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La Buffer Zone, la zona cuscinetto, tanto voluta dal primo ministro Erdogan è militarmente possibile e l’esercito di Ankara, molto discretamente, ha operato in queste settimane nell’eventualità che il primo ministro, Recep Tayyip Erdogan, e il gabinetto di sicurezza del governo, diano l’ordine operativo.

Oggi l’ordine di Erdogan sembra più vicino, migliaia i profughi premono alla frontiera, sono in maggioranza persone con origini o legami famigliari in Turchia, per i quali ogni giorno la fuga diventa più difficile. Le truppe fedeli ad Assad, ogni giorno, aumentano l’estensione dei campi minati, più per evitare il libero transito di armi e uomini pronti a combattere che per limitare l’esodo dei profughi, ma alla fine sono i profughi a subire le conseguenze dei campi minati e delle esecuzioni sommarie.

Una cosa è certa, quella che ha in mente il primo ministro turco è una buffer zone in territorio siriano, una buffer zone che permetterebbe un triplice risultato, limitare il flusso di profughi verso la Turchia, mettere un caposaldo in terra siriana dove l’opposizione possa rifugiarsi, dare coraggio all’opposizione e contemporaneamente incentivare le defezioni tra gli uomini di Assad.

Ma esistono due fattori che frena gli entusiasmi del governo turco.

da WikipediaAssad ha promesso una risposta non proporzionata all’ingresso del primo soldato turco sul suolo siriano. Una risposta non proporzionata significa  una risposta che include attacchi missilistici contro le truppe di Ankara e l’ingaggio delle forze aeree turche che cercassero di neutralizzare i siti di lancio. Insomma una guerra vera e propria, una guerra moderna con l’utilizzo di missili balistici, aviazione e batterie missilistiche contraeree.

Il secondo fattore si chiama Iran, come reagirebbe l’alleato iraniano ad una possibile buffer zone turca? Alla Turchia sono arrivati alcuni segnali che se confermati potrebbero indicare una fase di preparazione per la buffer zone in terra turca già estremamente avanzata. Ieri in Afghanistan un elicottero delle forze turche è precipitato a Kabul, le fonti ufficiali parlano di guasto tecnico ma alcune testimonianze riportate dal free lance a Kabul parlano di un abbattimento da parte di forze ostili. Le forze turche fino ad oggi avevano avuto una specie di salvacondotto in Afghanistan quasi nessun attentato, anche se dobbiamo ricordare che le truppe turche non prendono parte a operazioni di combattimento, quasi nessun agguato alle truppe in movimento. In questi ultimi giorni le forze turche hanno subito attacchi ed imboscate e ieri “l’incidente” all’elicottero ha causato 12 vittime tra i soldati turchi. Sembra che il lasciapassare non esista più che chi lo ha emesso lo abbia ritirato, forse come chiaro messaggio a chi pensa di ingerire negli affari interni della Siria.

I segnali sul campo indicano che la Turchia sia pronta all’azione, le truppe sono pronte, l’aviazione mobilitata, i contatti con l’Egitto e Hamas più frequenti ed ad alto livello che mai, le ambasciate di tutto il mondo occidentale e dei paesi del Golfo chiudono, i cinesi sono letteralmente fuggiti, e la Turchia ha ordinato ieri a tutti i suoi cittadini di lasciare la Siria, tutti elementi che ci lasciano dedurre che i tempi per l’azione possano essere nell’ordine dei giorni, non delle settimane. Il nostro gruppo di analisi ritiene possibile una data compresa tà il 24 marzo 2012 e il 4 aprile p.v.

Tag(s) : #geopolitica

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