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roosevelt-and-churchill.jpgtratto da "Caput Mundi"

di Gianni Fraschetti -

 

.....Roosevelt fece un lieve cenno di diniego con la testa.

“ Signor Primo Ministro, forse lei non afferra bene la situazione. Sappiamo entrambi  fin troppo bene e lei me lo ha appena ricordato, i motivi per i quali abbiamo voluto questa guerra. Dovevamo terminare il lavoro cominciato con la Prima Guerra Mondiale  reso indispensabile dalla esigenza, non piu’ differibile, di dare un nuovo assetto al mondo.  Abbiamo sottovalutato pero’ il problema. Nella Prima Guerra Mondiale abbiamo dovuto combattere solo contro degli eserciti e contro sistemi politici che sembravano usciti dalle guerre napoleoniche ed in parte lo erano, lo Zar, il Kaiser, l’ Imperatore d’ Austria, temo che questa volta sia diverso. Non abbiamo solo eserciti contro, abbiamo contro delle idee, idee pericolose.

Questa storia della socializzazione  potrebbe far sorgere strani pensieri perfino nelle teste dei nostri lavoratori. Proprietari anche essi dei mezzi di produzione, e’ una vera pazzia. Molto pericolosa, dia retta a me, ci rifletta. Parleremo del piano Morghentau anche con Stalin e sentiremo cosa ne pensa ma se fosse necessario applicarlo e se decideremo di applicarlo, lo faremo senza alcuna esitazione.  

Venti milioni di morti, dice. Non credo proprio. Quando useremo quelle bombe ne moriranno talmente tanti che non penso  ne rimarranno in numero tale da provocare questa catastrofe umanitaria che cosi’ tanto la preoccupa. I sopravvissuti se la caveranno benissimo con i frutti della terra, non appena avranno cominciato a coltivarla ovviamente.  Se e’ questo che la angustia, si tranquillizzi.

Dopo la guerra dovranno esistere solo due blocchi economici. Il nostro e quello comunista e non storca la bocca in quel modo, avremo bisogno anche del loro per fare  apparire il nostro come il migliore dei sistemi di vita possibili. Le riforme sociali promosse da Mussolini indicano una ulteriore strada, una terza via che va cancellata sul nascere e non bastera’ vincere la guerra per farlo. Dobbiamo dare loro una lezione che nessuno al mondo potra’ mai piu’ dimenticare e sradicare questa maledetta gramigna in modo totale e definitivo.

Il Fascismo sconfitto dovra’ apparire il male allo stato puro,  la massima espressione possibile della degenerazione, la notte della ragione, la fine della civilta’ e quanto di peggio ci verra’ ancora in mente. Questa guerra dovra’ rappresentare in futuro la piu’ grande crociata che sia mai stata intrapresa nella storia del genere umano  e gli uomini che la combatterono i piu’ nobili eroi che si siano mai visti. Su questa guerra costruiremo una leggenda senza fine che ci dara’ lustro nei secoli e ci conferira’ il titolo perpetuo di difensori della liberta’ e dei diritti   umani “. Churchill non era per niente convinto dalle chiacchiere di Roosvelt che parlava inoltre come se stessero per vincere la guerra e non per perderla rovinosamente e maledi’ col pensiero i Generali inglesi che a suo tempo, non erano riusciti ad avere ragione di quei bifolchi americani in rivolta per le stramaledette tasse sul the. Eccoli i difensori della liberta’ e dei diritti umani, un branco di fottuti evasori fiscali, dannazione ! Ed ecco il bel risultato che avevano ottenuto i loro incapaci Comandanti che si erano ormai ridotti a fare i parenti poveri dei discendenti di quei  lestofanti e lui doveva stare ad ascoltare discorsi del genere da quel presuntuoso pieno di boria che stava inoltre mentendo spudoratamente, il passaggio dei due blocchi economici era stato pero’ illuminante. Aveva visto giusto, quel dannato bastardo voleva dividersi il mondo con il suo degno compare, altro che chiacchiere.  C’ era solo da rimanere allibiti da quanto aveva appena udito.

Poi lui aveva le sue idee su Stalin ed il Comunismo e l’americano lo disturbava ancora di piu’ quando trattava la questione con una supponenza ed una superficialita’ irritanti ed una sufficienza infantile.

Sembrava quasi che il loro alleato, quel pagano senza Dio, quel macellaio del suo stesso popolo, fosse uno stupido indigeno seminudo delle Isole Cook che avrebbero poi comprato con quattro collanine colorate e due specchietti e gli piaceva pure quel bastardo sanguinario, ci si trovava bene a farci progetti insieme.

