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di Gianni Fraschetti -

 

Scrissi questa roba diverso tempo fa, all' inizio della vicenda Monti, quando ancora non si era spento per le strade il giubilo sfrenato del nostro impagabile popolo che accoglieva l'algido tecnocrate, mandato dal capitale a farci a pezzi, come se fosse El Che. Momenti esilaranti di pugni chiusi alzati in segno di saluto mentre si diffondevano nell'aria le note di Bella ciao, o come cazzo si chiama quella canzonetta, per degnamente salutare il proconsole della Goldman Sachs che stava raggiungendo Palazzo Chigi.

Il popolo italiano non ha mai brillato per acume ma devo riconoscere che in quelle ore in molti, troppi per un paese cosidetto civile, raggiunsero vette di imbecillita' difficilmente superabili.

Rileggendola, ho avuto la netta sensazione che sia addirittura piu' valida adesso di quando la scrissi e pertanto, dopo una bella rinfrescata, la ripropongo al vostro giudizio. Capire come siamo arrivati fino a qui e' essenziale per intuire quanto ancora potra' succedere. La prima profezia che feci in questo articolo si è avverata (... riconsegnando formalmente il potere ai vecchi oligarchi politici a condizione che siano mantenute le pesanti condizioni regressive...). Speriamo di essere stato buon profeta anche sul seguito.

 


Viviamo in un periodo di grandi e drammatici cambiamenti. Tutto intorno a noi sta mutando, la politica, l' economia, i rapporti tra gli Stati, quelli tra i singoli individui e perfino il clima che tende ad divenire sempre piu' ostile ed imprevedibile. Sono in piena accellerazione grandi trasformazioni del nostro modo di vivere e le norme legislative di natura socio-economica che avevano regolato fino ad oggi la nostra organizzazione sociale si sgretolano, una dopo l'altra, sotto la spinta inarrestabile di una crisi economica sempre piu' profonda ed apparentemente senza fine, provocata da una offensiva senza precedenti, portata avanti dai signori della finanza internazionale in tutto il mondo.

 

Gli effetti di questa guerra, scatenata da pochi illuminati verrebbe da dire contro tutta la razza umana, impatta violentemente sui modelli istituzionali e modi di governare, sulle strutture corporative e di classe, sulle istituzioni economiche, sulle liberta' politiche ed i diritti civili dei singoli cittadini e sulle sovranita' nazionali. Questo processo di regressione ha radici profonde nel tempo, senza volere andare troppo lontano, con la Prima Guerra Mondiale vennero distrutti i grandi Imperi europei, Asburgico, Tedesco e Russo e l' Impero Ottomano. Ne uscirono fuori una miriade di statarelli, spesso costruiti sulla carta, senza altro conforto di una matita ed una riga per tracciarne i confini e senza tenere  conto di alcun fattore etnico, economico e politico. L' Europa venne cosi' ridotta ad un nano impotente ed il fulcro della politica, dell'economia, il luogo deputato a decidere, si sposto' inevitabilmente sull' altra sponda dell' Oceano Atlantico. I mercanti di denaro, i banksters, e con questo termine ricomprendo tutta la filiera   riferibile ai cosidetti poteri forti,  avevano messo a segno il primo duro colpo nel progetto di asservimento a loro colonia di tutto quanto il mondo.

 

Con la Seconda Guerra Mondiale venne magistralmente eseguita la seconda parte del loro piano, i sistemi coloniali europei vennero disintegrati in entita'  spesso grottesche ( il vero annientamento dell' Africa inizia non a caso allora ) che divennero spesso focolai di nuove tensioni e conflitti e subirono presto la peggiore forma di dominio possibile, quello economico, che non aveva nemmeno l' onere di doversi minimamente occupare di quelle infelici popolazioni. L'Europa stessa venne ridotta allo stato di colonia suddita dei voleri nordamericani, la Rule Britannia pago' caro e tutto insieme l' avere compreso poco e male quanto era accaduto ed il mondo venne spartito a tavolino dai due rivali/complici USA-URSS che, sotto la minaccia dell' olocausto nucleare, imposero nei cinquanta anni successivi nuove organizzazioni sociali, meglio confacenti ai loro progetti ed in questa fase inizio' anche la costruzione di una nuova tipologia umana, di un soggetto gregario e passivo che fosse maggiormente rispondente alle necessita' del mercato globale da una parte e del socialismo reale dall' altra. Insomma passammo dalla condizione umana a quella di polli di batteria, meri elementi di produzione e consumo e se qualcuno non cicrede lo invito caldamente ad andarsi a guardare le villette costruite dal regime nazionalsocialista per gli operai tedeschi o le case popolari realizzate dal nostro povero puzzone, esempio di architettura che ancora oggi lascia incantati e poi le vada a comparare con quello che arrivo' dopo. Quei terribili box, quelle scatole di scarpe indegne, quegli alveari che circondarono come un anello di vergogna i centri urbani delle grandi citta'. I quartieri dormitorio, la sublimazione dell' alienazione umana.

