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Ovvero, il partito che non c'è...

 

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di Gianni Fraschetti -

 

Il bello dell'Italia è che riusciamo sempre a inventarcene una nuova. Abbiamo creato le convergenze parallele, il compromesso storico, la seconda repubblica, fondata su una legge elettorale e non su una profonda riforma costituzionale, e ora, per non farci mancare nulla, ci distinguiamo per essere l'unico paese al mondo che ha una maggioranza di cittadini di destra ma non ha un partito che li rappresenta. Pare strano ma è così. A pensarci bene in Italia non sono di sinistra nemmeno quelli che votano PD, e forse neppure quelli che votano per Vendola. Eppure siamo prigionieri di un incubo. La maggior parte dei cittadini che non vorrebbe l'euro e se lo ritrova in tasca ( e sarebbe poco male) e sopratutto a devastare la nostra economia (e questo è decisamente peggio), continua (una maggioranza scarsa, a dire il vero) a votare partiti che poi fanno esattamente il contrario di quanto vanno promettendo e finiamo puntualmente col ritrovarci il contrario di quanto avremmo voluto. E non finisce qui, una minoranza settaria e prevaricatrice ci impone con diktat autoritari un modello culturale che è quanto di più lontano dalla nostra indole andando a demolire dalle fondamenta le basi stesse su cui poggia la nostra società. Sarebbe carino a tale proposito fare un referendum su genitore 1 e genitore 2 e vedere cosa ne pensano gli italiani per verificare quanto modesto sia il numero di persone che stanno portando in discarica i nostri valori. Ma tant'è. La moda del politicamente corretto (per chi? deciso da chi?) sta ormai dilagando a tutti i livelli nei canali mediatici che si qualificano sempre di più non come fonte di corretta informazione ma come strumento di condizionamento. Poi vi è il capitolo che potremmo intitolare "tutti insieme appassionatamente" e riguarda i nostri partiti. Già, perchè in Italia nemmeno ai tempi degli sbaciucchiamenti Dc-Pci  c'era stato un consociativismo così sfacciato come negli ultimi vent'anni. E ciò alla faccia degli squittii di Berlusconi sui giudici comunisti e sulle anomalie di un sistema che pur potendo, il nostro "cavaliere mascarato" si è guardato bene dal riformare. Insieme finta destra e finta sinistra hanno governato e insieme hanno fatto affari (rubato insomma). Una alternanza del tutto fittizia che modificava qualcosa nella forma lasciando inalterata la sostanza. Questo disastro nel quale siamo stati precipitati lo hanno realizzato insieme, da bravi compari, e andatevi a vedere i nomi di coloro che hanno votato in parlamento i trattati che ci stanno uccidendo. Tutti insieme, destra e sinistra. E qui arriviamo al paradosso dei paradossi. Volendo infatti classificare gli italiani secondo l'abusato schema destra-sinistra, la maggioranza potrebbe senz'altro essere definita di destra. Una maggioranza che da 70 anni non trova rappresentanza politica. Prima c'era la DC e tu la votavi, magari turandoti il naso,  per avere poi a che fare con i cattolici di sinistra, ovvero gli sciagurati padri politici di Letta e della Bindi. Poi è arrivata Forza Italia e la presa per il culo è continuata, peggiorando. Sono vent'anni che Berlusconi ci tritura le palle con le sue storie di comunisti e di congiure. Bene, cominciasse allora a ripulire le sue reti televisive, cronicamente infestate dai Mentana, dagli Sposini, delle Palombelli, dai Telese, dai David Parenzo e da tutto quel ciarpame che intossica quotidianamente la nostra vita.  E lo stesso fa la Mondadori e la Medusa film e tutte le altre aziende del gruppo che hanno impatto mediatico. I TG delle reti mediaset in questo mometo sono più a sinistra del TG3 e non parliamo poi della classe dirigente da lui tirata su. I Frattini, i Mauro, gli Alfano, le Lorenzin, gli Schifani, i Cicchitto, i Lupi...Insomma un vero troiaio. E questa gente doveva rappresentare un elettorato di destra secondo lui?  Ed ecco spiegato il 40% di italiani che ha smesso di votare. Il primo partito in Italia, stimato in netta crescita. Per chi dovrebbero votare poi?  In Francia hanno Marine Le Pen da noi c'è la scelta tra quelli che abbiamo detto oppure Grillo e Casaleggio che occupano uno spazio politico che  non è il loro. Ma è del partito che ancora non c'è, ma siccome il vuoto viene sempre riempito da qualcosa, i padroni del giochino hanno confezionato anche il partito non partito, con il non statuto, le non idee e la democrazia diretta, dicono, e così hanno risolto il problema. E così gli italiani di destra, ossia la maggioranza del paese, continua la sua marcia nel deserto in beata solitudine, illudendosi oggi che il cavaliere interpreti i suoi sentimenti e non si faccia troppi cazzi suoi, che Denis Verdini sia una persona onesta e Angiolino Alfano una persona intelligente e domani  che Grillo  ci porterà fuori da questa macelleria sanguinolenta che è l'attuale Unione Europea. Milioni e milioni di italiani che vagano senza una patria politica, senza il conforto di una speranza e soprattutto senza una meta. E' questo il grande paradosso italiano. Questo assurdo buco nero. La mancanza di una vera destra, che parli da destra e che faccia la destra. Senza mezze misure, senza buonismi, senza compromessi e senza volere apparire quello che non è. E' chiedere troppo ? 

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