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grillo 3di Gianni Fraschetti

 

Pierluigi Bersani e' sicuramente uno dei leader politici intellettualmente meno dotati del gia' scarso panorama politico attuale. Totalmente privo di intuito e di quel "killer istinct" che porta i fuoriclasse in qualsiasi attivita' umana (sport, affari , politica) a "sbranare", sul serio  e non a chiacchiere come fa l'omino di Bettola,  i loro avversari in difficolta', e' uscito da questa tornata elettorale con il cappello da asino ben calcato sulla testa con tanto di orecchie lunghe e pelose sventolanti nella brezza della sera. Per cominciare si e'  lasciato sfuggire un Berlusconi di 76 anni,  stremato dalle faide interne al PDL e dalle banderillas che la magistratura ha ricominciato ad appuntargli sulla groppa con impressionante tempismo ed afflitto da un deficit di popolarita'  e da un calo di affezione del suo elettorato senza precedenti. Insomma un Berlusconi a pezzi come mai nessuno lo aveva elettoralmente  incontrato prima. Era dunque  la volta buona per condurre una decisiva battaglia di annientamento  che lo avrebbe eliminato dalla scena politica, con la conseguente, inevitabile, disintegrazione  dell'area di centro destra, parte della quale avrebbe rinfoltito (non vedono l'ora) le scarne schiere montiane, a tutto vantaggio del PD.  Invece il PDL si e' sottratto dalla sacca mortifera nella quale era stato chiuso e guidato da un Berlusconi rigenerato e letteralmente scatenato e' ricomparso all'improvviso, a ridosso di un PD clamorosamente spompato, senza anima e senza idee  e c'e' scappato  un risultato clamoroso che non e' divenuto il piu' clamoroso dei risultati solo per un pugno di voti,  perduti nel naufragio della Lega che, concentrata come era sulla Lombardia, se ne e' fregata del resto del mondo. Ma non e' finita qui,  nel mentre compiva questa capolavoro, infatti,  Bersani riusciva anche a perdere qualche milione di voti a favore della forza emergente del Movimento 5 Stelle che, approfittando  delle vaste praterie aperte dallo spettacolo osceno della nostra classe politica, ha fatto quasi bottino pieno con parole d'ordine semplici ma  cariche di fascino e di spirito di rivalsa per un popolo stremato  da  una spirale recessiva senza fine, gestita in maniela ignobile da una classe dirigente abietta. Grillo ha saputo interpretare nel modo migliore il sentimento della maggior parte degli italiani, che, se non l'hanno poi votato, hanno certamente guardato a lui con simpatia ed in maniera assai piu' ampia di quella certificata dal voto. Nel corso dello Tsunami Tour, Grillo  ha preso una serie di impegni con  il suo elettorato e con gli italiani in generale. Si va da provvedimenti dal forte impatto mediatico, come il reddito minimo di cittadinanza,  ad altri forse meno appariscenti ma potenzialmente devastanti' (per la Germania) come  il Referendum sull'Euro, peraltro di difficile attuazione ( almeno secondo la nostra Costituzione ) ma dal grande impatto emozionale. In mezzo, tutta una serie di prese di posizione molto decise sul debito nel suo complesso, sugli interessi  e sulla economia in generale che sicuramente non qualificano Grillo ed il suo movimento come una forza ferventemente europeista. Anzi, tutto il contrario. Adesso il risultato di queste elezioni e' noto e possiamo sicuramente affermare che mai nella nostra storia e' cosi' evidente nel nostro parlamento una forza trasversale agli schieramenti ben decisa a rivedere molte cose in Europa. Al 5 Stelle, infatti , possiamo sicuramente aggiungere almeno mezzo PD e mezzo PDL , piu' la Lega, il SEL e Fratelli d'Italia. Questa e' dunque la situazione potenziale, quella sulla carta, e mentre alla Camera Bersani ha strappato il premio di maggioranza per uno 0.4 di vantaggio sul PDL al Senato il treno elettorale ha deragliato ed  e' precipitato nel peggiore dei gineprai. Una situazione nella quale Grillo ed il suo movimento divengono determinanti per consentire all'ipotetico vincitore di tirare avanti. Vi dico subito che personalmente sono contrario alla logica del "..Francia o Spagna purche' se magna.." e quindi del governo a tutti i costi e sono rimasto quindi spiacevolmente sorpreso dalle aperture di Berlusconi a Bersani ma tant'e'. Questo e' l'uomo ( Berlusconi ), un piazzista di pentole il cui amor di patria si misura nello spessore  di millesimi di micron di vernice assai scadente. Passata la festa dunque gabbato lo santo, e gli italiani