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di Gianni Fraschetti -

 

Cipro è l’isola dove  nacque Afrodite, direttamente dai  flutti ribollenti di quel mare,  da  una bianca schiuma formata dall’incontro di quelle limpide  acque e dallo sperma di Zeus. E’ dunque  l’isola dell’amore, della bellezza e della sensualita’.  Questo narrano le leggende, per noi italiani  e per gli europei tutti  e' poi l'Isola di Famagosta, la cui strenua difesa "che resterà sempre monumento di gloria negli annali militari",  da parte dei veneziani di Marcantonio Bragadin, diede il tempo occorrente ad allestire la flotta cristiana che affronto' poi i turchi a Lepanto cambiando la storia d'Europa. E da qualche giorno e’ anche l’isola che ha avuto il coraggio di urlare e di votare no all’ennesima imposizione della Troika.

Quel coraggio,  che è invece mancato al parlamento italiano, che ha approvato tutte le porcate imposte dalla UE ed al popolo italiano che le ha accettate come sempre passivamente,  chinando il capo nella solita squalificante sottomissione servile. In silenzio. Cipro, dunque, ha respinto il furto legalizzato imposto dalla banda tedesca che voleva un prelievo folle nei conti correnti dell’isola.

La manovra è stata respinta al mittente ed  oggi dalla Germania si tuona contro l’irresponsabilità di Cipro. Ma, in realtà, i veri irresponsabili siedono a Berlino ed a Bruxelles. Gente che ha gia’ sulla coscienza centinaia di morti suicidi  in tutta Europa  a causa delle misure di austerita' imposte e che,  con una giustizia vera , sarebbe dovuta gia' finire  in galera per istigazione al suicidio di massa. Ma i magistrati, specialmente da noi, preferiscono occuparsi d’altro e non hanno tempo per chi si suicida o per i bambini greci che svengono a scuola per lo scarso apporto proteinico e calorico del loro regime dietetico. In parole povere svengono dalla fame quelle creature, nell’indifferenza del resto d’Europa che pare aver smarrito il senso ed il ricordo della propria storia.

La banda Merkel avrebbe voluto  adesso riproporre a Cipro la medesima situazione della Grecia. Creando povertà e disperazione in grande stile per salvare le banche. Tramutare l’sola di Afrodite, dell’amore e della sensualita’, dove riposano in pace centinaia di cavalieri cristiani caduti per salvare la nostra civilta', in una sorta di Cajenna finanziaria ove Il dolore sarebbe stato smerciato  all’ingrosso, la nuova specialita’ tedesca dell’ultimo ventennio.  Non gli e’ andata bene ma  da Berlino non mollano l’osso:  «Cipro non ha alternative», tuonano famelici con gli occhi iniettati di sangue e le narici  da usurai  dilatate dall’ usta  della preda. E non hanno capito un tubo, come spesso capita ai tedeschi. Su quest’isola volevano commettere  uno stupro, questo era il loro intento, ma i pochi  coraggiosi e dignitosi ciprioti li hanno fermati ed  hanno gridato, con voce sonora e chiara: “fuori i tedeschi dalla nostra terra”.  Le alternative mancano così tanto  ai ciprioti che, nel frattempo, stanno trattando con Putin che certamente  non è un benefattore, ma non è neanche ottuso come i nostri amici nordeuropei. Putin è disposto a  proteggere Cipro. Ma chiedendo qualcosa in cambio. Non i conti correnti dei ciprioti, ma diritti di sfruttamento degli idrocarburi trovati sotto il mare da cui nacque Afrodite o se preferite  Venere,  per noi latini. La Russia guarda al futuro e scommette sul  domani. La banda Merkel, che di fururo invece comincia ad averne poco, cerca di riempirsi adesso la pancia.  Piu’ che puo’.

E l’idiozia tedesca e di Bruxelles offre a Putin una chance clamorosa ed imperdibile di rafforzare le proprie posizioni nel Mediterraneo, proprio nel momento in cui la crisi siriana raggiunge il suo culmine.

