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.di Gianni Fraschetti
Il pezzo che segue riassume quanto finora detto e scritto sul vertice di Francoforte. Ormai gli altarini stanno venendo tutti allo scoperto ed il buon, si fa per dire, Mario Monti sta facendo una figura ridicola, peggio di quello fatta andando a presenziare la Finale degli europei di calcio. Personalmente non credo alla jella ma ho molto rispetto per coloro che invece temono questa manifestazione metafisica. La jella per me non esiste ma se esistesse mario Monti ne sarebbe l' ideale incarnazione. Buona lettura

 A conferma che i media italiani hanno adottato rispetto a Monti il medesimo stile di Minzolini verso Berlusconied hanno spacciato il vertice europeo del 28-29 giugno come una "italica salvifica vittoria", facciamo notare quanto dichiarato da Monti stesso al Washington Post:
«Se gli Italiani si scoraggiassero vedendo i loro sforzi vani, ciò potrebbe scatenare forze politiche che diranno "abbandoniamo l’integrazione Europea, abbandoniamo l’euro, che questo o quel grande paese vadano tall’inferno", il che potrebbe essere un disastro per l’intera Unione Europea».

Ecco qua, spiegato a chiare lettere, la ragione di tante bugie, lo tsunami di cazzate sparate senza risparmio sulle decisioni assunte dal Vertice europeo del 28 e 29 giugno. Se parliamo di "concessioni" della Merkel infatti,  l'unica è stata appunto quella di permettere a Monti di tornare in Italia a vendere la sua ridicola patacca senza rischio di smentita.
Malgrado i mugugni rispetto alla mia lettura a caldo del vertice come fallimentare, ( Vertice UE: altro che Super Mario...ci hanno fottuti ben benino) non ritiro una virgola. Quando scrivevo, venerdì scorso, mi basavo sulle primissime notizie filtrate. Ora è noto il testo del protocollo contenente le misure. Abbiamo ascoltato le dichiarazioni dei primi ministri e la conferenza stampa di Monti, una conferma lampante di quanto questo oscuro travet della Goldman Sachs sia bugiardo: 14 minuti su 17 e mezzo spesi a dire quanto importanti sono le decisioni assunte a favore della crescita, tanto per acquietare i suoi peones italiani, per il resto, sulle "audaci misure salva-spread", toccata e fuga. E abbiamo anche i commenti, a bocce ferme, degli analisti e degli economisti, i quali non saranno delle cime in economia politica, ma i conti li sanno fare. A due giorni dalla chiusura del vertice la musica è cambiata: dall'euforia si è passati velocemente allo scetticismo ed infine all'inquietudine. Ma andiamo con ordine.


Ad un'analisi più attenta

Due cose di una certa importanza, modificano il quadro rispetto a venerdì scorso. La prima è che in caso di salvataggio di un paese —ovviamente non lo chiamano così, non lo chiamano bailout, visto che se c'è un salvataggio c'è un default, e questa parola non si deve pronunciare— da parte del MES (il  Patto di Stabilita' Europea o  European Stability Mechanism) non ci sarà, come invece avevo scritto, la supervisione della troika (Fmi, Bce,Ue). Ma questo l'aveva detto Draghi nella notte di venerdì lasciando il Vertice. Evidentemente la cosa è stata rimossa all'ultimo minuto, appunto per salvare la faccia a Spagna e Italia, che non vogliono essere equiparate alla Grecia. Tuttavia, pur sempre senza la troika, le condizioni per accedere ai finanziamenti del MES  saranno più che mai stringenti, cioè solo a condizione che i paesi sotto attacco speculativo abbiano attuato pienamente le clausole micidiali del Fiscal compact, ovvero applicato alla lettera le cure da cavallo rigoriste. V'è infine un'ultimo punto. Il sostantivo "aiuto" è ingannevole. Va bene che il Mes non avrà lo status di "prestatore privilegiato", ma a quale tasso d'interesse i soldi verranno prestati? A quelli di mercato come sembra? O a tassi di vantaggio? Questo verrà stabilito più avanti, conta dire che la Grecia, con certi "aiuti" è stata definitivamente affossata e spinta nel default di fatto. Per non parlare di quanto riuscirono a combinare all' Argentina.

La bomba delle banche

Ma prima di andare a vedere l' aspetto scudo anti spread restiamo un attimo alle banche europee, sulla cui disastrosa situazione colpevolmente si sorvola. La Tabella n.2 indica a i livelli stratosferici raggiunti dalle passività del sistema bancario. Bombe pronte ad innescare esplosioni a catena, davanti a cui nessuno stato, nemmeno la Germania, potrebbero far fronte. 
La tabella n.3 mostra l'incidenza dei derivati in relazione al Pil in alcuni paesi europei. Non ci credete vero? Pensavate forse che i biscazzieri fossero solo gli anglosassoni? Vi sbagliavate. E non pensate che gli svizzeri giochino in proprio, che sono invece il terminale neanche occulto delle banche dell'eurozona, che usano la Svizzera come rifugio offshore. La Tabella n.4, per una definitiva comprensione di quanto enorme sia il peso dei sistemi bancari e della finanza, indica l'incidenza degli strumenti finanziari. 

