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Rivoluzionaria-Bulgara.jpg

 

di Gianni Fraschetti -

 

Se uno legge o ascolta quanto i soloni, i guru, i cattivi maestri, i lecchini di ogni risma, le penne prezzolate,  i cervelli veri e quelli finti, ci stanno vomitando addosso in questi giorni per spiegare quanto sta avvenendo, per metterci in guardia dal risorgente fascismo, per sbertucciare il dolore di milioni di italiani sulla soglia o già immersi nella povertà, bene se qualcuno si sofferma a fare mente locale su tutto ciò, resta folgorato da una evidenza lampante: la capacità del sistema che ci opprime di adeguarsi alla situazione. se non addirittura di anticiparla. 

Non ci voleva infatti il mago Otelma,  per prevedere che le politiche recessive messe in atto da Monti e perfezionate da Letta avrebbero prodotto uno sconquasso sociale tale da non poter essere fronteggiato con strumenti ordinari e i nostri aguzzini si erano premurati a ciò, da anni,  dando corpo alla genesi del M5S. Alla fine il sistema, per funzionare,  deve rappresentare il 100%, quantomeno il 100% di chi va a sedere in parlamento. Per fare ciò  deve essere pienamente rappresentativo non solo di governo e opposizione, ma anche della protesta: il M5S appunto. L'apparente divisione in gruppi e fazioni negli emicicli di camera e senato, poi, è unicamente funzionale   all'organizzazione della magnazza alla greppia del potere ed è la plastica evidenza della suddvisione in cosche,  ma questo è un altro discorso. Un elemento è comunque chiaro e trasversale a tutti:  nelle istituzioni siedono solo persone che difendono le istituzioni, queste istituzioni,  e qui cade drammaticamente l'asino. Anche i rivoluzionari grillini dietro l'apparente ganache fanfarron di alcuni elementi si sono strutturati in maniera tale che ci sia sempre un Orellana (un soggetto mitico con quella sua aria da impiegato del catasto) pronto a fare il controcanto ai toni epici e a ricordare che loro sono lì  a dare il loro contributo alla stabilizzazione del sistema. Non alla sua demolizione. Alla faccia del siete circondati, dell'apriscatole e  della revolucion !  Questa apparente schizofrenia delle frange apparentemente ( scusate la ripetizione ma ce ne saranno altre) più cazzute, porta a un ricorrente avvicendamento di pifferi che arrivano apparentemente per suonare ( il movimento qualunquista di Giannini- la lega Nord e adesso il M5S) e che vengono regolarmento suonati, divenendo anche formalmente e non solo sostanzialmente parte del sistema che dovevano apparentemente abbattere. E a quel punto le apparenze sono finite. Adesso un nuovo soggetto ha fatto irruzione sulla scena, una  new entry. Inattesa ? Già programmata da tempo ? Mah, vai a saperlo. Una cosa è certa, non sarà quella che farà la rivoluzione in Italia e lo si è già capito, purtroppo. I vertici della protesta, peraltro esposti per vicende personali a fin troppe tentazioni, sono già stati presi in cura dagli appositi uffici governativi e divisi, e se da una parte abbiamo un Ferro che incarna il difficile ruolo di  tribuno del popolo filo governativo, dall'altra abbiamo un Calvani che gira in Jaguar fra le sue truppe d'assalto...E NON CI SONO GIUSTIFICAZIONI PER QUESTO ! Nel naufragio di queste mezze tacche brilla solo la figura di Simone Di Stefano immolatosi in un gesto simbolico, fatto apposta per dimostrare agli altri due di che pasta è fatto un leader.  Insomma  abbiamo a che fare con i soliti pisciabalconi che troviamo ogni due per tre leggendo la cronaca delle italiche vicende degli ultimi secoli. Una cosa però è successa ed è da lì che si parte.  La borghesia italiana, i ceti produttivi stremati,  hanno preso coscienza della loro agonia, si sono resi conto che dovrnno battersi e hanno compreso (forse) di avere la forza risolutiva per ribaltare la situazione. Certo i deliri del triumvirato non aiutano ma dureranno la spazio di qualche altro giorno, poi vivaddio questa storia verrà archiviata e il magma riprenderà a bollire nel cratere.  La soluzione è FUORI DA QUESTO SISTEMA, dentro c'e solo la morte, quando tutti l'avranno compreso il vulcano sottomarino si riveglierà. Attendiamo pertanto l'arrivo del predestinato che dubito sarà un comico e con esso  l'inevitabile tsunami che tutto travolgerà conducendoci  verso la terra promessa. Senza se, senza ma  e senza l'illusione che si possano produrre cambiamenti senza dolore e senza sofferenza. La rivoluzione non è un pranzo di gala. Non lo dico io, lo disse uno che se ne intendeva di queste cose: Mao Tze Tung. 

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