' altro.

 

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