Condividi l'articolo Resistenza imputata all' Aja. Ipotesi di reato: genocidio: La malinconica profezia espressa da Piero Buscaroli nel suo bel libro ...
La malinconica profezia espressa da Piero Buscaroli nel suo bel libro, Dalla parte dei vinti (Mondadori) secondo la quale la memoria degli sconfitti del 1945 sarebbe stata per sempre condannata all’oblio non si avvererà.
In questo modo, l’International Criminal Court, la cui competenza si estende a tutti crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale, come il genocidio appunto, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, interverra' su una vicenda italiana che per tanti decenni è rimasta volutamente occultata dalla storiografia ufficiale ed è sopravvissuta solo grazie alla memoria dei sopravvissuti. Fino alla comparsa dei libri di Giampaolo Pansa quanti italiani conoscevano le tristi vicende della caccia al soldato repubblicano, che si aprì dopo il 25 aprile 1945 per protrarsi fino al 1946 e al 1947?
Pochi, pochissini. Soltanto i parenti delle vittime o quanti di noi avevano un amico o un conoscente che visse personalmente quella tragedia. A me capitò di avere questa triste «fortuna» e di apprendere dell’uccisione di un proprietario agricolo dell’Emilia, fucilato insieme al nipote dodicenne, con l’accusa di vaghe simpatie fasciste; della morte di un contadino del bellunese fatto fuori dopo aver rifiutato di vettovagliare una banda partigiana; e del linciaggio di alcuni giovanissimi «ragazzi di Salò», poveri quindicenni sbranati dalla primavera e che ora giacciono interrati nel Campo X al cimitero di Musocco a Milano. Ma di tutto questo fino a pochissimo tempo fa neanche un rigo sui libri di storia e ancora oggi nessun accenno nei manuali di scuola che vanno in mano ai nostri giovani. Come se nulla fosse accaduto.
Eppure autorevoli testimoni di quella guerra fratricida, che si trasformò in tiro al piccione, sapevano. Sapevano e tacquero. Benedetto Croce, ad esempio. Dalla lettura dei Taccuini di guerra del vecchio filosofo, editi solo nel 2004, emerge con forza il timore che la guerra partigiana possa trasformarsi in una rivoluzione «comunistico-socialista», che, in breve, avrebbe consegnato l’Italia a un altro totalitarismo, forse più spietato, come andava dimostrando con abbacinante chiarezza la «liberazione» di Polonia, Ungheria e degli altri paesi danubiani e balcanici, operata dalle truppe sovietiche, coadiuvate dalle formazioni partigiane comuniste. La rivelazione della strage di Katyn, avvenuta da parte dell’Armata Rossa, tra marzo e maggio del 1940, confermava in Croce questo timore, quando anche in Italia si era appreso dell’«eccidio fatto dai russi di migliaia di ufficiali polacchi, che erano loro prigionieri». La minaccia di una sovietizzazione imposta con la violenza, scriveva il filosofo, si avvicinava anche al nostro paese. Era già attiva nelle regioni orientali esposte alle violenze delle «bande di Tito». La si scorgeva serpeggiare nella gestione dell’epurazione antifascista delle strutture statali «maneggiata dai commissari comunisti» che tentavano di attuare «un’infiltrazione del comunismo», perpetrata «contro le garanzie statutarie, conto le disposizioni del codice, per modo che nessuno è più sicuro di non essere a capriccio fermato dalla polizia, messo in carcere, perquisito».
Tutto questo avveniva, in ossequio alla «rivoluzione vagheggiata e sperata». E sempre in ossequio a quel progetto eversivo, le regioni settentrionali dell’Italia, controllate dagli elementi estremisti del Cnl, divenivano il teatro di stragi di massa contro fascisti, ma più spesso contro vittime del tutto innocenti. L’8 agosto 1945 la famiglia Croce riceveva la visita di un conoscente «che ci ha commossi col racconto del fratello incolpevole, non compromesso col fascismo, ucciso con molti altri a furia di popolo a Bologna». Nella stessa pagina del diario, si annotava: «In quella città gli uccisi sono stati due migliaia e mezzo, tra questi trecentocinquanta non identificati».
Tra il vero antifascismo e resistenza si scavava, con questa testimonianza, un abisso profondo. Si alzava uno steccato, che soltanto la costruzione di una memoria contraffatta di quegli anni terribili ha potuto per molto tempo celare.
Ora la Corte dell' Aja squarcia il velo di complice omerta' calato come un sudario su tali efferratezze e forse, finalmente, tutta una serie di episodi che erano stati comunque giustificati verranno definiti per cio' che realmente furono. Crimini, senza se e senza ma.
2018 il mondo sta per essere sconvolto da mutamenti climatici. Per sfuggire alla fine imminente l'unica soluzione e' tentare di cambiare il passato ma qualcosa non funziona e la Seconda Guerra Mondiale si trasforma nell' arena dove uomini provenienti da diverse epoche si affronteranno per creare una nuova storia che non porti l' umanita' alla sua fine. Quanto realmente avvenne si fonde con quanto avrebbe potuto avvenire dando origine ad una avventura avvincente senza un attimo di tregua. Caput Mundi e' il primo volume di una trilogia cui seguira' tra breve il secondo: Oceani.
Per saperne di piu' sulla trama clicca qui: link
Potete acquistare CAPUT MUNDI qui :
La Feltrinelli link
Libreria Rizzoli-Corriere link
Ultima Book link
e presso tutte le principali librerie in rete.
Potete trovarmi su Twitter qui: link
Potete trovare la mia pagina Facebook qui: link
Potete trovare Caput Mundi su Facebook qui: link
Potete trovare Informare.OverBlog su Facebook qui: link
Spero che questo articolo e questo blog ti siano piaciuti. Se e' cosi' ti chiedo gentilmente di cliccare "mi piace" nella mascherina di Facebook che troverai qui sotto. Grazie