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Dopo le elezioni gli strateghi del nuovo ordine cercheranno i morti per imporre il governo del presidente...

(Gianni Fraschetti) - Alzi la mano chi non è rimasto sconcertato dalla notizia del prossimo sgombero della sede di Casa Pound, annunciato dal Ministero di Polizia e da quella misera cosa che è Virginia Raggi, un povero bolo di sterco che galleggia impazzito nella tempesta. Notizia accompagnata anche dalla tempistica...non ora che ci sono le elezioni. Subito dopo che avremo votato

Sono passati due giorni dall'annuncio e arrivano le prima reazioni da parte degli interessati. Simone Di Stefano dichiara che la sede simbolo sarà difesa col coltello tra i denti, Mauro Antonini, il candidato di Casa Pound alla presidenza della regione Lazio va oltre e spiega...centinaia di ragazzi sono pronti a morire.

Dichiarazioni di intenti molto impegnative da parte di gente che non spara cazzate a vanvera, specialmente su certi argomenti, dichiarazioni che sicuramente sono state ben ponderate e  che non lasciano spazio a interpretazioni. La sede-simbolo verrà difesa con ogni mezzo, anche a costo della vita. Una prospettiva che certamente doveva essere presente negli scenari ipotizzati dal Ministero di Polizia, che quello è il suo lavoro, ma che non paiono avere scoraggiato dall'annunciare una operazione totalmente inutile. Quel palazzo infatti, di proprietà dello Stato, non è fruibile da alcuna pubblica amministrazione per problemi legati alle scale esterne antincendio. Una storia nota. 

E dunque mi chiedo, per quale motivo,  dopo anni e anni,  si va a mettere in piedi una operazione "militare" per riprendere un cespite totalmente inutile e attualmente in mano a persone che lo hanno ben utilizzato, fornendo anche un alloggio a venti famiglie di italiani che dormivano per strada. Già, perché?

Mi ci sono arrovellato, non molto a dire il vero, finché la risposta non è arrivata lampante come una folgore nella notte. Il copione preparato con cura da chi di queste cose se ne intende, prevede in premessa, e mai come questa volta la premessa è propedeutica e sostanziale a quanto segue, non solo che non vi sia una chiara maggioranza dopo le elezioni, ma che sussista  una palese difficoltà a creare comunque una maggioranza. PD e FI da soli non ce la fanno, Lega e Fratelli si sono già chiamati fuori, il M5S e il PD non ce la fanno nemmeno loro. Questo  lo scenario strombazzato quotidianamente da tutto il sistema main stream e dalla mosca cocchiera della peste D’Alema,  e allora?

E allora si farà come ai cari, vecchi tempi. Il Viminale ha un know-how consolidato sull’argomento, probabilmente sono tra i migliori al mondo. Ma ormai non è più tempo di bombe e attentati autoctoni, si rischia seriamente di finire nel calderone mediatico islamico e riesumare gruppi terroristi nostrani di antica memoria sarebbe un rito necrofilo di dubbia efficacia, e dunque? E dunque usiamo i cari vecchi fascisti, che tra una testata di Spada (che fascista non è ma è stato arruolato a furor di media), una pacifica interruzione di una riunione per leggere un comunicato e una finta aggressione, stiamo mediaticamente preparando già da mesi per la bisogna sbattendoli un giorno sì e l'altro pure sulle prime pagine dei giornali e dei TG. Sempre con toni da gelare i polsi. Da apocalisse. Da...non vedo un domani con questi qui.

I protagonisti dunque ci sono, adesso però bisogna  fargli fare il salto di qualità, serve infatti ben altro che  tre fumogeni sotto la sede di Repubblica per fare scattare il meccanismo che hanno in testa, ma per farlo necessita la loro collaborazione. Una collaborazione tutt'altro che certa, anzi assai improbabile. I ragazzi sono romantici sognatori ma non sono cretini, questi andazzi li conoscono e ne fiutano l’usta mefitica che sta già ammorbando l’aria da mesi e dunque come obbligarli al ruolo ingrato previsto per loro dal copione? Ma  è semplice, basta fare qualcosa che non potranno tollerare passivamente: li sbattiamo fuori dalla loro sede-simbolo, questo li obbligherà a combattere. A combattere col coltello fra i denti, come dice Di Stefano, e magari a lasciare anche qualche morto (meglio se più di uno e anche nelle forze del Ministro di Polizia) per terra, come paventa Antonini.

Se sarà sgombero sarà  guerra, questo è certo e ne sono pienamente consapevoli al Ministero di Polizia, e ciò avverrà anche se Jannone, Di Stefano e tutta la classe dirigente di CPI sono perfettamente consapevoli del trappolone, stile vecchio Ufficio Affari Riservati, che è stato preparato. Ci sono però situazioni che non lasciano vie di scampo...per noi la scelta è facile - disse Leonida alle Termopili - gli Spartani non si arrendono, gli Spartani non si ritirano. Dunque rimaniamo, combattiamo e moriamo...Anche ad El Alamein andò più o meno così. Si resta e si combatte, a prescindere da altre considerazioni di opportunità e convenienza e a prescindere anche dal proprio istinto di conservazione, perché vivaddio contano anche il bel gesto, il sacrificio e il comportamento da uomini in un mondo di invertebrati. Perché ciò che facciamo in vita riecheggia per l’eternita, come diceva quello lì, e dobbiamo anche custodire il nostro onore perché altri lo possano tramandare ancora; è così che siamo arrivati a oggi, seguendo l’esempio di chi ci ha preceduto e pagando spesso prezzi altissimi.   E dunque quella sede, segno tangibile dell’onore e di tutto ciò in cui crediamo, come il basco per un paracadutista, non si tocca, e che si facciano pure il loro strafottuto governo del presidente dopo, sulla spinta emotiva, che certi media non vedono l'ora di pompare,  della risorta violenza fascista.

Tanto non avranno guadagnato tempo, soltanto una mezz'ora in più per vendersi qualche altro pezzo del nostro patrimonio, che questo alla fine vogliono, e dunque che vadano a sgombrare, che vadano a eseguire le trame costruite a tavolino dal mascalzone di turno, che vadano  a cercare i morti, che vadano a compiere il delitto annunciato. Verrà il giorno che dovranno rendere conto anche di questo.

Col coltello tra i denti, afferma Di Stefano.

Sono d'accordo con lui, nella speranza che il senso della frase si possa limitare alla sola, feroce determinazione, e che l'evocazione di quanto potrebbe accadere blocchi questo progetto infame, anche se ci credo poco. 

 

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