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di Gianni Fraschetti -

 

Certo che stavolta ce l' hanno  messa proprio tutta,  La fantasia al potere, era un vecchio slogan del Maggio francese  ( Maggio del '68 ) quantomai attuale, almeno a vedere cosa ancora si riesce a combinare. Dunque abbiamo un  colpevole bello e grasso da mostrare in tv ed alla stampa tutta, un omino di 68 anni che abita in un paesino nei pressi di Brindisi. L' uomo, si fa per dire, ha reso abbonadante e dettagliata confessione agli inquirenti che per parte loro si sono gia' divisi in due fazioni che propendono per correnti di pensiero esattamente agli antipodi. Quella  di Cataldo Motta, il Procuratore capo della Dda di Lecce, sembra molto chiara ed il magistrato e' apparso da subito abbastanza scettico circa la pietanza che la Polizia di Stato gli stava propinando  ha dichiarato che e'  pienamente aperta l' ipotesi di complici ed ha  detto senza mezzi termini di avere piu' di un dubbio, non tanto sulle dinamiche quanto sulle motivazioni che avrebbero portato il Vantaggiato a compiere l' insano gesto. Un sottile distinguo che era solo una maniera molto elegante per dire....non credo ad un cazzo di questa storia....Quale garbato contraltare alle posizioni della Procura vi sono quelle gli organi di Polizia, ben esplicitate da Francesco Gratteri, capo della Divisione anticrimine centrale, che ha dichiarato in perfetta distonia con il Procuratore "....al momento gli elementi di responsabilita' conducono solo alla sua persona ..." ( il Vantaggiato...n.d.r. ) "...allo stato delle indagini non vi sono complici ".

Dunque una presa di posizione ferma, decisa ed oltremisura chiara da parte di un pezzo da '90 del Viminale che evidentemente ha disposizioni di chiudere al piu' presto questa imbarazzante vicenda. C'e' un reo confesso e tanto basta anche se la mente corre immediatamente allo zio di Sarah Scazzi ed al tormentone delle sue confessioni-ritrattazioni. Dunque avere tra le mani un reo confesso potrebbe non bastare, come sostiene il Procuratore Motta.

Non mi voglio dilungare sui probabili motivi che sono alla base di una presa di posizione cosi' determinata da parte della Polizia della Ministra Cancellieri, questa storia pero' ha fatto acqua da tutte le parti fin da subito, fin dall' inizio. Le tre bombole di gas ( ma dove stanno ? ), una esplosione che avrebbe dovuto avere ben altre dimensioni a parole ( tre bombole fanno danni seri  ) ma che poi si e' rivelata altro in fase pratica. Un innesco azionato da che ...un timer ? un sensore ? un telecomando ? Non e' dato sapere...... Alla faccia dell' ordigno artigianale comunque...e mi fermo qui

In ultimo, a salvare la faccia a tutti,  sbuca la figura di questo tizio, questo nonnino bombarolo che, secondo lui e secondo quanti hanno creduto a questa versione, si sarebbe incollato sul groppone tre bombole, le avrebbe trasportate sul luogo prescelto ed ivi giunto le avrebbe assemblate,  confezionando la bomba, innescandola come un artificiere esperto e dotandola di tre detonatori indipendenti tra loro.......Un benzinaio di 68 anni di Cupertino che diviene per un giorno un elemento da arruolare in Al Qe'da. Il tutto poi perche' ?.....Perche' il suo fatturato era calato del 70%....Ovviamente l' arzillo vegliardo, dopo avere svolto il compitino con la diligenza del bravo scolaretto e' scivolato poi sulla buccia di banana piu' semplice dia evitare, un paio di telecamere di controllo visibili anche da un cieco totale ma si sa....il crimine non paga ed altrimenti come lo beccavano dopo ? Insomma come storiella non e' per niente facile da digerire in nessuno dei suoi aspetti, va bene che siamo di bocca buona ma quando e' troppo, e' troppo, pero'. E che cazzo, almeno potevate inventarvela un po' meglio.

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