si fottessero con l'IMU e tutte le altre stronzate che ci ha propinato in campagna elettorale. Ma non e' stata questa la sopresa e non sara' questo il test sul quale si misurera' l'affidabilita di Grillo e dei suoi. A risultati ancora fluidi si scatenava infatti in sottofondo il coro delle prefiche e tutti gli opinionisti italiani venivano mobilitati per spiegare a Grillo cosa avrebbe dovuto fare,   Poi, alle cinque de la tarde, come conviene ai tori dabbene, Bersani, dopo averci fatto penare 24 ore,  finalmente si presentava in sala stampa per illuminarci con il suo dotto pensiero. Un pensiero assai debole ma paraculo che si puo' riassumere in: cari grillini, io vi proprongo quattro stronzate ( riduzione dei parlamentari e degli emolumenti agli stessi, moralizzazione della politica....etc ) ed in cambio voi mi date il vostro appoggio. Non una parola, una, sui reali problemi che l'Italia ha di fronte. Ma tant'e'.  Il fenomeno di Bettola si e' prodotto in tutto il suo repertorio di ovvieta' dopo di che e' scomparso, lasciando il campo ai suoi fiancheggiatori che non sono pochi. Nell'opera di mobilitazione delle coscienze che e' infatti immediatamente scattata nulla ci e' stato risparmiato, nemmeno quel rincoglionito di Dario Fo che sorridendo come un ebete ci rassicurava, sotto la sferza di una Gruber sempre piu' sado maso, che "...Beppe fara' nascere il governo Bersani..." e la sera un Colaninno jr. sempre piu' inquietante ci riassumeva da par suo, a Porta a Porta, la lista delle emergenze italiane che Bersani avrebbe fronteggiato con l'auspicato appoggio di Grillo. E giu' con le solite cazzate....i parlamentari...gli emolumenti...le auto blu.....Insomma un bel risparmiuccio di un centinaio di  milioni l'anno o forse duecento. Con i quali non si salva nemmeno il comune di Anzio. Ma tant'e', se nessuno lo ostacola anche Colaninno diventa un fenomeno. Ce ne vuole certo ma il PDL gli aveva infatti spedito contro  Maria Stella Gelmini, il nulla travestito da donna, che non interrompeva il  delirio del buon Matteo con l'unica domanda imbarazzante che era sulla bocca dei milioni di italiani che stavano guardando questo spettacolo ridicolo..." Si, va beh...ed il MES ? Ed il Fiscal Compact ? ",  ce ne sarebbero state anche altre, ovviamente, a decine, ma queste due sarebbero state suffcienti per porre termine ad una sceneggiata imbarazzante ed a ridicolizzare la conferenza stampa tenuta nel pomeriggio dal Segretario pieddino. Cioe', noi dovremo restituire quest'anno i primi 50 miliardi di debito. La cosa e' nota. Dove li prendiamo ? La Gelmini pero' questa domanda non l'ha fatta. Non ha chiesto a Colaninno se pensava che Grillo avrebbe aiutato Gargamella a spremere ancora piu' a fondo i poveri italiani. Perche' questo vuol dire ..."Beppe fara' nascere il Governo Bersani"..di quell'altra merda di dario Fo. Dunque,  non si sa se per merito suo ( quella donna e' imbarazzante per quanto e' stupida ) o per ordini di scuderia, la Gelmini ha taciuto per tutto il tempo. Ed il messaggio del piu' stupido dei Deputati pieddini, che si chiama pero' Colaninno, e' passato cosi'. Senza colpo ferire.  Allora, adesso siamo qui, ad attendere che Grillo faccia l'unica cosa che gli otto milioni e mezzo di italiani che lo hanno votato e gli altrettanti che sarebbero pronti in futuro a votarlo, sperano rdentemente che faccia. Spieghi cioe', senza peli sulla lingua, col suo linguaggio rude ed un po' villano, chiaro e tondo, fuori dai denti e magari digrignando anche i denti a Bersani, che il 5 stelle non fa accordi sulla pelle del popolo italiano. Non si fanno accordi al ribasso, per vivacchiare, meglio tornare al voto. Dove Grillo prendera' il 40% se fara' cosi'. Tutto qui...non c'e' molto da aggiungere.  L'Italia ha bisogno di un Governo vero, che affronti con decisione i problemi che abbiamo di fronte, primo fra tutti la revisione dei trattati che ci legano a questa Europa e ci stanno uccidendo. Non abbiamo bisogno di governicchi  che tirino a campare per far provare l'ebbrezza di palazzo Chigi a Bersani. Qui la situazione e' quella che e'. Grave, molto grave  e non credo che sia possibile tirare fuori niente di buono con i numeri che sono usciti dalle urne. Se Grillo vuole esordire in questo modo,  facendo da stampella al peggior servo della finanza internazionale lo faccia pure, ma sappia che il conto di ritorno per lui sarebbe molto salato. Addirittura proibitivo.

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