L’Euro diviene quindi il nodo dei nodi, non solo per noi europei ma per il mondo  tutto, come mostra la reazione dei mercati ad un fenomeno che si svolge in un’isola minuscola ma decisiva, dove ci sono i turchi da una parte e i greci dall’altra. Come mille anni fa, prima che qualche genio si inventasse anche una Turchia europea. La flotta russa nel frattempo entra in forze nel Mediterraneo, si installa nel porto siriano di Tartus  ed incrocia di fronte alle coste cipriote mentre Berlusconi, che non e' piu' Premier ma aveva ancora grandi carte da giocare,  dimostrando di non capire veramente un tubo di politica pensa alle emorroidi invelenite del nostro Presidente della Repubblica e vaneggia  su piazze schierate in sua difesa che mai ci saranno se non nei  deliri suoi e del trio demenza, Alfano, Biancofiore e Santanche'. Il tutto  mentre a Cipro si decidono le sorti dell’Italia, del Mediterraneo e dell’Europa. Quest’ uomo  era un grande amico di Putin ma viene anche  da chiedersi se poi lo sia  ancora, dopo la figura ignobile che ha fatto con  la Libia e questa sua cronica incapacità di cogliere una grande opportunita’  per rilanciarsi a livello internazionale e riqualificare la sua immagine domestica ridotta ormai al rango di una patetica macchietta.

L’uomo, che ancora una volta gli elettori hanno graziato e premiato per cacciare Monti, il tedesco, infatti tace e cerca freneticamente improbabili alleanze  ed impossibili garanzie e salvacondotti da Napolitano che, da sempre al servizio dello straniero, aveva trovato  proprio nella Merkel  l’ultimo faro, addirittura il "buenritiro" dove ha trascorso le 48 ore successive al voto. Ma che modo di fare politica è questo ? Da patriota no di certo ma nemmeno da persona minimamente intelligente.  Era amico di tutti i più importanti uomini politici, da Algeri alle Repubbliche asiatiche ex sovietiche e  progettava condotte di gas dall’Asia fino ad Algeri, con Putin, Erdogan, i greci, Mubarak e Gheddafi. Una corretta visione strategica che avrebbe portato l’Italia alla indipendenza energetica . Bene, a distanza di un anno nel suo cervello si e' spenta la luce e  siamo oggi, il paese più solo nel suo mare. Solo ma ancora decisivo pur non contando niente. Decisivo per tutti, angloamericani compresi. Possibile che non lo capisca ?   Putin si appresta ad estrarre dal mare intorno a  Cipro il gas che servirebbe a noi mentre  abbiamo difficolta’ anche ad assicurare la regolarita' delle forniture minime dalla Libia.

L’ euro ha mostrato a Cipro, definitivamente, la corda e si appresta a fare le valigie. Speriamo per sempre. Se l’uso tedesco dell’euro sia imperialismo mascherato o mancanza nei tedeschi dei fondamentali dell’economia, è da stabilire, forse tutte e due. Certo e' che  stanno indebitando e rovinando l’Europa perché non sanno trattare correttamente alcuno scenario si pari loro davanti. Si sono accorti che l’euro è buono quando hanno visto affluire nelle loro casse, per via dello spread, somme inimmaginate che  hanno dato loro, a  tasso zero, il surplus per investire, innovare ed esportare. Addirittura in Cina.  La cosa è loro piaciuta assai  e vorrebbero che la questione restasse come e' e la pacchia durasse all’infinito  ma non sanno come fare ed alla fine conoscono solo il linguaggio della brutalita’, anche in economia. E adesso una piccola isola e alcune centinaia di migliaia di suoi abitanti li hanno mandati in tilt e li hanno cacciati  in un vicolo cieco dal quale avranno non poche difficolta' ad uscire. La questione cipriota offre a tutti  gli stati martirizzati dall’Euro l’occasione irripetibile per modificare sostanzialmente l’attuale stato delle cose. Liberiamoci di questa moneta maledetta ed il Partito Unico dell’Euro che riunisce quanto resta dell’Arco costituzionale, magistratura compresa, crollera’ come un castello di carte. E saremo liberi.

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