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La guerra campale del nostro tempo: lo scontro tra la cultura della vita e dell’umano contro quella della morte e della dittatura nichilista. Una conversazione con gli autori di un libro controverso che indaga origini, dinamiche ed obiettivi della rivoluzione pansessualista in atto. Che, affermano, non è semplice instaurazione di “nuovi diritti”, ma sembra puntare ad un obiettivo terrificante: il definitivo superamento dell’umano.

 

 

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Una intervista di Luca Dombré

Enrica Perucchietti Gianluca Marletta

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Il retro di copertina di “UNISEX”Che nessuno si illuda: né libertà, né nuovi diritti, né evoluzione in una società sempre più umana, giusta e solidale senza crimini ed oppressori scaturiranno in un paradiso da lasciare in eredità alle prossime generazioni.

“Diritti” omosessuali, ideologia di genere, (ri)educazione sessuale, eutanasia, “diritti” riproduttivi, matrimonio per chiunque-ché-se-c’è-amore-che-male-c’è e tutto il vorticoso bombardamento di apparenti urgenze “umanitarie” non rappresentano il progresso verso un regno duraturo di pace e giustizia.
Sono, in realtà, tutti tasselli di un piano predeterminato che aspira ben oltre, al controllo globale di popoli e nazioni. Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta, autori di ‘UNISEX – La creazione dell’uomo “senza identità”‘ (Editrice Arianna), sostengono infatti che dietro a tutte queste “priorità” vi sia una regia (i cosiddetti “Poteri Forti”) che mira a destrutturare e ricostruire la stessa natura umana per schiavizzare i popoli illudendoli di un’assoluta autodeterminazione.
Questo “transumanesimo” punterebbe a neutralizzare la natura sessuale umana com’è sempre stata per generare un ibrido, un “terzo sesso” come suggello al progetto di «privare del tutto l’atto sessuale del suo fine riproduttivo», secondo le parole di Umberto Veronesi riportate dagli autori, e trasferire completamente alla tecnica e alle politiche di controllo della popolazione la continuazione di un genere umano nuovo, sterile ed asessuato.
Saremmo dunque nel pieno della realizzazione degli incubi più cupi immaginati dal cinema fantascientifico e dalla letteratura moderna, da ‘Frankenstein’ alle distopie di Orwell e Huxley, oltre che sulla strada indicata dall’ideologia abortista e razzista dell’eugenetica che è tra le basi del moderno filantropismo promosso  da una lunga catena di potenti, dai Rockefeller fino a Bill Gates.
Questo libro è dunque un prezioso vademecum che non intende esaurire l’argomento, ma offrire un particolareggiato invito all’approfondimento, da realizzarsi con l’utilizzo di una virtù sempre più decrepita e sommamente sovversiva in questi tempi tenebrosi: il senso della realtà. Abbiamo così provato ad applicarne un po’ in una conversazione con gli autori sulle tematiche fondamentali del loro lavoro recentemente pubblicato.

Intervista

Perucchietti e Marletta

Perucchietti e Marletta

Il vostro libro si apre con considerazioni generali che molti etichetterebbero sbrigativamente come “complottiste”. In sostanza, affermate che l’impetuosa rivoluzione pansessualista che si sta imponendo a livello planetario non sarebbe un’esaltante escalation nel raggiungimento di auspicabili “nuovi diritti”, bensì un tassello di un più ampio progetto di dominio totalitario da parte di un famigerato Governo Mondiale. Chi ne fa parte e in cosa consiste questo disegno che sembra apertamente ispirato a scenari inquietanti come quello de ‘Il Mondo Nuovo’ di Aldous Huxley? 

Ma il “complottista” è quello che orchestra i “complotti” o che ne parla? Scherzi a parte, il termine “complottismo” è una grande fregatura: ogni volta che un’ipotesi esula da quella dominante essa è bollata come “complottista” e …la questione si chiude! In realtà, esiste certamente un complottismo inverosimile e un po’ paranoide che vuole vedere a tutti i costicospirazioni ovunque e che nega che esistano anche fattori diversi e “spontanei” nella storia delle società umane, ma la verità secondo noi è nel mezzo: gli eventi umani sono evidentemente il risultato di elementi che sarebbe ridicolo ricondurre sempre a una qualche “occulta volontà”, ma al tempo stesso non si può negare come certi passaggi storici fondamentali non avrebbero preso una determinata “piega” senza l’intervento di fattori pianificati e voluti. Questo non vuol dire fare complottismo, ma “fare storia”.

Andrej-Pejic-senza-magliettaE il ruolo dei poteri forti, dunque?

Per quanto riguarda, ad esempio, il ruolo avuto da certi Poteri Forti occidentali nei grandi cambiamenti di costume degli ultimi decenni, (in specie l’affermazione del pansessualismo e dell’ideologia gender) le testimonianze che lo dimostrano sono talmente tante che solo un cieco potrebbe ignorarle. Si tratta di dati, eventi e affermazioni spesso pubbliche che abbiamo già in parte collazionato nel nostro precedente saggio ‘Governo globale. Storia Segreta del Nuovo Ordine Mondiale’ (Arianna Editrice, 2013) e che in ‘UNISEX’ abbiamo avuto la cura di approfondire e arricchire. E non si tratta, bada bene, di chissà quali occulti segreti: la maggior parte di questi dati è potenzialmente accessibile a chiunque. Hai citato Aldous Huxley e il suo romanzo ‘Il Mondo Nuovo’ in cui si parla di un ordine globale futuro dove i cittadini vivono in una prigione dorata accettando la loro schiavitù in cambio di droga e sesso, ma proprio Huxley era un rampollo dell’alta società inglese che conosceva molto bene le lobby e i poteri forti del mondo anglosassone (e proprio all’opera di Huxley è in parte dedicato il nostro saggio ‘La fabbrica della manipolazione’ che uscirà ad Aprile sempre per Arianna Editrice).

Lo stesso fratello di Aldous, Julian, è quello che aveva scritto nel programma dell’UNESCO (sì, proprio dell’UNESCO!):  <<Il progresso non è automatico o inevitabile ma dipende dalla scelta umana e dallo sforzo di volontà. Prendendo le tecniche di persuasione e informazione e vera propaganda che abbiamo imparato ad applicare come nazione in guerra, e deliberatamente unendole ai compiti internazionali di pace, se necessario utilizzandole, come Lenin previde per superare la resistenza di milioni verso il cambiamento desiderabile>>(J.S.Huxley, ‘Unesco its purpose and its philosophy’, 1946. Il testo é scaricabile in inglese su formato PDF dal sito ufficiale dell’UNESCO: QUI) . Inoltre si deve proprio a Julian Huxley il termine “transumanesimo” a cui dedichiamo l’ultimo capitolo di ‘UNISEX’ e la cui spiegazione può aiutare a comprendere meglio il progetto di annichilimento dei sessi.

Il “complotto globale”, se ci piace chiamarlo così, è dunque molto meno “segreto” di quello che si pensa: sta tutto scritto nero su bianco! Il problema è che pochi – anche tra gli addetti ai lavori – hanno il tempo e la pazienza di andare a spulciare tra questi documenti. 

Nudo_androgino_02_Nelle pagine introduttive si legge: «(…) Destra e sinistra si rivelano pienamente interscambiabili: l’anticomunitaria e globalista “destra del mercato” detta le regole economico-finanziarie, mentre la “sinistra del costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema economico totalitario, in cui il “politicamente corretto” – che impone il regime culturale – non può sopportare la ragione naturale e il senso comune».
In che misura influisce il lavoro della politica nel rimuovere il principio di realtà, rimozione alla base dell’instaurazione dell’ideologia di genere?Vi è modo di contrastare fattivamente tale attività?

Se ci sia un modo per contrastare tutto ciò, non lo sappiamo e non è nostro compito indicarlo. Per il momento, almeno in Occidente, l’unica cosa che si può fare (finché sarà legale farlo) è informare. Si sottovaluta ancora la potenza dell’informazione. Sul discorso della funzionalità sia della Destra che della Sinistra al comune progetto mondialista caldeggiato dai Poteri Forti, questo è piuttosto evidente: mentre la “sinistra” post-comunista e radicale promuove un’instancabile “liberalizzazione” e “precarizzazione” dei costumi, la cosiddetta “destra” fa altrettanto, ma sul piano economico. Da questo punto di vista, si sono rivelati del tutto errati i calcoli di quei neoconservatori (anche cattolici) che, fino a pochi anni fa, hanno creduto di poter “arruolare” in una battaglia per i “valori” una parte del gotha occidentale e filo-atlantico (mentre in realtà gli arruolati o, meglio, gli “ascari” erano loro). Si credeva che un Bush o un Cheney potessero “difendere” i valori non-negoziabili e, in cambio, si chiudeva un occhio (o tutt’e due) di fronte a politiche sociali capestro, guerre “preventive”, ecc. La migliore risposta a questo tipo di neoconservatorismo miope è arrivata di recente da Barbara Bush, Dick Cheney e Colin Powell che si sono prestati ad uno spot pro-nozze gay trasmesso su tutte le TV americane! Questo si chiama “gioco delle parti”; infatti, i Poteri Forti sanno mostrarsi strumentalmente “di destra” o “di sinistra” a seconda della convenienza.   

beck-unar linee guida rieducazioneSoffermiamoci per un attimo sul principio di realtà, elemento fondante dell’esperienza umana e del linguaggio. Le lingue nascono infatti per descrivere la realtà come la vediamo, si basano, nel dare un nome alle cose, sulla loro evidenza empirica. Ebbene, pensiamo a due termini cruciali dell’agenda sovvertitrice del gender: “matrimonio” e “genitore”. Per il primo termine, l’etimologia latina è chiara nell’indicare “il dovere materno” come fondamento su cui poggia l’istituzione matrimoniale, che dunque non è tale in quanto definita positivisticamente, ma è doverosa, sensata ratifica di un’evidenza inscritta nell’ordine naturale delle cose. Nel secondo, il ruolo biologico di “creatore, generatore” (o si pensi anche alla lingua russa, dove la parola proviene da una radice indicante il sangue) ha connotazioni ben più profonde del semplice estendere il “diritto”, a chiunque lo desideri, di “possedere” un figlio.
Qual è il ruolo della neolingua orwelliana del gender nella demolizione del principio di realtà?

Facciamo rispondere direttamente ad Orwell: <<Non capisci che lo scopo principale a cui tende la Neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero? Alla fine renderemo lo psicoreato letteralmente impossibile, perché non ci saranno parole con cui poterlo esprimere. Ogni concetto di cui si possa aver bisogno sarà espresso da una sola parola, il cui significato sarà stato rigidamente definito, priva di tutti i suoi significati ausiliari, che saranno stati cancellati e dimenticati>>. E ancora: <<Tu credi, immagino, che il nostro compito principale consista nell’inventare nuove parole. Neanche per idea! Noi le parole le distruggiamo, a dozzine, a centinaia>>.

"Rieducazione sessuale"

“Rieducazione sessuale”

Uno dei punti di forza della propaganda gender risiede nell’abilità di saper creare nuovi vocaboli mediaticamente vincenti. Proprio perché portatrice di una visione dell’uomo e della natura assolutamente “inedita”, infatti, l’ideologia gender è stata costretta a mettere le mani sulla lingua allo scopo di modificarla. Già l’imposizione del termine “genere” al posto di “sesso” o l’invenzione del termine “gay” sono stati, indubbiamente, notevoli successi; eppure, negli ultimi tempi, il processo neolinguistico sembra aver fatto passi da gigante. Noi oggi chiamiamo una persona omosessuale con il termine gay, cioè “gioioso”, il che implica indirettamente che chi non è omosessuale abbia qualcosa “in meno”, non sia “gioioso”, costretto nella “gabbia” del perbenismo, ecc.

Nel contesto dell’affermazione pubblica della neolingua gender non è mancata neppure la fase “repressiva” finalizzata all’eliminazione, o perlomeno alla limitazione, di termini identificati come “scorretti”, quali espressioni di uso comune come “mamma & papà”, che nell’ottica gender potrebbero essere viste come implicitamente discriminatorie nei confronti dei gay.

Oggi la lingua non vuole più descrivere la realtà, ma trasformarla …e tanto peggio per la realtà se non si adatta! 

La chiamano "rieducazione" dei bambini

La chiamano “rieducazione” dei bambini

In uno dei capitoli centrali del libro si parla delsaggio del 1989 di Kirk e Madsen “After the ball” in cui si teorizzavano tutte le strategie che avrebbero portato, ed effettivamente si stanno realizzando in maniera sorprendentemente aderente a quel progetto, alla “gayzzazione” del mondo. Com’è potuto accadere che l’agenda di una minoranza nella minoranza (il vostro lavoro chiarisce infatti che i gay non rappresentano affatto gli omosessuali nella loro interezza, ma ne sono una frazione minoritaria che propone problematiche numericamente futili per il resto della società) abbia raggiunto risultati così clamorosi? I “Poteri Forti” che guidano l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale hanno colto la palla al balzo oppure il movimento gay è stato fin dall’inizio eterodiretto da una regia con un copione ben preciso?


E’ evidente che la stessa “lobby gay” è, a sua volta, un mero strumento di forze che la vezzeggiano e la utilizzano. La “questione omosessuale” è solo una scusa, un “cavallo di Troia” per far passare un sistemi di “valori” in aperta antitesi a quelli tradizionali. E del resto, come dimostrano i fatti, la stragrande maggioranza degli omosessuali non ha nessun legame con la lobby che pretenderebbe di rappresentarla: in Francia, dopo l’approvazione della Legge Taubira, il consenso degli omosessuali ad Hollande e ai partiti della sua coalizione pare sia sceso (in linea con la tendenza nazionale) dal 50% dell’autunno 2011 al 36% dell’autunno 2013. Questo dimostra che non esiste una questione-gay in politica, ma solo una strumentalizzazione…

Transgender model

Transgender model

Il capitolo centrale del vostro lavoro verte sull’indottrinamento delle giovani generazioni all’ideologia di genere. Un bombardamento psicologico ipertrofico ed incessante che punta alla “sessualizzazione” estrema delle giovani generazioni al fine di renderle schiave/consumatrici delle pulsioni sessuali fin dall’infanzia, un vorticoso business plurimiliardario (altro che idillica estensione dei “diritti”) che spazia dall’aborto agli anticoncezionali passando per la pornografia, fino alla possibile legalizzazione della pedofilia.
Quali sono le conseguenze psicosomatiche di questa ossessiva esposizione al sesso e che ruolo hanno nella realizzazione del nuovo soggetto transumano “unisex”?

Permettici di fare un po’ di sana pubblicità: alla storia della cosiddetta “rivoluzione sessuale”, con tutti i suoi retroscena più o meno sconosciuti al grande pubblico, è dedicato un intero capitolo del nostro prossimo saggio ‘La Fabbrica della Manipolazione’. Dovete solo aspettare fino ad Aprile…

Il caso di David/Brenda di cui parlate riguardo il padre dell’ideologia di genere John Money (e che abbiamo recentemente descritto qui) mostra alcuni aspetti fondamentali della moderna idolatria verso la “Scienza”: «Lo dice lo scienziato, dunque bisogna credergli». Nulla di più ottusamente fideistico per una società che millanta di coltivare il “sano dubbio” del libero intellettuale  – magari spesso in opposizione alla “medievale arretratezza” del “dogmatismo” cristiano-, quando già oltre un secolo fa, G.K.Chesterton scriveva degli scienziati che «stanno iniziando ad entrare nella parte (…), a diventare degli esteti, come il resto del mondo, cominciano a chiamare la verità con la V maiuscola e a parlare dei credi che si immaginano di aver distrutto». Cosa si può dire su questa sorta di neoculto pagano della dea “Scienza” e come si inserisce nello scenario descritto dal libro?

unar-lgbt-244x214La “fede nella scienza” è stata così coinvolgente (oggi forse, nel disilluso e relativistico contesto post-moderno, lo è un po’ meno) perché parte dal principio, di per sé accettabile, che ‘contra factum non valet argomentum’. E se la scienza è “colei che ci descrive i fatti” essa è, per forza di cose, anche vera. Senonché, è proprio la scienza che col tempo (vedi il principio di indeterminazione) ha messo in luce come l’atto stesso di osservare possa influenzare i fatti descritti. Fuor di metafora, il problema della scienza è che essa non è “un’entità astratta” ma è fatta da scienziati che sono, prima d’ogni altra cosa, uomini; uomini con le loro idee, credenze, convinzioni, punti di vista e anche …interessi. Pertanto, per valutare l’attendibilità di una ricerca scientifica si dovrà anche, in molti casi, conoscere non solo il metodo, ma anche il punto di partenza e persino – ad essere onesti- le convinzioni dello scienziato. In ultimo, ma non ultimo, nel nostro tipo di mondo bisognerà anche tener presenti le ragioni e le motivazioni di chi sostiene e concretamente finanzia un certo tipo di ricerca. E’ forse un caso che, dietro a tutti gli “studi” che lanciano la rivoluzione sessuale e l’ideologia gender, si ritrovino sempre i medesimi (e doviziosi) mecenati? 

Ulrike Lunacek

Ulrike Lunacek

«L’impossibilità di oltraggiare la natura è il più grande supplizio che sia stato inflitto all’uomo».La citazione di De Sade che apre il vostro volume è perversa quanto fondata: sembra infatti riproporsi, in questo progetto di un’umanità modificata per essere comandata, l’antico mito di Icaro e poi faustiano del controllo dell’uomo sulla sua natura limitata. Oltre a ciò che è precisamente orchestrato, quanto nella realizzazione del progetto “unisex” è ascrivibile allo zeitgeist contemporaneo, cioè alla percezione collettiva che i paletti etici e morali non siano che un ostacolo alla completa realizzazione dell’uomo?O anche questo sentire comune è in qualche misura eterodiretto?

Studiando il Nuovo Ordine Mondiale, l’ideologia gender o la manipolazione di massa si ha spesso l’impressione che le motivazioni politico-economiche non siano del tutto sufficienti a spiegare il perché di un tale, inimmaginabile impiego di energie. Ma qui siamo nel campo delle “impressioni”, delle “sensazioni” o al massimo delle deduzioni.

E' l'ultima "moda" lanciata in questo inverno. Qui per la festa della donna un'azienda così sponsorizza se stessa. Stéphane Treppoz, CEO d Sarenza e Guilaume del team Marketing

E’ l’ultima “moda” lanciata in questo inverno: l’uomo sui tacchi a spillo. Qui per la festa della donna un’azienda così sponsorizza se stessa. Stéphane Treppoz, CEO d Sarenza e Guilaume del team Marketing

Per concludere questa conversazione in cui abbiamo cercato di mantenere un profilo il più “laico” possibile, vorrei proporre una considerazione più legata all’apologetica che cerchiamo di fare dalle pagine di questo blog.
Finora abbiamo discusso della neutralizzazione della complementarietà sessuale a cui punta l’ideologia gender. A voler osservare da una prospettiva cristiana che indaghi un po’ più a fondo, questi tempi sembrano saturi della riproposizione dell’antica eresia catara, col suo dualismo nichilista che separa il corpo (da disprezzare fino all’estrema violazione del suicidio, magari via eutanasia) dall’anima, desiderosa di tutto meno che di riconoscere la profondità del suo rapporto naturale col corpo che le è stato destinato.
Insomma, da un lato la difesa della “persona” nella sua interezza che è un concetto proprio ed originale del cristianesimo e, dall’altro, l’individualismo radicale che spinge all’atomizzazione assoluta dell’uomo, privato di ogni identità e reso una cellula disarticolata rispetto ai propri simili. Possiamo affermare che
stiamo assistendo all’esplosione di una guerra finale riguardo l’ontologia stessa dell’essere umani?

Unisex

Unisex

E’ una guerra che esiste in ogni tempo e dentro ogni uomo, ma forse oggi, in un contesto che almeno in Occidente vede la caduta d’ogni diga e d’ognikathecon, l’impressione che si ha è che si sia come giunti ad una resa dei conti finale. Le istituzioni religiose occidentali, ormai ricattabilissime e preoccupate di trovare uno spazio per “sopravvivere”, non sembrano d’altronde capaci di opporre una resistenza efficace alla cultura dominante. Eppure il mondo non è solo l’Occidente: c’è la Russia, ad esempio, dove l’opposizione alla cultura made in USA è ormai un segno distintivo della propria identità nazionale; e dietro la Russia c’è tutta la metà orientale del Cristianesimo ma anche, almeno a livello empatico, gran parte dell’Oriente non cristiano e dello stesso Islam. Insomma: lo scenario è ben più complesso (e potenzialmente drammatico) di quello che si pensa comunemente, e qui la questione “culturale” si mescola indissolubilmente con quella strategica, economica e geo-politica. Ovvero, quando la Madonna o la Lady Gaga di turno lanciano i loro strali contro la Russia “omofoba” sanno benissimo che il loro è un atto di guerra a tutti gli effetti: una nuova guerra che, magari, rimarrà “fredda” come la precedente. Oppure no. Si criminalizza il governo Putin che vieta la propaganda gay, ma stranamente non si muove un dito contro quei Paesi “amici” di Washington come l’Arabia Saudita o gli Emirati Arabi, dove si nega il diritto all’esistenza degli omosessuali (giungendo persino all’estremo della pena capitale). Insomma, staremo a vedere.

 

Fonte:http://www.papalepapale.com/develop/luoma-e-dio-unisex-li-creo-dal-pensiero-unico-dominante-al-pansessualismo-un-caso-editoriale/

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