Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog

di Gianni Fraschetti

 

Folgore Insomma, avrei proprio sperato di poter lasciare perdere, che almeno per una volta, se non altro per rispetto ai morti, i poveri civili vittime del terremoto ed i militari caduti fino ad oggi nelle missioni che i Governi di questa Repubblica hanno loro affidato, alla fine questo starnazzare frenetico, questo abbaiare furibondo alla luna, questa paralisi delle facolta' mentali venisse finalmente meno.

All' improvviso, quasi andasse a recuperare nei  precordi i frutti di un condizionamento durato anni,  una parte del nostro popolo si e' pronunciata contro lo svolgimento della parata del 2 Giugno.

Ora intendiamoci bene, il 2 Giugno non e' poi una gran festa, anzi, tutt' altro. Questa Repubblica non e' poi questo gioiellino di cui andare fieri, specialmente di questi tempi ed i suoi esponenti, a partire dal presidentissimo, che tutti ci dovrebbe rappresentare ma che tra un po' non potra piu' palrlare nemmeno a nome della simpatica Cloe, non rappresentano assolutamente una classe dirigente intorno alla quale stringersi nei momenti di difficolta'.

Ma il 2 Giugno e' l' unica vera festa  che tutti gli italiani possono sentire propria. L' unico momento nel quale potremmo realmente sentirci fratelli e figli di una stessa madre. Alla fine questa Repubblica fu inevitabile e che ci piaccia o meno, e' da questa che dovremo ripartire, qualsiasi cosa il popolo italiano decidera' di fare del proprio futuro ( sempre che potremo ancora decidere qualcosa). Il 2 Giugno potrebbe e dovrebbe essere una festa di unita', di fratellanza e di speranza ed una festa che guarda speranzosa al futuro almeno quanto l' altra grande festivita' laica, il 25 Aprile, e' un momento di feroce  divisione e di contrapposizione nella quale si guarda al passato col suo fardello terribile di sangue. Eppure nessuno si sarebbe permesso di chiederne il non festeggiamento. Nessuno avrebbe mai nemmeno osato ipotizzare di chiedere ai nostri partigiani, ai nostri vegliardi, di rimettere il fazzolettino tricolore nel cassetto e di starsene a casa con un plaid sulle ginocchia. Ed a coloro che avrebbero timidamente avanzato questa proposta sarebbe stato  spiegato a muso duro che il modo migliore per onorare i caduti in Emilia era proprio quello di stare tutti insieme, stretti intorno ai simboli ( di parte ) ed agli uomini ( di parte ) che tanto avevano fatto per la nostra liberta'.

Orbene per il 2 Giugno invece cambiamo radicalmente prospettiva, visto che non abbiamo piu' i simpatici nonnini con i loro fazzolettini al collo a festeggiare ma le Forze Armate che certo avrebbero preferito un' altra data, magari il 4 Novembre ma che di buon grado accettano anche questa. Gli italian, e' risaputo,i non amano festeggiare le vittorie e dunque lasciata la sconfitta ai nonnini dell' ANPI rimaneva solo il 2 Giugno che comunque, essendo abbastanza neutra politicamente  e dunque ecumenica,  aveva caratteristiche idonee per divenire sul serio la festa degli italiani.

Tutto a Posto ? Nossignore, ma neanche per idea.... Per settanta anni un certo tipo di cultura ( e fa un po' specie chiamarla cosi' ) che guardava all' Unione Sovietica  come propria Patria ideale e si emozionava al suono di Bandiera Rossa, ci ha tormentato in tutti i modi perche' i militari non sfilassero il 2 Giugno, quasi dovessimo vergognarcene e negli anni '70 quel superbo e gagliardo statista che risponde al nome di Arnaldo Forlani, il padre politico di Pierferdy Casini, nonche' lo stesso leone che tutti ricorderanno belare con la bava alla bocca ( e c'era sul serio la bava ) di fronte all' incalzare tribunizio dell' allora PM Di Pietro, la soppresse con la scusa del terremoto in Friuli. Figurarsi se un democristiano avrebbe mai difeso un principio.

Francamente pensavamo che gli italiani fossero cresciuti e che quei tempi fossero finiti  ma evidentemente certi vizi sono duri da perdere ed alla prima occasione buona, non importa se facendo infame sciacallaggio sulla tragedia ancora in via di svolgimento,  tornano a galla e quel tipo di infame cultura riemerge nuovamente in tutto il suo triste squallore. La rete e' un tam tam di beoti che rilanciano il messaggio, no alla parata, dimenticando che quegli uomini in uniforme sono sempre i primi ad accorrere, rischiando la propria vita per salvaguardare quella altrui.

No alla parata ! Come se non fare sfilare qualche migliaio di soldati e manifestare loro il nostro affetto e la nostra vicinananza potesse sottrarre qualcosa ai terremotati emiliani.

Ci duole constatare che un fossile ideologico si aggira ancora per l' Italia travestito di una solidarieta' pelosa che da realmente il vomito. Sarebbe opportuno ricordare a questi sciagurati che l' Italia ha veramente molte poche cose delle quali andare fiera. Certo non della sua classe politica e del Sig.Mario Monti che ci ha condotti nel punto piu' basso della considerazione internazionale nei nostri confronti e non della sua classe imprenditoriale che tolti pochi e luminosi esempi e' composta da cialtroni avidi ed opportunisti. L' unica istituzione che da trenta anni a questa parte si e' giornalmente conquistata il rispetto incondizionato del resto del mondo sono proprio le tanto vituperate Forze Armate. Spedite ovunque nel globo, spesso per non dire sempre, a combattere guerre stupide, impopolari, lontane mille miglia dal nostro interesse nazionale, guerre volute dalla politica e non certo dai militari, sono state l' unica istituzione italiana a crescere fino a competere in efficienza con i nostri alleati piu' forti. Attualmente i nostri militari in servizio nel mondo rappresentano quanto di meglio la nostra gioventu'  riesca ad esprimere e mentre il resto del popolo italiano si dibatte in una crisi di valori che pare non avere fine i militari si propongono come una rocca protesa ben salda a sfidare il mare in tempesta, poggiando sui valori eterni che dovrebbero rendere l' uomo diverso dal resto del regno animale e si  confrontano alla pari ovunque e con chiunque nel mondo. La parata del 2 Giugno e' un modo per dir loro grazie per quanto fanno e per ricordare i loro caduti che non sono pochi. E' ben poca cosa ma evidentemente troppo per sessanta milioni di persone che si rifiutano ostinatamente di divenire un popolo.

 

Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: