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libia.pngIl Cnt insiste, la Libia è una. Ma la realtà è ben latra cosa. Martedì l’ultimo leader senussita in vita nel territorio libico, “erede” della tribù che ottenne la corona libica nel 1951 con Idris I (fino alla rivoluzione capeggiata dal giovane Muammar Gheddafi nel 1969), Ahmed Zubair al Senussi, ha tagliato corto: la divisione del Paese è già una realtà e il Cnt nega l’evidenza. Qualche settimana fa, a Bengasi, in migliaia tra rappresentanti delle tribù e comandanti delle milizie libiche hanno proclamato la semi-indipendenza della Cirenaica in una cerimonia ufficiale. Un Congresso del popolo ha ratificato il Consiglio provvisorio per la Barqa (Cirenaica, ndr) e ha dichiarato l’autonomia dal governo centrale di Tripoli chiedendo il ritorno al sistema federale abrogato nel 1963. I secessionisti hanno nominato loro leader lo sceicco Ahmed Zubair al Senussi (foto), che martedì ha indirizzato un chiaro messaggio ai nuovi amministratori libici: “Il Cnt di Tripoli ci attacca perché chiediamo l’autonomia, ma il federalismo in Libia è già una realtà solo che nessuno lo dice”. Parlando al giornale libico New Quryna, al Senussi ha spiegato che “in realtà in Libia oggi ci sono già due regioni che hanno piena autonomia, quelle di Misurata e Zenten. Misurata si gestisce come se fosse una regione federale o uno stato a parte, gestisce i voli aerei senza dare conto al Cnt di Tripoli. Le sue milizie impediscono inoltre l’ingresso in città ai suoi stessi abitanti fuggiti durante la rivoluzione contro Muammar Gheddafi”. Mentre per quanto riguarda Zenten, è risaputo che “la sua tribù controlla l’aeroporto di Tripoli e agisce in piena autonomia”. I miliziani di Zenten sono, tra l’altro, quelli che tengono sotto chiave Seif al Islam Gheddafi e che si rifiutano di consegnarlo alle “autorità” capeggiate da Mustafa Abdel jalil. “Chi invece non controlla nulla – ha infatti affermato al Senussi - sono proprio i governanti del Cnt”. In conclusione, secondo il capo tribale di Bengasi “esistono già due regioni autonome che però non hanno mai annunciato la loro autonomia pubblicamente e preferiscono agire in silenzio. La differenza tra noi e loro è che noi lo abbiamo fatto pubblicamente”. L’autorità del Cnt è talmente blanda che, come accadeva anche durante il conflitto, qualunque funzionario rilascia dichiarazioni poi puntualmente smentite dai diretti interessati. È accaduto ieri riguardo al caso di un altro al Senussi, in questo caso Abdullah, l’ex capo dell’intelligence libica ai tempi del colonnello Muhammar Gheddafi arrestato venerdì scorso in Mauritania. Mercoledì il vice premier libico Mustafa Abu Shakour aveva annunciato che la Mauritania avrebbe acconsentito all’estradizione di Senussi. Notizia duramente smentita proprio ieri da fonti diplomatiche mauritane, le quali hanno fatto sapere Nouakchott “non ha preso alcun impegno verso nessuno in merito all’estradizione di al Senussi”. 

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