 

Fu in questo dopoguerra che venne avviata la parte conclusiva del progetto di asservimento del mondo, quella che ci conduce dritti, dritti alle angosce che stiamo vivendo. Nell' Europa occidentale si insediarono democrazie di cartapesta che portavano all' origine, nel loro DNA, il germe dell' autodistruzione mentre quella orientale  venne surgelata e posta fuori da ogni ipotesi di autonomo sviluppo dalla imposizione, manu militari, di Repubbliche socialiste che di socialista avevano solo il nome. Da una parte vi fu la sagra illusoria dell' abbondanza e del benessere, dall' altra quella della schiavitu' e della miseria. Da quel momento prese il via il processo di asservimento finale che ci porta ai nostri giorni.

 

Le democrazie occidentali europee  nascevano con un codice genetico predisposto ad un loro progressivo disfacimento. La loro decadenza era inevitabile, eccessiva frammentazione,  corruzione diffusa, occupazione di ogni possibile spazio da parte dei partiti e la progressiva perdita di ogni valore di riferimento e di ogni sentimento comunitario hanno progressivamente allontanato il popolo dalla politica, percepita dai piu' come appannaggio di pochi e luogo di sordido scambio e di  affari che momento alto di partecipazione e di vita comune. La democrazia decadente e' cosi' divenuta  col passare del tempo democrazia oligarchica, un sistema chiuso al quale si accede unicamente per cooptazione. Siamo adesso all' ultima fase della transizione  il passaggio dalla democrazia oligarchica ad una dittatura tecnocratica, ovvero quanto vi e' di piu' lontano dal pricipio di democrazia rappresentativa e di sovranita' popolare. Il rifiuto della politica in quanto tale, sapientemente instillato nel popolo, ha infatti generato una passiva accettazione  del tecnicismo apolitico, visto quale unica soluzione  alla crisi profonda in atto.

 

In effetti i bankster stanno passando da una gestione del potere tramite i loro collaborazionisti nazionali ad una presa di potere senza piu' paraventi. In Grecia ed in Italia sono stati imposti al vertice ( in Grecia ora vedremo come finira' ), con una prassi assimilabile ad un colpo di stato uomini che non sono affini, collaterali o di area ma sono parte integrante ed espressione diretta dei poteri finanziari che dominano il mondo. 

 

L' esito finale di questa operazione, strutturata al fine di garantire la prosecuzione dei pagamenti del debito e di far rimanere lo stesso eterno, e' difficile da prevedere. Da una parte non vi sono difficolta' ad intuirne il reale obiettivo che e' la svendita di quanto rimane del patrimonio nazionale, l'  inasprimento di tutti i sistemi impositivi, la cessione degli ultimi brandelli di sovranita' e lo smantellamento di quanto rimane dello stato-nazione a favore, in questa fase, di una UE che, non essendo autonomo soggetto statuale, e' splendidamente surrogata dalla BCE ovvero dalla  centrale di controllo   dell' intera operazione che e' saldamente controllata dai mercanti di denaro.

