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(ANSA) - ROMA, 5 FEB - Il ministero dell'Interno indiano è d'accordo che per il caso dei marò non sia invocata la pena di morte, ma che sia comunque utilizzatala la legge antipirateria (Sua Act) che la prevede. Ora la questione passa al procuratore generale Vahanvati, che dovrà quindi riuscire a risolvere tale discordanza. 

staf.jpgE questa è la notizia, così come la riporta l'ANSA. Dunque la telenovela continua, con la comparsa di nuovi personaggi ( Barroso-il Ministro degli esteri tedesco) come in ogni soap-opera che si rispetti. Sorge però spontanea una domanda, se in India è il governo a decidere "dei delitti e delle pene", di quale democrazia del cazzo e di quale giustizia hanno cianciato fino ad ora i politici italiani ? In quale paese mai è il governo a ispirare e pilotare indagini e sentenze ? E noi abbiamo abbandonato i nostri soldati in mano a simili trogloditi... Sarebbe gradita una risposta da Enrico "l'arabo". (G.F.)

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