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Ho 40 anni, italiano, cattolico e da quando ho memoria, tutti gli anni, commemoro il giorno della memoria, della Shoah, scritta in maiuscolo e dal 2000 mi unisco alla commemorazione ufficiale del 27 gennaio.

Sin da bambino so tutto sull’olocausto degli ebrei durante il periodo nazista, io so tutto sugli ebrei, sin dalle prime testimoniante archeologiche, dalla fuga d’Egitto, l’impero romano… Ho letto “Se questo è un uomo”, “La tregua”, “Il diario di Anna Frank”, “L’Esodo” e molti altri testi al riguardo, ho studiato lo sterminio del popolo ebraico alle elementari, in terza media, in quinto liceo, un esame di storia contemporanea sul totalitarismo europeo che ha portato alla persecuzione ebraica, ho visto 4 volte Schindler List (che word mi corregge in automatico perché anche Office sa tutto sull’argomento), la prima volta ovviamente al cinema tramite la scuola. Ho anche pianto singhiozzando vedendo “La Vita è Bella”.

Alle elementari mi dissero che Hitler aveva sterminato 3, forse 4 milioni di ebrei. Alle medie mi dissero che erano 4, forse 5 milioni, al liceo gli ebrei sterminati nei campi di concentramento erano ufficialmente 6 milioni, oggi qualcuno inizia a scrivere 8 milioni.

So tutto sulla Shoah, ho condiviso lacrime e grandi sensi di colpa, ho litigato con mio padre che ha osato ironizzare velatamente sull’argomento, ho sbattuto delle porte, ho anche mandato a fare in culo un sacco di persone, ho fatto brutti sogni e incubi a seguito dei quali mi svegliavo con un senso profondo di angoscia che mi accompagnava per giorni.

Finiti gli studi accademici non ho mai smesso di studiare e posso affermare che gran parte della mia conoscenza deriva da studi autonomi post accademici.

A 25 anni ho letto, per caso, una biografia su Geronimo, il grande capo guerriero apache e grazie a quel testo ho avuto modo di approfondire l’argomento. Ho scoperto di un’intera popolazione sterminata che abitava quelli che ora sono gli Stati Uniti d’America.

Ho continuato a studiare sull’argomento ed ho scoperto che la stessa cosa è accaduta alle popolazioni mesoamericane e sudamericane. Un intero continente grande quasi due volte l’Africa è stato oggetto di sterminio da parte degli europei, inglesi, spagnoli e “nuovi” americani.

Una nuova storia alternativa. Esiste una storia alternativa? Esiste, come nella scienza, una conoscenza di frontiera non ancora accettata ufficialmente? Esiste della documentazione al riguardo, soprattutto prodotta dagli storici, ma soltanto dagli anni’70 in poi.

Ora so tutto sugli stermini del continente americano. Quante milioni di persone sono state trucidate? Facciamo 10 milioni? Facciamo 20? Qualcuno ha idea? Qualcuno ha mai azzardato un’ipotesi statistica basata sulla densità di popolazione di quel continente secoli fa?

Oltre alla Shoah, ricordo lo sterminio di milioni di vite umane ad opera del totalitarismo sovietico, i 12 milioni di ucraini uccisi durante la seconda guerra mondiale e di cui pochi parlano, ma si conosce il fatto. Impossibile conteggiare quante “Shoah”, compresa l’originale, il genere umano abbia compiuto in pochi anni… figuriamoci in seimila anni di storia delle cività. Mi scuso se non nomino tutti i popoli sterminati, ce ne sono tanti altri che non ho nominato, in realtà non era mia intenzione partire con un elenco, è stato più forte di me… la mia memoria va anche a loro e l’editoriale lo devo finire per oggi.

A 28 anni iniziai a studiare storia antica, origini delle civiltà e delle religioni. Ho letto due volte “Il mulino di Amleto”. Conosco l’origine delle varie civiltà, dai sumeri ai babilonesi, passando per gli olmechi, i toltechi, gli egiziani, sino ad arrivare ai giorni nostri. Mi sono interessato alla rinascita del Medioriente nell’ 800 DC (dopo quasi 5000 anni dai tempi gloriosi sumeri) e della relativa religione islamica.

