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A Lampedusa è andata in scena una pagliacciata macabra, una sorta di ‘autolesionismo-pride’ dove è convenuta la componente masochista del Crisianesimo. Una componente sempre presente nella Storia della religione cristiana con radici ancora precedenti nello stoicismo. Una sorta di ‘virus’ mediorientale che vede un ‘valore’, nell’annullamento di sé.

L’idea dell’annientamento di sé in nome dell’altro  è uno dei cardini di questo virus. Nasce dall’errata esegesi del comando evengelico ‘ama il prossimo tuo come te stesso’. Distorcendo il giusto invito di Gesù all’amare chi ti è vicino – i consenguinei, i ccnnazionali -in un’espressione anti-umana e antinaturale del degradare se stessi sull’altare di un presunto amore indifferenziato. Amore indifferenziato che conduce, inevitabilmente, all’entropia e al non amare nessuno veramente: all’indifferenza. La stessa cieca indifferenza che porta Abramo a sacrificare il figlio solo perché un dio glielo ha chiesto.

Questa deriva mediorientale e patologica del Cristianesimo non è e non può essere la nostra religione. Noi non siamo come quegli eremiti che si lasciavano morire di fame nel deserto.

E attenzione, questo ‘virus dell’autolesionismo non è limitato ad ampi settori di un Cristianesimo senescente, ne è impregnato anche il pensiero laico dell’Occidente, che vede nell’altro, e nella mortificazione di sé in nome dell’altro, l’unico modo per espiare i ‘peccati’. Questo pensiero patologico connota una evidente natura psichiatrica dell’accoglienza a tutti i costi.

Non è strano, ne è anzi una ovvia conferma, che questa patologia cresca di pari passo con la distrofia morale della società: l’accoglienza dell’altro, in questo caso dell’invasore, non è dettata da ‘amore’, ma da ‘indifferenza’: non c’è più amore per il prossimo, e quindi non c’è più amore civico per la società che ci circonda, e l’individuo si ritrae nel proprio piccolo ambito familiare.

Il Cristianesimo dovrebbe essere ‘amore per il prossimo’, si è invece degradato ad amore indifferenziato verso un’inesistente umanità. E come diceva Simone Veil, chi ama tutti, in realtà non ama nessuno. Perché l’amore è tale perché esclusivo. L’amore è il più grande sentimento di discriminazione: ama il prossimo tuo, e difendilo.

Non lasciarlo indifeso davanti all’invasione, non lasciarlo preda di belve feroci.

 

Fonte: Identità-com

 

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