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di Gianni Fraschetti -

 

 

Le disgrazie non viaggiano mai da sole. Non so dove affondi le sue motivazioni questa vecchia massima ma purtroppo e' maledettamente reale. Le disgrazie non viaggiano mai sole e nel caso dell' Italia di questi tempi pare abbiano formato un convoglio del quale non si intravede la fine. Come tutti avrete saputo lo sciame sismico ha iniziato ad interessare anche le regioni meridionali della nostra Penisola ma pare che non sia nemmeno questo l' elemento di maggiore pericolosita'  individuato dagli esperti.

Nel Tirreno meridionale, a circa 140 chilometri dalle coste della Sicilia ed a 150 chilometri ad Ovest della Calabria, e' infatti collocato, sul fondo del mare, il piu' esteso vulcano d' Europa. Il vulcano Marsili.

Con i suoi 70 chilometri di lunghezza e 30 di larghezza, per una superficie di 2.100 chilometri quadrati, il Marsili rappresenta un convitato di pietra che non va assolutamente sottovalutato nella sequela di eventi naturali che sembrano accanirsi contro di noi. Insieme al Magnaghi, al Pavilov ed al Palinuro, il Marsili e' uno dei vulcani piu' pericolosi del Mar Tirreno e nel Febbraio del 2010 la nave oceanografica Urania del CNR ha rilevato che.......una regione significativamente grande della sommita' del Marsili, risulta costituita da rocce di bassa intensita' fortemente indebolite da fenomeni di alterazione idrotermale ccosa che farebbe prevedere un evento di collasso di grosse dimensioni......

Qui di seguito riportiamo i pareri piu' significativi espressi da i piu' eminenti ricercatori.

 

 

PERICOLO TSUNAMI NEL TIRRENO

 

La terribile ondata di terremoti che sta colpendo il nostro Paese da ormai una decina di giorni è una tragedia di proporzioni immani: morti, feriti, sfollati, edifici crollati parzialmente o del tutto… rimettersi in piedi e ricominciare è dura, soprattutto perché, mentre si stava cominciando a farlo, è arrivata la seconda ondata, ieri. Pare una beffa amara, dunque, la notizia che si sta diffondendo in queste ore: le catastrofi naturali potrebbero non essere finite con i terremoti.  L’allarme infatti riguarda anche il vulcano Marsili, uno dei vulcani sottomarini che si trovano nelTirreno: a quanto rilevato la sua attività si è risvegliata, ed ora la preoccupazione è per lo tsunamiche potrebbe originarsi da una sua eruzione e conseguenti eventi franosi sui suoi versanti, onda anomala che colpirebbe le coste meridionali che si affacciano sul Tirreno, appunto e' stato il professor Franco Ortolani, direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio ed ordinario di Geologia presso l’università Federico II di Napoli, a notare questa attività e a lanciare l’allerta. Chiaramente è importante, pur dedicando molta attenzione a ciò che avverrà nel Marsili, evitare facili allarmismi: come ha dichiarato lo stesso Ortolani è fondamentale organizzare, nel più breve tempo possibile, dei ‘sistemi di difesa dei litorali‘. Ortolani dà un’idea di come si realizzano tali sistemi mediante uno studio approfondito pubblicato sul Portale Meteo del Mar Mediterraneo, con il quale collabora da diverso tempo.

Secondo l’idea del professore, si potrebbero sfruttare le isole dell’arcipelago delle Eolie come delle vere e proprie ‘sentinelle’, che possano preannunciare con un tempo sufficiente all’organizzazione l’arrivo dell’onda anomala. Questo studio è stato definito dal professor Ortolani in seguito al maremoto verificatosi il 30 dicembre del 2002, e che aveva colpito Stromboli, le isole nelle vicinanze e anche le coste della Sicilia vicino a Milazzo e quelle campane di Marina di Camerota. I dati raccolti in quell’occasione e pubblicati dal dipartimento di fisica dell’università di Bologna e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma hanno rivelato come, negli ultimi duemila anni, sono stati 72 i movimenti anomali del mare che si sono abbattuti lungo le coste del nostro Paese.

Gea Ferraris

 

IL VULCANO MARSILI TRA SCIENZA E PROFEZIE

Tempo di terremoti, tempo di allarmismi. Può uno sconosciuto (alle grandi masse) vulcano sottomarino salire alla ribalta web come nuovo apocalittico spauracchio? Il Marsili, vulcano sottomarino del Tirreno, negli ultimi anni detiene l'invidiabile titolo di "principale possibile causa della fine del mondo". Almeno per quanto concerne blogger italioti.