Tutto procedeva bene, ho sempre continuato a studiare e ad interrogarmi su quanti miliardi di esseri umani fossero stati trucidati, massacrati, cancellati dal 4.800 AC ad oggi.

A 36 anni ho scoperto che tra tutti questi genocidi qualcosa era sfuggito, qualcosa di grosso, importante, non era stato affrontato. Ho sempre sentito parlare di conflitti in Medioriente, di conflitti arabo-israeliani. Da settant’anni non si parla d’altro: le guerre interminabili di questi arabi che non trovano pace! Si sparano e si bombardano continuamente. Che piaga! I giornalisti e gli storici che si interrogano “finiranno mai queste guerre in Medioriente?”. Anche io mi domandavo “ma questa gente è pazza? Si massacrano a vicenda da decenni e continuano sempre, ogni anno, ancora e ancora. Ma cosa hanno nella testa questi arabi? E gli israeliani? Dopo tutto quello che hanno subito gli ebrei durante la seconda guerra mondiale ancora non trovano pace nella “Terra Promessa”… sono 4000 anni, da quando erano schiavi degli egiziani sino a quando furono banditi dall’impero romano che non trovano pace. Poveri ebrei, israeliani e, soprattutto, questi pazzi di musulmani, guerrafondai, kamikaze, terroristi, ma insomma!”.

Così, per sfizio, mi decisi ad approfondire le mie conoscenze sulla storia contemporanea specifica del Medioriente. Sono partito da dove avevo lasciato, dalla nascita dell’islam, passando dagli ottomani, prima guerra mondiale… seconda guerra mondiale, il mandato britannico e la nascita di Israele.

Ma come è nato Israele? Dal nulla? E’ nata una nazione, ma chi c’era prima li? E come è possibile che in pochissimi anni sia nata una nuova nazione in Medioriente con tanto di popolazione composta da milioni di persone provenienti da tutto il mondo?

Se anche voi vi state ponendo queste domande allora vi consiglio di cercare le risposte. Scoprirete un’incredibile realtà che ci è stata nascosta, che viene nascosta ai nostri figli a scuola e di cui pochi sono a conoscenza, se non per loro iniziativa e volontà di sapere.

Scoprirete che c’è un popolo, quello palestinese, che ha subito e continua a subire, da oltre un secolo (non dalla seconda guerra mondiale, ma già a metà dell’800), le più assurde ingiustizie e soprusi, con l’avallo tacito di tutto l’occidente, ad opera “diretta” dei poteri sionisti che avevano posato l’occhio sulla regione Mediorientale e successivamente da Israele.

Di seguito un sunto dal punto di vista palestinese (punto di vista culturalmente vietato a quanto pare). Non vuole essere un riepilogo storico, ma una riflessione basata su alcuni dei fatti accaduti.

Siamo a metà dell’800 in pieno decadimento dell’impero ottomano. Una popolazione composta da milioni di pastori popolava l’intera area palestinese. Iniziarono ad arrivare individui con soldi, molti soldi, i quali iniziarono a comprare pezzi di terreno pagandoli profumatamente. Terreno dopo terreno, famiglie di pastori su famiglie vennero invitate ad abbandonare la loro terra. Denaro e oro facevano comodo ai modesti abitanti palestinesi e non potevano che esserne attratti, soprattutto se distribuiti in quantità così generose… tutto è stato fatto senza badare a spese.

Soldi a fiumi per acquistare pezzi di terreno, in uno psicopatico puzzle fatto di vite umane che si componeva a velocità inaudita.

I pastori si allontanavano dalle proprie terre, avendole vendute a buon prezzo, dovevano lasciare il posto e trasferirsi altrove per ricominciare a fare i pastori e gli allevatori, con un buon gruzzolo di oro e monete che prima di certo non avevano.

Gli ebrei si insidiarono così e in una manciata di decenni si contavano già a milioni. I pastori palestinesi si allontanarono, abbiamo detto, dalle loro terre, ma non è esatto esporla così. Si allontanarono dai loro terreni ovviamente. Dopo alcuni anni si presentò un fenomeno fin troppo prevedibile, quello del ritorno di molti pastori sulle terre (non sui terreni) di provenienza.

