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di Gianni Fraschetti -

 

Allorche' si spensero le luci ed il MSI-DN usci' di scena per lasciare il suo spazio politico, che presupponevamo ingrandito di molto, ad AN,  l' allora Segretario Nazionale del MSI Gianfranco Fini utilizzo' una allegoria struggente per descrivere quanto stava avvenendo, "....andiamo via dalla casa del padre, sapendo che non vi torneremo mai piu'...".

Una vicenda umana e politica che aveva coinvolto milioni di persone, ostinatamente determinate a non lasciare che tutto andasse perduto e che avevano difeso, talvolta fino all' estremo sacrificio, i valori fondamentali intorno ai quali si costruiscono una societa' civile ed una Patria, trovava quella che  sembro' allora la sua logica fine. Non pareva infatti  avere piu'  senso, nella nuova Italia che stava prendendo forma, il mantenimento di un partito di militanti quale era stato il MSI, impermeabile agli agenti esterni e costituito essenzialmente da personale politico che solo oggi comprendiamo appieno di quale tempra fosse. Duri, determinati, incorruttibili, gli uomini e le donne del MSI conferirono al movimento che si ando' formando nei primi anni '90 la necessaria solidita' di base che permise quello che a tutti sembro' un miracolo ma che miracolo non fu, non almeno nei termini che solitamente vengono dati a questa espressione. Sara' allora il caso di sfatare un' altra leggenda, non fu infatti Berlusconi a sdoganare il MSI ma fu il Cavaliere a trarre coraggio e motivazioni dall clamoroso successo di questo piccolo partito che si batte' solo contro tutto il Centrosinistra schierato, la ormai mitica "gioiosa macchina da guerra" di occhettiana memoria, a Roma, a Napoli ed in tutte le grandi citta' che andavano al voto amministrativo nel pieno della transizione politica che stava avvenendo. Una transizione che allora come oggi, vedeva la sinistra schierata ed organizzata con le sue milizie, i suoi centri di potere, il suo sistema mediatico ed i suoi non pochi sponsors, appoggiata a tutto campo dai "poteri forti" della finanza internazionale  determinata a svendere l' Italia a prezzi di realizzo e ad annientare un avversario ormai allo sbando ed in fase di dissoluzione. A quel tempo era il pentapartito , oggi e' il PDL e tutto cio' che ad esso ruota intorno.

Allora la salvezza per l' Italia venne da destra, da quella destra estrema per anni emarginata, vessata e perseguitata ma che evidentemente costituiva una riserva morale di valori eterni e di principi irrinunciabili dalla quale la Nazione sfinita  attinse a piene mani, trovando la forza necessaria per alzarsi in piedi ad affrontare coloro che, nella riunione sullo yacht Britannia, erano stati deputati a governare ed a smantellare l' Italia. Il centro sinistra venne clamorosamente battuto e con esso quei poteri che oggi ci stanno nuovamente  sospingendo nell' abisso  e  per un attimo sembro' che il futuro non fosse piu' cosi' tragicamente scontato come pochi mesi prima. 

Non sappiamo cosa sia poi accaduto  e per quale motivo il libero mercato sia divenuto la musa ispiratrice anche delle correnti di pensiero piu' direttamente collegate alla dottrina sociale, anche dei custodi di quella ortodossia per mezzo della quale paesi come l' Argentina stanno lentamente ritornando alla vita. Non lo sappiamo ed a questo punto non ha piu' nemmeno tanta importanza saperlo. Abbandonata la casa del padre anche il ricordo dell' insegnamento paterno divenne meno pressante  e si fece sempre piu' indistinto ed il potere corrompe, purtroppo.

Le cose sono quindi andate come sono andate ed abbiamo messo insieme le pere, le mele e le banane conteggiandole come se fosse la stessa roba, fino a giungere alla peggiore delle diaspore, quella nella quale anche i semi si sono separati dal loro frutto e se ne sono andati, ognuno per proprio conto.

La Nazione oggi come allora e' in agonia ma non esiste piu' una destra forte, seppur numericamente esigua, una destra rocciosa, incorruttibile e portatrice di un patrimonio semplice da comunicare e trasmettere nel suo valore immenso. Quella destra aveva infatti lasciato la casa del padre ed intrapreso una lunga marcia che avrebbe dovuto consegnarla alla modernita' ed al futuro, dopo essersi ripetutamente mondata al lavacro delle  abiure e degli  atti di costrizione.

Non era pero' arrivata  alla modernita' ed al futuro ma in un luogo indefinito ove non c'era proprio un bel nulla. Non c'era nulla da dire, nulla da pensare, nulla da fare ed in compenso  di tutto cio' inizio' a perdere malinconicamente  un pezzo dopo  l' altro lungo questo cammino verso il niente, fino a giungere ad uno sminuzzamento mai visto prima nel dopoguerra, durante settanta lunghi anni di storia.

Marcello Veneziani fa un elenco assai parziale dei frammenti nel suo appello a tutte le destre, anche perche' bisogna conteggiare nel novero degli "esodati" anche coloro che da quella famosa casa, dalla casa del padre, non vollero allora muoversi.....forse per pigrizia o forse perche' intuirono la portata della tragedia che stava per abbattersi su questa sciagurata Italia.

Oggi quella casa esiste ancora, era stata costruita da mani esperte e con solida pietra e resiste indomita alle bufere della storia ed alle ingiurie degli uomini. E' li', un po demode' forse ma basterebbe un bravo architetto  che comprendesse la cartesiana perfezione delle sue geometrie e se ne innamorasse per renderla piu' attuale e moderna che mai. Non si puo' cambiare il mondo intorno a noi  perdendo la percezione di noi stessi e delle nostre radici.      ".....Non tutto quel che e' oro brilla, ne' gli erranti sono perduti. Il vecchio che e' forte non si aggrinza, le radici profonde non gelano e dalle ceneri rinascera' un fuoco. L'ombra sprigionera' una scintilla e nuova sara' la lama ora rotta.....".  Tutti noi conosciamo questi versi a memoria e chissa' quante volte ce li siamo ripetuti nei momenti in cui tutto andava a pezzi intorno a noi. E' arrivato il momento di tornare TUTTI a casa e di riguardare il mondo con gli occhi di allora, quando eravamo forse piu' ingenui ma le cose ci apparivano sempre chiare, di una chiarezza cristallina e non avevamo poi cosi' tante difficolta' a discernere il bene ed il male. Perche' alla fine come sempre il problema e' tutto li'.

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