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di Gianni Fraschetti 

 

Dambruoso è un ex PM (uno dei tanti della categoraia transumati dalle procure al parlamento), fino a ieri sconosciuto ai più. Eletto nelle liste di Mario Monti, e già la dice lunga sulla vocazione del soggetto, nel gioco dei bussolotti della spartizione delle cariche interne della Camera ha ritagliato per sè la carica di questore, trovandola evidentemente affine alla sua precedente occupazione. In questo anno di passione (per gli italiani) l'uomo non ha brillato per alcuna particolare qualità e si è perduto nel più triste anonimato, limitandosi a incassare ogni 27 la ricca prebenda da deputato, arricchita dall'indennità (non da poco conto) di questore. Fino a ieri.

Ieri questo travet della politica, questa figura grigia e un pò asfittica, arrivata in parlamento per quelle strane logiche che in Italia portano a selezionare il peggio in una continua rincorsa verso il basso, è riuscito ad avere il suo momento di notorietà, e mentre dai banchi di SEL e del PD si alzava il canto di Bella Ciao, che ben accompagnava un sopruso contro un debole, colpiva  violentemente al volto una donna, una deputata del 5 stelle, che protestava per l'applicazione della ghigliottina (per la prima volta in 70 anni) al dibattito, da parte di quell'altra adamantina figura della Boldrini.

Dantuono ha prima negato, poi di fronte alla crude immagini ha fatto il gradasso  e secondo la deputata Giulia Sarti avrebbe detto "...di donne ne ho picchiate tante in vita mia...una più una meno...", frase che ha vigorosamente smentito provocando solo altre accuse di violenza, infine, mentre le immagini del suom gesto ignobile facevano il giro del mondo, ha fatto l'asino nel lenzuolo, insomma il finto tonto.." Chiedo scusa alla collega, ma ho difeso la terza carica della repubblica (la Boldrini n.d.r.) e non ho intenzione di dimettermi...". Insomma una bella faccia di tolla e una dichiarazione ai limiti dell'ilarità, considerando che, nella stessa camera dove ieri una donna è stata violentemente colpita al volto, fino a un pò di tempo fa si cinguettava sul femminicidio e la violenza contro le donne con i soliti toni moralistici dei tromboni che sono. Un caso di schizofrenia collettiva, dunque? Non lo sappiamo, certo è che di mille che stanno lì, fra camera e senato, se ne salvano pochini e che sotto ogni latitudine, sotto ogni cielo, ovunque insomma, una donna non si tocca nemmeno con un fiore. E' una regola inderogabile, che non ammette  eccezioni. Chi lo fa non ha giustificazione e per lui a Napoli hanno coniato una definizione che calza come un morbido guanto: omm'e merd'.

 

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