Ventuno maggio 2011, poi rimandato al 21 ottobre dello stesso anno, per poi slittare nel maggio 2012, ed in questi giorni "ritornato" minaccia a furor di popolo web in seguito allo sciame sismico in Emilia. In attesa di nuove profezie apocalittiche, cosa c'è di vero e cosa renderebbe il Marsili cosi pericoloso?

Per chi non lo conoscesse, il Marsili è tra i principali edifici vulcanici sommersi attivi del vecchio continente. Di dimensioni notevoli, si estende per circa 70 kilometri, è largo 30 e si innalza dal fondale marino per un' altezza di circa 3 mila metri nel Tirreno meridionale, a poche centinaia di kilometri dalle coste di Calabria e Sicilia. A partire dal febbraio 2010 il mondo scientifico, con la campagna della nave oceanografica Urania del Cnr, ha iniziato a "prendersi cura" del gigante sottomarino, in virtù di indagini che misero in evidenza come la struttura non fosse particolarmente stabile e la camera magmatica in fase di ricarica.

In particolare le frequenti frane sottomarine - in seguito all'attività vulcanica e all'apertura di nuove bocche - hanno allarmato gli scienziati, che hanno considerato reale, in caso di un eruzione vulcanica, la possibilità di crolli di materiale anche di notevoli quantità, con il rischio di tsunami di diversi metri che in poche decine di minuti potrebbero raggiungere le coste delle regioni del Tirreno meridionale. L'allora Presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Boschi dichiarò che: "Le ultime indagini compiute dicono che l'edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ciò ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all'improvviso. La caduta rapida di una notevole massa di materiale potrebbe scatenare un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando disastri".

Il rischio è dunque reale, come confermato dal Prof. Franco Ortolani ordinario di Geologia della Federico II di Napoli, che in questi anni ha evidenziato come le carenze in fatto di prevenzione e difesa costiera potrebbero risultare fatali nel caso in cui si verificasse un evento anche non necessariamente di portata "globale" tanto cara ai catastrofisti. Sono infatti molteplici gli tsunami causati da crolli sottomarini, di cui si ha evidenza geologica, a dimostrazione della delicatezza del nostro sistema di edifici profondi, di cui il Marsili è solo una componente.

Un monitoraggio che dura da diversi anni e che ha messo in evidenza rischi potenziali, non è certo la premessa all'apocalisseseppur, da italica tradizione, i numerosi avvertimenti scientifici sono stati più ascoltati dal web in tutte le sue sfaccettature, che dalle istituzioni, per quanto concerne la redazione di piani di prevenzione. La natura, è bene ribadirlo, non segue profezie di popoli lontani, versetti delle sacre scritture di qualsivoglia religione o santoni e veggenti vari. Nessuno può affermare con certezza la data di un eruzione, soprattutto quando le suddette date vengono estrapolate per via "cabalistica" da questa o quella ipotetica profezia.

Sarebbe certamente più produttivo invece di "sparare" date a raffica (per il calcolo delle probabilità qualcuno potrebbe addirittura "prenderci") magari esercitare maggior pressione istituzionale affinchè si inizino a pianificare quelle misure che, nel caso di eventi naturali potenzialmente pericolosi, possano mettere in sicurezza le popolazioni scongiurando l'ennesima giornata di lutto nazionale.

Diego Civitillo, geologo

 

 

 

Siamo stati i primi, più di due anni fa, a sottolineare i rischi provenienti dalla presenza nel mar Tirreno del vulcano Marsili che, come spiega questo bellissimo articolo di Daniele Ingemi, è una delle principali e costanti fonti di rischio-tsunami del mar Tirreno e di tutto il Mediterraneo.
Poi, grazie al lavoro del prof. Franco Ortolani, nostro collaboratore nonchè ordinario di geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, abbiamo pubblicato un editoriale intitolato Le coste italiane a rischio tsunami e la legge che verrà… il giorno dopo che ha suscitato estremo interesse, con centinaia di migliaia di letture, e ha posto l’argomento-Marsiliall’attenzione della società civile.

