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di Gianni Fraschetti -

 

Inesorabilmente l'Italia torna a cantare biancofiore e a tingersi di virgineo candore neo democristiano.  Il governo Letta, sicuramente, ed ex aequo con Monti, il peggior governo dal dopoguerra a oggi, non è caduto. Berlusconi, alla fine, si è cagato in mano, come sostanzialmente ha sempre fatto durante questi vent' anni, e non ha  avuto i coglioni di sfidare i ribelli sfiduciando in aula il governo. Peccato, probabilmente avremmo scoperto che Letta, forse, non aveva nemmeno i numeri per salvarsi ma ci voleva altro che la pompetta del banana per andare a vedere il bluff e il cavaliere ha fatto divenire un leone, seppur per qualche ora,  anche una iena puzzolente come Alfano. Il PD, poi,  si illude di poter essere finalmente  allegro. Epifani va dicendo a tutti, come gli ubriachi, di avere  ucciso  il caimano, ma gli  conviene sbrigarsi a festeggiare. In primo luogo perchè potrebbe trattarsi di morte apparente e inoltre pare che nessuno, dentro al caravanserraglio pieddino, si sia reso conto di avere preparato anche la morte di quel partito. A Novembre, il mese dei crisantemi, i cattocomunisti andranno a congresso  per celebrare l'annunciata elezione del  più viscido e ridicolo, in termini assoluti,  di tutti i neo centristi  resuscitati negli ultimi tempi: Matteo Renzi, l'uomo di plastica, quello costruito per venire bene in televisione, che non lascia nulla al caso, nemmeno il colore della camicia. Il "Fonzie de noantri", accuratamente assemblato a tavolino, nei laboratori esteri dove si decidono le sorti dello stivale,  con il compito di portare a termine l'operazione "resurrezione centrista", iniziata vent'anni fa, subito dopo la comparsa sulla scena del circo Berlusconi.

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L'Italia si era appena avviata sulla strada del bipolarismo e di una auspicata modernità ma non ci hanno dato nemmeno il tempo per respirare. Niente da fare, non se ne è potuto nemmeno parlare di cose serie, del nostro futuro. Il bipolarismo avrebbe dovuto essere un confronto tra  idee e modi di concepire lo sviluppo della nostra nazione, lo hanno invece ridotto a una vergognosa rissa da osteria tra i nemici del cavaliere e i suoi aficionados. La solita disputa vociante tra guelfi e ghibellini. Una rissa nella quale non c'e' stato spazio per altro che per gli insulti, una confusa ammucchiata che è servita ad alzare un grande polverone e a coprire le peggiori nefandezze ai nostri danni, quelle che ci hanno alfine condotto nelle condizioni attuali.  Tanti sentiti ringraziamenti, dunque, a Santoro, Travaglio, Barbacetto, Gomez, Crozza, la Guzzanti e quel michione di Giovanni Floris (mi scuso con i tanti che non ho citato) che ci hanno ben cloroformizzato mentre i loro padroni, le centrali di potere finanziario e le tecnocrazie europee, ci espiantavano gli organi.  I giullari dell'Euro hanno svolto bene il loro lavoro: dovevamo ritornare di corsa nella palude puzzolente dalla quale eravamo appena usciti e ci siamo ritornati. Poveri e menomati nel fisico e nella volontà. Adesso, dal cardinal Bertone (che Dio lo fulmini) a Luchino di Montezemolo, dai presidenti della confindustria (carica che ormai serve solo a proteggere il proprio personale culo e non il sistema italiano delle imprese) a Marchionne, ai controllori del sistema mass mediatico, insomma proprio tutti, indistintamente, si stanno dannando l'anima  per resuscitare la cara estinta, quella balena bianca che tanto bene ha fatto all'Italia da fare nascere l'invocazione...mio Dio non farmi morire democristiano.  Una balena che prima ancora di rinascere, pur essendo attualmente un ectoplasma gelatinoso e dalle forme ancora indistinte si è già posta, anema e core, al servizio dei poteri veri, quelli che contano sul serio (grande la nomina dell'uomo del FMI a commissario per la spending review), schierata a spada tratta contro il concetto/valore  di popolo e nazione, come sempre aveva fatto dai tempi di Don Sturzo. Nulla di nuovo, dunque sotto il cielo d'Italia,  e allora le fogne tracimano e  il centro del ring è ormai occupato solo da questa plebaglia: Letta, Alfano, Rosi Bindi, Lupi, Formigoni, Renzi, Franceschini, Mauro, Mario Monti, e  l'elenco è ancora molto lungo. I post comunisti, nel frattempo, sembrano definitivamente  folgorati da demenza irreversibile e vanno al traino, costretti a

