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(Luigi Morrone) - I "costituzionalisti de noantri" sono serviti di barba e capelli. So benissimo che c'è una sentenza della Cassazione che ha ritenuto sussistere il reato nel semplice manifestare di gesti tipici della propaganda fascista (si trattava del saluto romano con il grido "presente!" ad un funerale -  denunciatemi pure, perché l'ho commesso più volte, l'ultima alle esequie di Pasquale Senatore). Su questa sentenza, bisogna stendere un velo pietoso. Per fortuna è del tutto isolata. Perché si tratta di una sentenza malata di ideologia. I "costituzionalisti de noantri" dovrebbero sapere che la Costituzione "più bella del mondo" recependo la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, sancisce la libertà di espressione del proprio pensiero (art. 21). La XII disposizione transitoria vieta la ricostituzione del "disciolto partito fascista". Se i "costituzionalisti de noantri" studiassero (non studiano, si cibano di slogan), saprebbero che nel dibattito alla Costituente i "padri e madri" della Costituzione "più bella del mondo", dei cui nomi si riempiono la bocca senza avere mai letto un rigo dei loro scritti, chiarirono che quella disposizione vietava solo la "ricostituzione" di QUEL partito fascista. E Concetto Marchesi, nel dibattito alla Costituente, disse chiaramente che, con una diversa formulazione, si sarebbe potuto intendere anche come divieto di fondare un partito "comunista". Quando fu approvata la legge Scelba, la Consulta intervenne immediatamente per verificare se il divieto di apologia di fascismo contrastasse con l'art. 21 della Costituzione "più bella del mondo". E si espresse con la sentenza "interpretativa di rigetto" n. 1 del 1957. Vale la pena ricordare la composizione della Corte che pronunziò quella sentenza:
Enrico De Nicola, Presidente
Gaetano Azzariti
Tomaso Perassi
Gaspare Ambrosini
Ernesto Battaglini
Mario Cosatti
Francesco Pantaleo Gabrieli
Giuseppe Castelli Avolio
Mario Bracci
Nicola Jaeger
Giovanni Cassandro
Biagio Petrocelli
Antonio Manca.
Se i "costituzionalisti de noantri" studiassero, saprebbero - innanzitutto - cos'è una "sentenza interpretativa di rigetto" e, in quei nomi, vedrebbero una vera e propria biblioteca giuridica. 
Bene, in quella sentenza, la Corte chiarì che la legge Scelba non contrasta con la Costituzione perché "Come risulta dal contesto stesso della legge, l'apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione".
Ora, mi dovreste spiegare come quei cartelli integrino un pericolo di ricostituzione del disciolto partito fascista.
La Cassazione più volte ha recepito questa interpretazione.
Ma cosa possono saperne i "costituzionalisti de noantri" ...
A proposito: la legge Fiano, se passasse, sarebbe incostituzionale. Non lo dico io, lo dicono le Camere Penali, noto "covo fascista".
P.S. I "costituzionalisti de noantri" sicuramente penseranno: "Ma questo fascista invoca la costituzione e la libera manifestazione di pensiero? Con che coraggio!" dimostrando una volta di più di indossare le lenti deformanti dell'ideologia. Io interpreto le leggi VIGENTI, con le tecniche di ermeneutica che mi hanno insegnato all'università e che i "costituzionalisti de noantri", se mai le hanno imparate, le hanno dimenticate accecati dal livore "politico".

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