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Di Riccardo Ghezzi, il 6 novembre 2013 -

30082013173807Mario Diana, ex capogruppo in Regione del Pdl ora alla guida del gruppo “Sardegna è già domani”, e Carlo Sanjust, consigliere del Pdl nonché presidente della Commissione Cultura, sono entrati di diritto nella storia della Regione Autonoma di Sardegna. Si tratta infatti dei primi due consiglieri regionali arrestati con l’accusa di peculato. Mai era successo, in Sardegna, fino ad ora. Ma al di là dello spiacevole precedente storico, nelle 55 pagine di ordinanza firmata dal Gip di Cagliari Giampaolo Casula si legge di tutto: tra i rilievi che l’accusa muove ai due consiglieri arrestati, anche l’acquisto di libri di lusso per una cifra che si aggira intorno ai 41.000 euro. Libri, ovviamente, non destinati al Gruppo Consiliare. Tutto riportato sui giornali locali.
Di più: il provvedimento di custodia cautelare è scattato a causa dei rischi di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato di peculato, come da ordinanza.
Un rischio che per altri consiglieri regionali, evidentemente, non sussiste. Così come nulla si sa, neppure tramite i giornali locali, sulle spese incriminate sostenute da questi ultimi.
Eppure gli indagati del Pd e di Idv, in Sardegna, ci sono eccome. E non sono due, ma 33: gli ex Margherita Antonio Biancu, Giuseppe Luigi Cucca (attuale senatore Pd), Giuseppe Cuccu, Marco Espa, Giovanni Giagu, Gavino Manca, Marco Meloni (deputato Pd eletto in Liguria), Franco Sabatini, Simonetta Sanna, Mariuccia Cocco, Francesco Sanna (deputato Pd), Giommaria Uggias (europarlamentare Idv); gli ex Ds Francesca Barracciu (candidata governatrice, europarlamentare e vicesegretaria regionale del Pd), Alberto Sanna, Antonio Calledda, Angela Corrias, Franco Sanna, Vincenzo Floris, Silvio Lai (senatore, segretario regionale del Pd), Salvatore Mattana, Gian Battista Orrù, Nazareno Pacifico, Giuseppe Pirisi, Siro Marrocu, Giacomo Spissu (ex presidente del Consiglio regionale) e Renato Cugini; gli ex di “Progetto Sardegna” Mario Bruno (attuale vicepresidente del Consiglio regionale), Elia Corda, Alessandro Frau, Gian Luigi Gessa, Stefano Pinna, Chicco Porcu; infine l’ex Udeur Carmelo Cachia.
Tutti nomi di indagati per peculato, evidentemente non destinati ad entrare nella storia della Sardegna come Diana e Sanjust.
Eppure, al lettore più attento non sfuggirà la presenza nella lista di Francesca Barracciu, che appena pochi giorni fa, il 29 settembre, ha vinto al primo turno le primarie del centrosinistra per la candidatura alla presidenza della regione Sardegna con il 44,29% delle preferenze, pari a 22.808 voti totali.
Sarà dunque lei la candidata a guidare la regione per il centro-sinistra. 

 

Fonte: QELSI

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