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bersani.jpgdi Gianni Fraschetti -

 

Il 14 marzo pubblicai il pezzo che segue e che vi ripropongo aggiornato nella cronaca. Speravo di sbagliarmi quando lo scrissi. Purtroppo non mi sbagliavo.

 

" Forse e' la parola piu' bella del vocabolario italiano, perche' apre delle possibilita', non certezze. Perche' non cerca la fine ma va verso l'infinito..." (Giacomo Leopardi)

 

 

E dunque, mentre ci avviamo col passo lieve della fanciulla in amore o dell'assassino in posta,  verso il nostro destino, mai incerto come questa volta riguardo al cammino che dovremo percorrere per giungere al nostro patibolo, sara' forse il caso di analizzare per qualche fugace istante una ipotesi che non e' affatto peregrina. E fa gelare il sangue.  Ma andiamo con ordine. Mentre noi siamo tutti qui in attesa del prossimo bollettino sullo psicodramma in atto nel PD e nel frattempo inganniamo l'attesa con l'ennesimo vaffanculo di Grillo non e' che il tempo si sia fermato e l'Italia sia passata in un'altra dimensione. Tutt'altro. le cose marciano, vanno avanti. Ricapitoliamo dunque cosa e' fin qui accaduto e quale calendario ci aspetta nei  prossimi giorni.  Il 15 marzo si sono  insediati i due rami del parlamento e sono stati eletti i Presidenti di Camera e Senato, subito dopo il Presidente Napolitano ha dato il via' alle consultazioni per giungere alla formazione di uno straccio di governo, al termine delle quali ha conferito a Bersani un mandato esplorativo per verificare se sussitono le condizioni per formare un governo a sua guida.  Il 15 Aprile, comunque,  inizieranno le votazioni per l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Tutto concentrato in trenta giorni, di cui quindici li abbiamo gia' esauriti. Le prime tre cariche della repubblica e la nomina del Capo del Governo. E facendosi questo ragionamento qualcuno, nel PD, ha perduto la testa ed ha ipotizzato il seguente scenario.

Il Pd si elegge, come ha fatto, i presidenti di camera e senato, poi forza la situazione affinche' venga affidato l'incarico a Bersani per la formazione del governo ( come e' successo), nel caso non riesca nel tentativo,  traccheggia fino ad Aprile, dopo di che si elegge il suo bel Presidente della Repubblica che fa giurare Bersani e lo manda davanti alle camere per la fiducia. Nessun parlamentare vuole andare a casa e ripassare attraverso la lotteria elettorale, quindi a questo punto e' facile che al Senato esca fuori una maggioranza in qualche modo.  Se quindi la ottiene, non importa se sara' il governicchio piu' icchio della nostra storia,  bene, se invece non la ottiene resta comunque in carica per il disbrigo degli affari correnti e gestira'  la tornata elettorale, insieme al resto della sua filiera che avra' prontamente collocato in tutti i punti nevralgici. Presidenza della repubblica, del senato, della camera, del consiglio e giu' a scendere nell'occupazione di ogni snodo che abbia un valore strategico. Comunque vadano le cose avrebbero occupato "manu militari" il potere. Detenendo meno di un terzo dei voti validi e quindi meno di un quarto degli aventi diritto al voto. Come si dice....aiutati che Dio t'aiuta e dunque  tanto vale sognare in grande, devono aver pensato ed  ecco spiegato il motivo di tanta ostinazione nell'inseguire i grillini, di tanta idiozia nel declamare gli otto punti che pare il bignami di uno scemo del cottolengo. Ecco spiegato tutto. I nostri amici del PD, a riprova che il lupo perde il pelo ma non il vizio, utilizzano la stessa tecnica usata dai comunisti nell' Europa dell'Est dell' immediato dopoguerra (comunisti+utili idioti) e si preparano a dare la spallata definitiva alla nostra repubblica parlamentare che vacilla gia' paurosamente di suo. Il tutto, e non potrebbe essere altrimenti,  con il pieno e convinto avallo dell' "Europa che ce lo chiede", che ha gia' dimenticato Monti, bollato come "politicamente morto" da Le Monde ed individuato in  Bersani il suo nuovo campioncino. Suo, della finanza internazionale e della peggior speculazione. Bersani 'uomo nuovo dei mercati, che infatti in questi giorni si guardano bene  dallo sbranarci per non disturbare il manovratore.  Tra un mese o poco piu' anche Berlusconi sara' definitivamente ridotto alla impotenza, (e' gia' bravo di suo a mutilare le sue vittorie ed a renderle sterili e politicamente improduttive) dal tamponamento a catena provocato nella giustizia italiana.

