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Federico Rampini, firma storica di Repubblica, corrispondente dagli Stati Uniti e uomo di notevole spessore culturale prende nettamente le distanze dal suo giornale e dal variopinto mondo dei semicolti

(Federico Rampini) - Non si è capito ancora abbastanza quanto la sinistra abbia sbagliato su temi come la globalizzazione e l’immigrazione(...). In tutto l’occidente le classi lavoratrici, i ceti medio bassi impoveriti si stanno allontanando dalle sinistre, possiamo darci una spiegazione molto consolatoria, e cioè che c’è una specie di virus, una malattia, la peste nera, il fascismo che avanza, oppure possiamo cercare di capire veramente perchè le classi più deboli non si sono più sentite rappresentate dalla sinistra(...) non mi convince una sinistra che è diventata la sinistra dello spread, dei mercati finanziari, che parla lo stesso linguaggio dei top manager, dei chief executive che si incontrano a Davos(...). Si è anche persa per strada un’idea di nazione, io sono esterrefatto quando vedo quello che rimane della sinistra italiana oggi stare sempre dalla parte di Emanuel Macron pur di andare contro il governo italiano, prendendo per buona la favola bugiarda, l’impostura di un Macron europeista mentre è un nazionalista. Una sinistra italiana che addirittura è arrivata a stare dalla parte di un certo Jean Claude Juncker pur di andare contro il governo italiano. Junker è uno che non dovrebbe mai essere diventato capo della commissione europea, perché come primo ministro del Lussemburgo è stato premier di un paradiso fiscale immondo, non si può stare dalla parte di quell’Europa lì...

 

 

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