Come potete vedere essa consiste in più del doppio del prodotto interno lordo, mentre le scommesse sui derivati ammontano al 53% del Pil europeo, quasi il doppio di quanto avviene negli USA. La crescita nel 2011 mette poi in luce dove sia finita la messe di "aiuti" forniti dai governi e dalla Bce alle banche già due volte sull'orlo del collasso sistemico.
Il tutto a dimostrare che esplosioni a catena dei sistemi bancari sono altamente probabili, che il problema va ben al di là della Spagna (vedi Tabella n.1), e che il contagio alla sfera dei debiti sovrani sarebbe inevitabile. Per questo la tanto strombazzata "Unione bancaria", per gli stessi addetti ai lavori, non è più che un titolo:
 «Il problema è che, oltre alle speranze l'integrazione bancaria non è uscita dal cappello dei leader europei. La soluzione trovata, in realtà, è solo una mezza soluzione: di questo i mercati ne sono consapevoli». ( Moyra Longo        Il Sole 24Ore del 30.06.2012)
Con ciò torniamo alla questione delle misure decise dal vertice per tenere sotto controllo gli spread tra i titoli di stato ed evitare che i rendimenti di quelli spagnoli, italiani, francesi ecc. schizzino alle stelle.

Lo scudo bucato

Se teniamo presente i due principali fattori di crisi finanzaria, le banche e i debiti degli stati dell'eurozona (praticamente il 100% del PIl: circa 12mila Miliardi), salta agli occhi che le  misure adottate dal vertice non sono affatto adeguate a sventare una tempesta. 

Non lo sono per tre ragioni. La prima è che le modalità di questi salvataggi (il diavolo si nasconde nei dettagli)  non sono state indicate, e quindi i "mercati" vedono bene che la Germania non farà da scudo ai Piigs.  La seconda è che gli stati potranno attingere alle risorse del MES non prima del dicembre 2012, a babbo forse già morto —la tempesta finanziaria, come noi riteniamo, potrebbe sopraggiungere prima.  La  terza è che la dotazione del MES (200 miliardi circa ora disponibili,  348 in futuro) è con ogni evidenza del tutto insufficiente per parare il colpo probabile dell'esplosione combinata della bomba bancaria e dei quella dei debiti sovrani. 

Passata la sbornia, per farla breve, solo una classe politica oltre ogni decenza ed una casta di giornalisti servili oltre misura possono persistere nel reggere il moccolo finto-ottimista  a questo governo ogni giorno di piu' simile ad uno zombie. Per quanto ci si giri attorno il vertice è stato, per il governo italiano e i sogni di gloria euristi, un fallimento, e lo è stato perché le tre misure-tampone  davvero serie che potevano allontanare l'implosione dell'euro con in prima linea l' adozione degli eurobond non sono state nemmeno discusse.
 I pescecani della grande finanza americana, che questo si attendevano dal Vertice, e che non vogliono "restare col cerino acceso in mano" (ovvero saranno fulminei nel vendere titoli e obbligazioni europee prima che sia troppo tardi scatenando l'apocalisse) senza peli sulla lingua, affermano che l'euro abbia sei-otto mesi di vita.

La vittoria della Merkel

Avviandoci alle conclusioni non possiamo non evidenziare la piu' stupida e pittoresca fanfaluca dei media italiani sentinelle del governo Napolitano-Monti. Presi dall'euforia, infatti, hanno lasciato intendere, alcuni lo hanno detto apertis verbis, che la Merkel sarebbe uscita dal vertice con le ossa rotte. La madre di tutte le bugie, di quelle veramente penose peraltro.
A bocce ferme si ammette adesso che la Cancelliera tedesca non ha mollato di un millimetro l'osso, che ha ottenuto molto di più di quanto non appaia, e ha vinto sia sulle condizioni stringenti per accedere agli "aiuti" del MES, sia nell'impedire che la sua "potenza di fuoco" fosse aumentata. La formica tedesca, malgrado l'ultimo ciclone sull'euro, non caccerà un soldo in più di quanto già previsto per salvare le cicale mediterranee e quelli già resi disponibili, li venderà a caro prezzo, a condizione che i "bisognosi" accettino l'intrusione tedesca nonché di vendere i loro gioielli di famiglia. 
Volete più Europa? allora dovete fare ulteriori cessioni di sovranità, rafforzare quella tedesca a scala continentale
ma più Europa significa meno sovranità. A parole è facile accettarlo, ma i problemi sorgeranno quando ci si renderà conto che, realisticamente, non si tratterà di cedere sovranità al Lussemburgo o a Cipro, ma... alla Germania.  Che gli epigoni di Syriza in Italia aprano dunque bene le orecchie.

Col che il problema non è più economico, ma squisitamente politico e di portata strategica. Per il nostro paese e per il popolo  italiano, si tratta del suo stesso destino. Un affare troppo serio per lasciarlo in mano ad un ragioniere  di Varese, bugiardo come nessuno e sempre piu' simile ad un topo morto od  a partiti moribondi, ad una sinistra guidata da mezze calzette ed a movimenti buoni a canalizzare la protesta ma radicalmente incapaci di dargli un consistenza propositiva degna di questo nome. I segni del risveglio popolare ci sono, c'è bisogno di costruire una potenza politica che abbia idee e proposte chiare e precise, fiducia nel popolo,  il coraggio di  accettare uno scontro senza quartiere, quello di gettarsi nella mischia  ormai prossima ed una fede incrollabile nella vittoria.
Moreno Pasquinelli
Fonte: MPL Sollevazione
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