In questi giorni che seguono la tragedia dell’Emilia Romagna, su gran parte d’Italia si sta diffondendo sempre di più una sorta di psicosi-sismica, come dimostra quanto accaduto ieri in Sardegna ostamattina a Firenze. Su molti giornali, e di conseguenza sui social network che tendono sempre ad amplificare le notizie, ingigantendole e dando così vita a bufale colossali, si parla di un “risveglio” proprio del Marsili che, secondo questi articoli, si sarebbe risvegliato e starebbe per provocare un’imminente maremoto lungo le coste del sud.
Noi di MeteoWeb che del Marsili ci siamo sempre occupati anche in tempi non sospetti, e che monitoriamo la situazione giorno dopo giorno ormai da molti anni, possiamo fare chiarezza sull’argomento innanzitutto garantendo che il Marsili non si è assolutamente risvegliato, è laggiù fermo e inabissato, sempre silente così come l’abbiamo conosciuto grazie al lavoro e alle ricerche degli studiosi che ci rivelerebbero subito un suo eventuale stato di risveglio.
Detto questo, e quindi tranquillizzando un pò tutti sulla situazione dell’immediato, dobbiamo anche confermare ogni rischio potenziale provocato da questo vulcano, e in primis quello degli tsunami.

Nella nostra intervista esclusiva al dott. Marcello Martini, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano, realizzata il 30 giugno scorso, nel 2011 abbiamo chiesto all’esperto che ne pensa dei vulcani sommersi presenti nel Tirreno, se secondo lui determinano un fattore di rischio. La risposta di Martini è stata chiarissima, ed è assolutamente valida ancora oggi:

Sì, se n’è parlato di recente: il Marsili è una possibile fonte di tsunami. Anche il Vavilov: sappiamo che “ne manca un pezzo”, cioè in passato su una sua dorsale c’è stata una grande frana. Il rischio tsunami c’è come per le Eolie, basti pensare allo Stromboli e a quanto accaduto il 31 dicembre 2002 quando una frana lungo la sciara del fuoco determinò un maremoto in tutto il tirreno: per fortuna era dicembre e non agosto, altrimenti chissà cosa sarebbe potuto succedere. Comunque siamo molto più preoccupati del Vesuvio, anche come possibilità, rispetto ai vulcani sottomarini del Tirreno, in quanto i problemi immediati sono molto più elevati. Per quanto riguarda il Marsili, il Vavilov e gli altri vulcani sommersi nel Tirreno, pensiamo da anni allo sfruttamento dell’energia geotermica. Pensate che il Marsimi il più grosso vulcano d’Europa con una base di oltre 170 chilometri: si potrebbe sfruttare proprio l’energia geotermica. Però forse ci sono molte zone più accessibili sulla terra ferma. Anche sui Campi Flegrei stiamo facendo uno studio simile: sarà scavato un piccolo “pozzo” per studi fino a quasi 4 mila metri di profondità, non sarà verticale perchè dopo mille metri devierà verso il centro della principale caldera flegrea, partendo dai bordi. Vedremo cosa ne verrà fuori“.

Secondo le ultime novità, entro il 2015 il Marsili sarà un produttore straordinario di energia pulita, ma a prescindere da questo, non possiamo che confermare tutti i potenziali rischi di tsunami come ha spiegato proprio il prof. Ortolani nel suo editoriale sul Marsili e anche lo scorso anno il 16 agosto, esattamente un anno dopo il terremoto di Lipari, con un articolo altrettanto pregevole dal titolo Tsunami: anche l’Italia è a rischio. Tanti campanelli d’allarme, ma poca prevenzione. Anche in occasione del nostro pesce d’aprile di quest’anno, il prof. Ortolani ha voluto sottolineare, con queste dichiarazioni, che il problema è reale. Pochi mesi prima anche noi su MeteoWeb, come sa bene chi ci segue da sempre, abbiamo realizzato lo ‘Speciale Tsunami‘, un lavoro editoriale esclusivo e approfondito realizzato con l’intento di sensibilizzare sui rischi dei maremoti di casa nostra.
In pochi lo sanno, ma gli tsunami hanno sempre caratterizzato la storia dell’Italia, anche quella più recente (in coda all’articolo tutti gli articoli del nostro ‘Speciale’). E sicuramente ce ne saranno altri in futuro. Ma non è possibile sapere come e quando. E, di sicuro, il Marsili non si è ancora risvegliato…
In giorni così concitati dal punto di vista mediatico su questi argomenti, non fidatevi delle notizie fornite da blog con indirizzi strani e da sitarelli realizzati dal “primo che capita” (con tutto il rispetto…). Le bufale sono dietro l’angolo. Come il Marsili “risvegliato”.
Per adesso, in realtà, sta ancora dormendo.
Ed è meglio così…

Fonte: METEOWEB

 

E su questa nota di ottimismo chiudiamo la panoramica su questo vulcano sommerso che e' sconosciuto ai piu' ma che incombe sul nostro futuro almeno quanto la faglia di S. Andrea per i californiani. 

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