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Questi tre personaggi hanno molto influito nella storia del nostro paese e nelle nostre vite. Tre padri della Patria...tre grandissimi voltagabbana...

 

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Il sistema mediatico italiano è sempre stato condizionato da personaggi che sicuramente hanno fatto carriera nella vita, ma sicuramente a scapito della coerenza. Cosa scriveva Eugenio Scalfari  il fondatore di “La Repubblica” che oggi tanto si batte per l’immigrazione selvaggia e per lo ius soli accusando di razzismo chiunque non si proni al nuovo dogma della società multirazziale ? Scriveva questa esatte parole sul settimanale “Roma Fascista” del 24 settembre 1942 nell’articolo “Volontà di Potenza” : “Gli imperi quali noi li concepiamosono basati sul cardine di razza escludendo perciò l’estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti”. Chissà se lo sapessero la Kyenge o la Boldrini.

 

Giorgio Bocca, (“sempre coerente” disse di lui quell'altra adamantina figura di Napolitano nel celebrarlo) non esitò a firmare il “Manifesto della Razza” , e a dilettarsi sulle pagine della testata cuneese “la Provincia Grande” a sostenere la veridicità dei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” affermando che “A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei? È certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace,deciso a giungere, con qualunque mezzo,al dominio del mondo. Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù”.

Errori di gioventù? Macchè, Giorgio Bocca decenni dopo la guerra ne aveva anche per i meridionali, che definì come “umanità repellente”: un linguaggio da fare impallidire anche il più becero nordista. 

 

E cosa scriveva l’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando studiava giurisprudenza e faceva parte del Gruppo Universitario Fascista a proposito della spedizione italiana in Russia sulle pagine del “Bo”, lo storico giornale universitario padovano nel numero del luglio 1941? Scriveva così : «L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi : dato che il nostro sicuro Alleato è lanciato alla conquista della Russia vi è la necessità assoluta di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali.» Certo, i “barbari slavi” poi diventarono nel 1956 i “liberatori” di Budapest. 

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