Il Presidente sapeva perfettamente e ne avevano anche parlato piu’ volte all’ inizio del conflitto che Stalin aveva fatto uccidere con un colpo alla nuca migliaia di ufficiali polacchi. Gia’, i famosi polacchi che gli erano serviti come pretesto per scatenare questa guerra per divenire immediatamente dopo solo merce di scambio nei suoi progetti, pecore da mandare al macello. Lo sapeva il bastardo, eccome se lo sapeva ma per coprire il suo compare faceva sistematicamente distruggere tutti i rapporti riservati che riportavano questa notizia ed ogni volta che cercava di entrare  nuovamente in argomento con lui si   indispettiva subito e troncava immediatamente il discorso asserendo che non c’era il minimo dubbio che fossero stati i tedeschi a perpetrare quel massacro. Andava anche bene mettere tutto in conto ai tedeschi ma prendersi in giro tra di loro in quel modo non era certo il modo migliore per portare avanti la guerra insieme.

Quell’ americano aveva una visione del mondo assolutamente semplicistica, sorretta da schemi infantili e senza prospettiva di durata nel tempo ma in ogni passaggio del loro discorso aveva tenuto a sottolineare di avere il pallino della situazione ben stretto in mano, sia per quanto riguardava la condotta della guerra che per quel che atteneva i futuri assetti.      

Penso’ per l’ ennesima volta che se mai ci sarebbe stato un dopo e ne dubitava parecchio, la partita se la sarebbero comunque giocata americani e sovietici, ormai non aveva piu’ dubbi ed il bello era che non vedeva via  d’ uscita alla triste condizione che si prospettava per la Gran Bretagna al termine di quel conflitto. Sorrise amaramente al pensiero che si erano cacciati nella incredibile condizione di perdere la guerra in ogni caso. Chiunque avesse vinto, addio Impero, addio Rule Britannia, un pezzo di storia sarebbe andato a perdersi nei ricordi del passato  fino all’ inevitabile oblio e non aveva strumenti per opporsi.

Guardo’ Roosvel che lo osservava con un’ aria perplessa sul volto e per un attimo la sua immaginazione materializzo’ l’ immagine di Stalin accanto alla sedia a rotelle                  dell’ americano.

Ripenso’ per un attimo alla descrizione del futuro che l’ italiano aveva fatto a Cunningham ed ebbe un brivido al pensiero, mai cosi’ nitido fino a quel momento, dei  due compari che si volevano giocare il mondo a rubamazzo in una partita truccata fin dalle premesse nella quale il suo ruolo era quello del pollo da mettere in mezzo e spennare. Gli venne la nausea al pensiero di un pianeta dominato da tanta, evidente, grossolanita’.

Pastoralizzazione della Germania, bastava solo questo termine per capire con chi diamine aveva a che fare. Questo Morghentau doveva possedere una bella mente criminale per concepire un progetto del genere ed anche chi lo aveva nominato Segretario al Tesoro quanto a mente criminale non scherzava affatto. Aveva parlato di lasciar morire di fame venti milioni di esseri umani con la stessa leggerezza con la quale avrebbe chiesto un bicchiere d’ acqua.

Con uno sforzo caccio’ il pensiero e torno’ a concentrarsi sul presente, tanto, a quel punto, il futuro avrebbe rappresentato un’ incognita per tutti, anche per  Ferrari ed i suoi. Decise di tagliare corto, non aveva senso protrarre oltre quella discussione che lo stava innervosendo oltre misura e sulla quale si ripromise di ragionare bene ed a fondo a mente fredda. Intanto si prendeva le armi, poi avrebbe deciso cosa fare.

“ Sta bene,  avremo modo di tornare su questi argomenti. Presumo che per applicare il piano del vostro brillante Segretario al Tesoro dovremo prima vincere la guerra,  quando ci invierete i primi rifornimenti ? “

Roosvelt riflette’ un attimo.

“ A fine mese faremo partire il primo convoglio “.

Churchill riflette’ un attimo prima di rispondere.

“ Mandate tutto in Sudafrica, in Inghilterra sarebbe inutile.  E se l’ italiano mantiene la promessa ?  “

 Roosvelt non ebbe esitazioni.

“ Seppelliremo i morti e quando sara’ finita, ricostruiremo le citta’ che avra’ distrutto “.

La frase era molto ad effetto e sembrava  patriottica, quasi eroica, destinata a bucare la storia ed essere tramandata ai posteri con tutto il rispetto dovuto all’ uomo che l’ aveva pronunciata ma guardando i suoi occhi Churchill finalmente comprese perche’                      l’ americano era cosi’ attratto da Stalin. Quei due  erano uguali, fatti della stessa pasta, avrebbero potuto fare della terra un enorme cimitero senza la minima esitazione e senza battere ciglio. Erano fatti della stessa pasta. Era troppo anche per lui che pur aveva lo stomaco forte ed avverti’              l’ impellente esigenza di un cognac....... 

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