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LE TRE BALLE CICLICHE DEGLI EURISTI

(Gianni Candotto) - Gli economisti euristi continuano a martellare con tre grandi bugie (e lo fanno in perfetta malafede, perchè sanno essere balle) che servono a impaurire il popolo sull'ipotesi di un'uscita dall'Euro. Tattica già sperimentata dai globalisti euristi con la Brexit che doveva provocare un'ondata di disoccupazione e morte economica del paese e in generale in tutte le situazioni analoghe.
La prima maxiballa, ribadita ieri da Padoan è: "se uscissimo dall'euro i mutui diventerebbero insostenibili perchè pagare con una lira svalutata i debiti in euro rovinerebbe le famiglie." Evidentemente Padoan se aveva un mutuo in lire nel 2001 ha continuato a pagarlo in lire anche dopo l'entrata dell'euro e non il euro. E' ovvio ed è specificato nei trattati che tutti i debiti, i crediti e le contabilità seguono la moneta ufficiale dello stato. Quindi i crediti e debiti di ogni residente in Italia verrebbero trasformati nella nuova moneta. Ma l'argomento, seppur puerile e senza alcun fondamento è utile per spaventare l'italiano medio che il mutuo lo ha.
La seconda maxiballa è che con la lira che si suppone farebbe crescere l'inflazione crescerebbe il debito pubblico. In realtà è l'esatto contrario. E non è molto difficile da capire: se oggi la massa di BTP decennali ha un rendimento medio del 2,5% e l'inflazione diventasse il 4% lo stato guadagnerebbe l'1,5% sui btp decennali quindi solo con il pagamento degli interessi ridurrebbe il debito. Bagnai tre anni fa aveva fatto la simulazione matematica di questo scenario dimostrando che il debito (senza nulla fare) in automatico sarebbe passato al 100% dal 130% in cinque anni.
La terza maxiballa è che lo Stato fallirebbe perchè "chi lo paga il petrolio"? Le importazioni costerebbero di più con la svalutazione della lira. Anche questa è una delle balle più clamorose di tutti i tempi e anche questa è detta in totale malafede. Anche se è un po' più complicata da spiegare. E' vero che le importazioni costerebbero di più, ma le esportazioni sarebbero avvantaggiate e la cosa non è una compensazione (pari e patta), ma nei paesi con bilancia commerciale attiva (come Italia e Giappone ad esempio) la svalutazione di una moneta ferma è sempre un vantaggio. Chi vuole una dimostrazione matematica di ciò si legga la "condizione di Marshall-Lerner", chi invece vuole una dimostrazione pratica si legga le politiche del governo Abe che hanno svalutato del 30% lo Yen e hanno migliorato la bilancia commerciale.

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