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gargamel
di Gabriele Adinolfi -

 

Il popolo è in piazza!
E' vero a metà: sono in piazza alcuni ceti sociali colpiti dalle misure inique del Piano Morgenthau.
E con chi se la prendono? Con la propaggine esterna, esteriore, di un sistema che ai politici affida solo il ruolo di maggiordomi e portaborse.
Non hanno, i forconi e le categorie in ebollizione, alcuna strategia e nessun orientamento preciso.
Si riconoscono nell'esasperazione e nella felicità del gesto.
Ma il gesto necessita di sposarsi con una prospettiva che manca e che viene sostituita da slogan frettolosi, superficiali e non tutti giusti, anzi per due terzi più che altro sbagliati o distorti (no all'Euro, no alla Ue, no al governo) o dalla pura e semplice eccitazione adrenalinica.
I manifestanti non hanno a fianco nessuno. Intendo dire come classe politica. I soli che sotto sotto instillano slogan orientanti sono i grillini.
Eppure questi ceti hanno ragione e ci si riconosce in essi.
Eppure secondo molti – e non necessariamente a torto – essi rappresentano una possibilità.
Anche perché, cavolo, "dicono quello che abbiamo sempre detto noi"...

Bene: lo scontento sociale può anche galvanizzare ma, in presenza del solito spontaneismo che tanto piace a qualunque potere e che tanto inficia qualunque opposizione, esso viene portato per mano dalle oligarchie.
Non a caso in Ucraina dove agli Wasp serve che Kiev entri nella Ue passano parole d'ordine europeiste e qui dove alle stesse oligarchie serve mettere sotto scacco la Germania le parole d'ordine sono esattamente le opposte.
Sicché come emeriti coglioni ce la prendiamo con la Merkel quando i nostri gabellieri rispondono tutti alla London School of Economics e alle speculazioni della Sterlina contro l'Euro.
Quando i nostri gabellieri sono al servizio di quegli stessi che hanno coniato la formula PIIGS per condannare tutta la periferia europea, di quegli stessi che hanno speculato nelle borse e nelle banche greche e che hanno poi lasciato alla Germania la patata bollente. E c'invitano a scatenare su di essa le ire che dovremmo indirizzare contro di loro.
Fortunatamente non tutti sono in letargo; Alba Dorata, per esempio, non è caduta in trappola a differenza di quasi tutti i nazionalpopulisti, in primis Marine Le Pen.

Le pretese avanguardie che avrebbero dovuto e che dovrebbero accompagnare e indirizzare la protesta per sottrarla alla nientificazione o, peggio, all'effetto boomerang, hanno a dir poco le idee confuse sul nemico e sull'obiettivo e generalmente sbagliano pure le parole d'ordine.
Ma non è solo questione di parole d'ordine, è questione di freddezza mentale programmatica e, prima ancora, di freddezza rispetto alla gestione nemica. 
Direi che lassù stanno pianificando un'ebollizione inutile e continuativa con tanto di "virus" di scarico (populista, fascista, neonazista) mentre la reiterazione quotidiana di proteste che non sfociano in nessun cambio essenziale farà da effetto stabilizzante, come avvenne negli anni settanta e, prima ancora, nel biennio rosso.
E questa protesta istituzionalizzata vedrà susseguirsi altre ondate di ribellismo non strategico e privo di metodo che saranno puntualmente sospinte in anticipo verso i cul de sac.
La strategia non è nuova, è stupefacente che ci sia chi non la riconosce o, peggio, chi spera che da cosa nasca cosa senza che nessuno abbia messo incinta la pretesa gestante.
Dunque?
Disertare la faccenda oppure gettarcisi a capofitto sentendosi rivoluzionari solo perché ci si agita o perché, infine, qualcuno ci considera?
Non si tratta di dover scegliere sempre tra non fare niente e fare qualcosa senza senso, si può anche partecipare con buon senso.

Certo è difficile perché serve, prima,un lavoro su di sé che è praticamente l'opposto degli ultimi quarant'anni.
E si devono assumere quei criteri e quella disciplina che purtroppo temo siano più da apprendere dalla gente comune di quanto si debbano insegnare loro.
Insomma questa jacquerie pacifica non condurrà a nulla.
Eppure potrebbe fruttare molto.
Eppure può fruttare molto.
Ma non si mette incinta una gestante se si è sterili.
In quel caso però domani non prendiamocela con lei.

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