Bersani a tutti i costi, questo e' il grido si leva alto negli ambienti che pesano ed Asor Rosa (quello che invocava  su MicroOmega un "putsch gauchiste" per fermare Berlusconi), ieri,  sul Manifesto ha addirittura preso per il bavero Napolitano e lo ha scosso un bel po' per fargli capire che la sinistra italiana non accettera' tentennamenti o colpevoli indecisioni questa volta. Ora o mai piu'. Se poi vai a vedere bene,  gratta gratta e' sempre la solita gente, i soliti ambienti, il solito troiaio che da vent'anni non si da pace. Da quando  il piano che avevano preparato con tanta meticolosa cura, con la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, era andato ingloriosamente a puttane. Da allora hanno perduto la ragione e sono vent'anni che tramano, che brigano, che complottano e che si dannano l'anima in ogni modo per ripristinare ad ogni costo il progetto infame di allora, quello di consegnare l'Italia a questa immonda diarchia formata da finanza internazionale e post comunisti.  Adesso hanno in animo di tentare il colpo gobbo, quello del probabile  ko e che porterebbe, dritto dritto, all'instaurazione di un regime. Gli italiani sono dei pusillanimi ed e' cosa nota; dei vigliacchi per natura ed istinto ed in piu'  sono sfiniti da questa crisi che pare non avere uscita e si e' portata via ogni residua energia ed ogni volonta' di opporsi, laddove qualcuno l'avesse avuta. In piu' il cervello, la cultura  e la capacita' di comprensione dell' italiano medio e quella di un giovane in eta' prepuberale e dunque  aria che tira e logica lasciano supporre che non solo non stanno capendo un beneamato cazzo  di quanto avviene, e basta farsi un giro in rete per rendersene conto,  ma   non alzeranno mezzo dito per difendersi. In fondo non lo hanno mai fatto nella loro storia. La Patria, ovvero la terra dei padri,  li ha sempre fatti sorridere. Si sentono dei cosmopoliti, anche se a malapena riescono ad esprimersi in dialetto,  cittadini del mondo senza nemmeno una memoria certa del proprio albero genealogico. Le origini di ognuno di noi sono incerte,  sono passati in troppi da queste parti e le donne italiane sono sempre state belle ed appetitose. Belle, appetitose e disponibili. Origini  dunque che portano a respingere ogni richiamo alla virtu' ed ai buoni sentimenti e portano invece, istintivamente, ad abbracciare le ginocchia del vincitore. Del prossimo che la fara' da padrone a a casa nostra. Che si prendera' quel che vorra', donne comprese, mentre noi chineremo il capo in segno di sottomissione, Sta gia' accadendo, con l' "Europa che ce lo chiede" e non solo. E l'episodio disgustoso dei maro' e' li' a dimostrarlo. Dovrebbero  essere tutti per strada ora, ad urlare il loro sdegno e la loro  rabbia ed invece, proprio in questo momento, mentre stiamo subendo l'ennesima prepotenza,  si bevono, beati e beoti, da quei tredicenni brufolosi ed un po' stupidi che sono,   la qualunque, dispensata a piene mani dalle televisioni schierate ormai no-stop, mentre quelle di Berlusconi vanno avanti con i pomeriggi della D'Urso. Che Dio ci aiuti. E dunque evviva la Boldrini, una squallida figura di mercenaria al servizio dei peggiori progetti neoliberisti e di Grasso, il prode (?) procuratore antimafia.  Se questo loro progetto riuscira'  credo che nel prossimo futuro potremo  aspettarci anche  la richiesta di arresto del cavaliere. E' nell'aria, e' matura ed e' conseguenza inevitabile del naturale sviluppo della situazione. Se cosi' sara' vorra' dire che questo mio delirio, che ho sciorinato sotto il cappello rassicurante della citazione leopardiana, e' molto meno delirio di quanto potrebbe sembrare di primo acchitto ed allora, pur non amando Berlusconi, nemmeno un po',  restera' una sola strada di fronte a noi. Il tamburo suonera' piano nella notte per chiamarci alla battaglia per la nostra liberta'. So gia' che saremo pochi a rispondere, pochissimi ma  purtroppo la liberta' di  tutti  e' un fatto che alla fine ha sempre riguardato molto pochi. 

 


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