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(Marco Gambini-Rossano) - Il giorno che gli tirarono le monetine al Raphael risi di gioia ballando davanti alla televisione. Il giorno che Di Pietro si tolse la toga piansi di rabbia come un bambino guardando Fede a tg4 che gioiva. Non mi rendevo conto che come la quasi totalità degli italiani, ero stato abbindolato da chi dell'Italia voleva fare strame. Vedo agitatori di ditini, che sull'esilio di quest'uomo e sulla sua condanna hanno fondato partiti, che sbavano furenti di fronte a tutti i tentativi di proporre un'analisi più serena del suo operato. 
E' un vizio. 
Lo stesso atteggiamento lo tengono gli antifascisti totalitari del pensiero unico petaloso, antifascisti senza fascismo, pieni di vuoto e roboanti nel ripetere le loro indiscutibili verità. In fondo sono le stesse persone, figlie dello stesso atteggiamento e dello stesso regime. Regime che, per affermarsi e distruggere il paese aveva bisogno di eliminare socialmente (ed in alcuni casi, come questo, quasi fisicamente) un'intera classe politica che, per quanto corrotta, non avrebbe mai accettato di smantellare la nostra industria, la nostra moneta e, in definitiva, il nostro benessere.
Fu un ladro, come lo erano tutti i politici dell'epoca (massimamente quelli che al potere sono rimasti, "miracolosamente" non toccati dalle indagini) e come lo sono i politici di oggi. Anche quelli col ditino alzato, pronti a vendersi per poche miserabili sinecure: apparentemente (in alcuni casi) meno ladri perchè privi di capacità e di coraggio personale, ma privi anche di dignità e pronti ad approfittare di qualunque piccola occasione che si presenti a livello personale. Ma anche del tutto privi di senso della Nazione e completamente disinteressati e dimentichi dell'interesse nazionale.
Di fronte ai nani di oggi Craxi appare come l’ultimo gigante della politica. Dopo di lui ci hanno scaraventato nel pozzo nero. 

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