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io

di Gianni Fraschetti

 

La borghesia italiana e' destinata a fare una brutta fine, pessima. 

Pur  rappresentando poco meno dei due terzi dell'intera popolazione italiana, per qualche strana ragione non interessa ai partiti e dalle prime dichiarazioni d'intenti di questi giorni, dichiarazioni di natura squisitamente elettorale, ovviamente,  pare che nessuno si  sia addirittura accorto che esiste e che le proporzioni sono quelle che ho appena detto.

Sauron/Monti, il grigiocrate, si occupa soltanto degli oligarchi come lui: li candida, li coccola, ne difende i privilegi a spada tratta ed  è pronto, potete scommetterci, ad imporre nuovi e pesanti  sacrifici alla classe media pur di aiutare la sua classe di appartenenza.  D'altronde una classe non tradisce mai se stessa ed il famoso "studenti e operai uniti nella lotta" che infiammo' le piazze italiane ed europee nel '68 e' finito poi come sappiamo proprio in virtu' di questo assioma ed i Gad Lerner, i Paolo Mieli, i Paolo Liguori e le decine di "maitre a pensair" del potere, tutti provenienti da quelle frange di studenti "fintorivoluzionari" sono qui a ricordarcelo con la loro stessa presenza. Passati dall'eskimo al cappotto di cammello e dalla kefiah alla sciarpa di cachemire nel breve volgere di un battito di ciglia. Altro che uniti agli operai....'nto culo agli operai. Tutto legittimo, certo, ma almeno non ci scassassero i coglioni con quel loro affettato progressismo da quartieri alti. Il progressismo alla Gianni Agnelli, straordinario ed inarrivabile interprete della categoria, "..vista da qui la sinistra e' bella..". Anche il Pdl è impegnato a fondo per allestire un programma elettorale assolutamente demenziale per una coalizione che deve recuperare almeno dieci punti. Un programma che non aiuta minimamente il ceto medio ma tutela, e come ti sbagli,  i grandi patrimoni  e tenta di garantire nel contempo la sopravvivenza dei più poveri, con quel minimo di Stato sociale che non favorisce certo la crescita ma evita quella morte per fame che tanto piace a Monti. E chi lo paga il conto delle brillanti idee di questi mentecatti ? I borghesi, il ceto medio.  Resta il Pd, il quale nemmeno a dirlo, si occupa ( a chiacchiere) delle fasce considerate più deboli: disoccupati, immigrati, carcerati, mentre  di fatto si prepara ad applicare l'agenda Monti in versione ancora piu' brutale  e ad accontentare cosi' i banchieri in tutte le loro pretese. Spalmeranno un  velo di sacrifici sui più ricchi, sottile sottile, quasi inconsistente, giusto per rivendicare l'equita' della loro azione ed appagare un occhio distratto, poi,  come è ovvio,   colpiranno duro sulla  borghesia. Come al solito. Una borghesia che  tace, come sempre o quasi sempre ha fatto nella sua storia.  I piccoli borghesi, ormai sempre piu' simili ai kulaki russi sterminati da Stalin, fanno quasi pena mentre vengono vigorosamente sospinti sull'orlo dell'abisso e  sempre più schiacciati verso la soglia della povertà. I poveretti si illudono ancora, pero', e sperano che il Pd e Sel difenderanno anche loro e non solo i clandestini. Poveri illusi, in molti, troppi, non hanno ancora capito che il conto di tutto lo pagheranno loro.

L'alta borghesia, al contrario, sogna sempre di fare il salto di qualita' definitivo e di entrare a far parte, in maniera stabile ed organica,  del mondo dei ricchi e  dei potenti e dunque è pronta a tutto. Anche a dividersi tra Monti e Bersani, che poi alla fine sara' la stessa cosa, vedrete, ed e' interessante a tale proposito andare a vedere le percentuali di voto, in passato, nei quartieri metropolitani abitati da questa fauna ibrida. A Roma rappresentava il vero zoccolo duro di Rutelli e Veltroni, la quintessenza del marciume morale. Il vero generone ricco ed analfabeta con tutto l'immancabile codazzo di finte bionde.  La parte più consistente della borghesia è pero' rappresentata  da quel ceto medio che veramente, ormai, non ha più speranze, che e' stato condannato a a morte  e pur trovandosi in attesa dell'esecuzione,  non ha ancora realizzato che e' arrivato il momento di avere veramente  paura. E continua  quindi ad interrogarsi, a porsi domande stupide e si muove ancora di meno, convinto forse che l'immobilita' lo renda trasparente allo sguardo dei suoi  carnefici. Si indigna contro i politici a comando, con frasi fatte e domande retoriche. Essendo fondamentalmente stupido   non capisce perché Monti massacri le famiglie con tasse e balzelli vari ed  e', fortemente ed a parole, tentato dall'astensione, anche se poi c'e' da scommettersi che andra' disciplinatamente a votare, magari e soprattutto per il proprio boia. Non mi stupirei. Di fronte ad un silmile atteggiamento, ad una paralisi totale del pensiero e dell'azione e ad una rassegnazione che  trova il momento di suo massimo dissenso in un mugugno al bar durante il rito del cappuccino o in una dichiarazione pro Grillo postata su Facebook o Twitter, i partiti non trovano certo alcun motivo di particolare interesse  a prendere posizione per  difendere un ceto sociale che di suo non fa nulla per tutelarsi. Un ceto che non riesce a  parlare chiaro e far contare i propri numeri mentre e' ridotto a fare addirittura  sacrifici per comprare l'ultimo telefonino.  Un ceto che si nutre di ignoranza e di illusioni e sta andando dritto al massacro senza avere capito nulla e senza avere nemmeno la percezione di quanto sta accadendo. Un ceto vigliacco ed egoista per nulla disposto a battersi, nemmeno ora che si trova con le spalle al muro e cosi' diviene  causa unica del male che lo sta per cogliere. Immobile sul patibolo a tremare, a sperare ed a pregare che avvenga un miracolo,  ma Dio, e' risaputo, non ama i codardi e dunque, o trovano le risorse morali per battersi, adesso, finche' sono in tempo per farlo, oppure, se pensano che qualcuno levera' loro le castagne dal fuoco...... 'nto culu !  Che mai come in questa occasione ci sta bene.

 

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