enricomentana.jpegseguire "i cattolici in politica" del loro partito per non perire, o, se preferite,  a mussolinianamente marciare per non marcire, ma totalmente passivi. Una zavorra inutile destinata comunque a essere rottamata, come da puntuale programma del buon Matteo l'asfaltista. Un programma peraltro noto e abbondantemente pubblicizzato dal Sindaco di Firenze, anche se pare che l'unico che lo abbia ben compreso, in tutti i suoi molteplici aspetti,  sia  stato, alla fine, solo baffino "spezzaferro" D'Alema, che sarà pure presuntuoso e antipatico ma non totalmente cretino.  

Il pelo sullo stomaco di questa gentaglia ha dell'incredibile. Nei giorni che hanno preceduto il voto di fiducia, Letta era pronto a caricare a bordo Orellana (il grillino più cretino che ci sia) e i senatori pentastellati in grave ansia da 27 del mese, ma poi non ha fatto una piega di fronte a Formigoni (sissignore, proprio lui ! Il Celeste  prurinquisito ex presidente della regione lombardia) e alle truppe di CL e della Compagnia delle Opere (l'ala disgustosamente affaristica del cattolicesimo politico), a  Giovanardi (altra merdaccia democristiana dai contorni morali e politici disgustosi) a  Scilipoti e quella adamantina figura di Paolo Naccarato, un personaggio eticamente qualche gradino sotto a Razzi. E abbiamo detto tutto. Ciò che aveva   dannato e perduto l'anima del cavaliere, diveniva quindi assolutamente potabile e manifesto segno di ritrovata concordia nazionale per questi delinquenti senza scrupoli,  per i quali l'obiettivo è chiaro come non mai: Francia o Spagna purchè se magna. E loro adesso si riaccomodano tutti a tavola, con le loro eleganti femmine, quali novelli proci, ad ingozzarsi, mentre noi, il popolo, verremo spremuti con nuove tasse per ripagare gli interessi ai banchieri amici loro. Quanto al cavaliere che dire ? Ha ammainato, nel momento peggiore e nella maniera peggiore, la bandiera dietro la quale avrebbe potuto raccogliere parecchi milioni di italiani per l'ultima battaglia. Una battaglia contro la UE e contro l'Euro e contro la BCE che avrebbe potuto ancher essere vincente, ma il terrore per le rappresaglie sulle sue aziende e l'età non più verde lo hanno evidentemente trattenuto.  Col bel risultato che perderà  tutto, adesso. Come politico e come imprenditore. Stia pure tranquillo, non avranno pietà, lo sbraneranno vivo insieme alla sua progenie.  Un pochino fa pena ma in fondo, guardandolo mentre con gli occhi smarriti, privi ormai di luce interiore, assiste al crollo del suo impero, ci viene spontaneo dirgli...te la sei cercata bel morettino, non lo sapevi che chi va per questi mari, prende questi pesci ? Aveva avuto vent'anni per creare una classe dirigente. Nel partito e nei centri di potere e di comunicazione.

vermi

Non è stato capace nemmeno di dare una ripulita dentro Mediaset. E' andato avanti coi Mentana e gli Sposini e ancora oggi continua con  la Palombelli e i Telese, in una patetica  cronaca di una morte annunciata: la sua. Santoro, che era clinicamente deceduto, lo resuscitò lui, all'epoca del raggio verde. Saviano, "l'intellettuale scomodo",  che non perde occasione di sputargli in faccia, dopo avere rigorosamente tirato su col naso per avere più "materiale da lancio", lo ha creato la Mondadori, altrimenti stava a coltivare pomodori nell'agro nocerino-sarnese. Per quanto riguarda il resto, invece,  il cavaliere vorrebbe raccontarci che gli  Alfano, la signora Boccia, Quagliarello, Lupi, Lorenzin, Tajani e il resto del circo barnum neo democristiano erano il meglio che girava per lo stivale per fare Forza Italia ?  Cosa si aspetteva che succedesse con gente simile? Un bel miracolo a Milano e vedevamo tutti volare su scope e biciclette ? Ahimè, non funziona così, nella vita  ognuno, alla fine,  raccoglie ciò che semina e il cavaliere adesso raccoglierà  suoi cocci, sempre se glieli lasceranno, o magari daranno anche quelli a De Benedetti. In tutto questo, però, il costo del vaso Italia andato oramai in mille pezzi, lo pagheranno gli italiani. E piangeranno lacrime amare. Molto amare. Amarissime, se me la passate.

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