Dall' altra l' elite deputata a tale scopo adottera' sicuramente misure estreme ed estese diffusamente ed  in maniera indiscriminata fino a colpire almeno il 95% della popolazione,  la compressione economica che si verra' a creare tendera' ad unificare tutte le classi sociali in un blocco solidale che avra' quale comune denominatore la miseria. Cio' provochera' nell' immediato profondi malumori ed una profonda avversione nei confronti dei tecnocrati  e di tutto il sistema ed e' difficile prevedere la piena attuazione delle misure che verranno assunte in un contesto segnato da licenziamenti, tagli di stipendio e riduzione delle pensioni imposte ai funzionari e pubblici impiegati  deputati all' applicazione delle nuove norme. Laddove dovessero verificarsi sollevazioni popolari e' lecito anche supporre che vi saranno profonde crisi di coscienza, incrinature e rotture anche negli ambienti militari e di polizia profondamente umiliati dal servire un regime sotto tutela colonialista.

 

L' attuazione delle nuove politiche diverra' quindi assai problematica, scioperi e proteste diffuse spaventeranno i possibili acquirenti delle imprese pubbliche, i ricavi si contrarranno, la grande spremitura esattiva, condotta da quella associazione a delinquere che e' Equitalia, pregiudichera' il lavoro a tutti i livelli, la produzione diminuira' ulteriormente e la recessione diverra' profonda. Questo governo e' per sua stessa natura transitorio e non reggera' all' ipotesi concreta di rivolte di massa, fara' quindi ogni sforzo per riportare la situazione allo statu quo ante, ossia riconsegnando formalmente il potereai vecchi oligarchi politici a condizione che siano mantenute le pesanti condizioni regressive che avra', nel frattempo, poste in essere. Tecnocrati ed oligarchi, in un ritornello che pare quasi di vedere,  rinnoveranno la minaccia della catastrofe economica in caso di inosservanza delle prescizione imposteci dalla BCE, supportati in cio' dal sistema mediatico completamente asservito a questo infame progetto di dominio  ma dovranno prendere atto che la catastrofe e' gia' in atto. Miseria e disoccupazione di massa prevarranno su qualsiasi minaccia e si aprira' una finestra di opportunita' per una imponente sollevazione popolare tesa a rovesciare il vecchio ordine ed instaurare una nuova Repubblica socialista nazionale, che si affranchi dall' attuale, vergognoso, stato di colonia.

 

Il colpo di stato silente appena avvenuto ha infatti come effetto collaterale la cancellazione delle precedenti oligarchie politiche parassite e pone le premesse per un taglio netto col passato. Cio' faciliterebbe non poco la nascita di una nuova ed indipendente  Repubblica socialista nazionale, il rigetto del debito odioso e la ricostruzione del tessuto sociale su basi di effettiva uguaglianza e di una piu' equa distribuzione della ricchezza. 

 

Per fare cio' bisogna prepararsi e cominciare realmente a pensare in modo innovativo e rivoluzionario.  E comunque, se poi anche tutti, a destra come a sinistra, per giustificarsi della propria apatia, diranno che “la nostra storia ci obbliga…”, “la nostra cultura ci vieta…”, “la nostra tradizione politica ci impedisce…”, noi continueremo comunque  a prepararci, perche' quello che sta per arrivare non e' roba per  movimenti eterogenei nati in rete senza avere chiaro nemmeno il proprio nome e cognome. E' roba per guerrieri che hanno mantenuta intatta la capacita' di sognare. E sognando gliene canteremo una, solo una, ma a modo nostro: «E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante / cancella col coraggio quella supplica dagli occhi / troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante / e quasi sempre dietro la collina è il sole / Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente / ma perché tu non vuoi spaziare con me / volando attorno alla tradizione / come un colombo intorno a un pallone frenato / e con un colpo di becco / bene aggiustato forarlo e lui giù giù giù / e noi ancora ancor più su / planando sopra boschi di braccia tese...». Gia'....planando sopra boschi di braccia tese...come stanno iniziando a fare in Grecia.  Quando uscì questa canzone in Italia, i ragazzi di destra e di sinistra se le suonavano di santa ragione, sbattendo i loro sogni contro la realtà. Ma sono sicuro che se la ricordano ancora tutti coloro che non hanno mai rinnegato di essere stati  "camerati" o "compagni" e magari lo sono ancora. Chissà se se la ricordano anche tutti gli altri,  “i mai stati” e se pure lo sono stati, dormivano. Senza mai aver sognato.

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