Ebbero una brutta sorpresa: li dove avevano vissuto per generazioni, si era insidiato un nuovo popolo, il cui primario interesse dal suo insediamento era stato quello di armarsi ossessivamente sino ai denti, diventando difatti uno degli eserciti più temibili del pianeta già nei primi anni ’50.

I pastori palestinesi venivano allontanati, cacciati via, ma non bastava. Come si fa a far capire che non è un invito a stare alla larga, ma un ordine di Stato? Un modo c’era: iniziare a sterminarli. Quella non era più casa loro.

I palestinesi che vivevano sparpagliati sul nuovo territorio israeliano non avevano diritti civili, non erano riconosciuti, in quella che era stata casa loro per migliaia di anni non erano niente. Gli israeliani votavano, emanavano leggi, pilotavano guerre espansionistiche premeditate per decenni (gli ebrei sono riconosciuti come un popolo in grado di fare programmi a lunghissimo termine, non in base a una vita, ma in base a generazioni) e tutto questo in qualità di padroni indiscussi, indiscussi dal mondo intero.

Dopo la guerra dei 6 giorni Israele venne riconosciuta di fatto la più pericolosa potenza militare esistente sulla terra e soprattutto dimostrò che lo era già da tempi insospettabili. Sono sicuro, sono sicurissimo che qualcuno al tempo ha pensato “che cosa abbiamo fatto!!”. Chiunque provasse ad attaccare Israele veniva annientato in tempi record, in giorni! Addirittura Siria ed Egitto si unirono per combattere questo predominio nato storicamente dal nulla. Intere nazioni, interi eserciti, nulla potevano contro la potenza israeliana e ancora oggi nessuno osa mettere in discussione lo strapotere militare israeliano. I servizi segreti israeliani sono riconosciuti come i più avanzati e formidabili, gli USA impallidiscono al pensiero, la CIA è un asilo nido di scimpanzé al confronto.

Ancora oggi Israele mantiene il controllo del suo territorio sterminando le popolazioni limitrofe ai “confini di Stato”, senza pietà, usando tutti i mezzi a disposizione e molto volentieri armi di distruzioni di massa, come bombe al fosforo, su intere popolazioni, donne vecchi, e tanti, maledettamente tanti bambini.

Nessun popolo può dire di aver subito quello che sta subendo il popolo palestinese. Nessuno! E questo sotto gli occhi di tutti, ma come si dice “occhi che non sanno, occhi che non vedono”. Noi vediamo solo una assurda guerra nel territorio arabo, ma non è così. Si tratta di una “Shoah” che va avanti da oltre un secolo, con la complicità dell’ONU, della NATO, degli USA, della Gran Bretagna e della Francia. Noi italiani in questo c’entriamo ben poco e come essere umano spero umanamente che un giorno il popolo palestinese si ricordi di questo e ne tenga conto.

Chiedo personalmente scusa, umilmente perdono al popolo palestinese, cancellato dai libri di storia, ignorato dai nostri figli, un popolo che non deve esistere se non per essere quotidianamente sterminato.

La mia personale impressione riguardo all’atteggiamento inerme di tutto l’occidente nei confronti della nazione più macellaia che sia mai esistita nella storia, Israele, è che il potere massonico sionista sia dappertutto, sia a capo di ogni organo istituzionale sin dai primi dell’800, il tutto unito a una potenza militare senza eguali.

Ho 40 anni e nel giorno della memoria mi trovo disarmato nel chiedere con tutto il cuore, un semplice, quanto banale e vigliacco perdono a tutto il popolo palestinese. Perdono per aver scoperto del vostro incommensurabile dolore solo ora, perdono per averlo ignorato per quasi tutta la vita, perdono per non averne parlato ancora con i miei figli troppo piccoli, ma non trovo giustificazione. Perdono perchè a tutti viene chiesto e a voi no. Perdono perchè per voi e solo per voi non esiste un giorno della memoria, perchè voi nella “storia” non esistete. Ho passato 30 anni della mia vita a piangere per chi oggi vi massacra impunemente giorno dopo giorno, per una nuova specie umana globalmente intoccabile, nella memoria e nelle azioni di tutti i giorni.

Nel giorno della memoria non riesco a fare a meno di pensare al popolo palestinese. Perdono!

Marco Cutolo

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