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Il museo degli orrori    "...nella lista Tsipras candidature non esaltanti, potrebbe finire come la lista Ingroia..." (cit.Rodotà...tà-tà)

 

tsipras

 

di Gianni Fraschetti -

 

Tra un morso a una tartina al caviale e un sorso di champagne, su quelle terrazze magistralmente descritte da Sorrentino nel suo "La grande bellezza", la nostra sinistra-sinistra si avvia a compiere la più grande operazione di trasformismo politico del dopoguerra.

Non più coccolata e vezzeggiata dalla borghesia illuminata del nostro paese, come ai tempi di Luciana Castellina e Lucio Magri, tra i primi grandi interpreti dell'intellettuale alla catalana (come l'aragosta), consci di suscitare ormai solo una vaga forma di disgusto negli elettori e che il volto sputacchiante di Vendola che reclama il suo diritto alla maternità induce la nausea, una legione di personaggi in cerca di autore ( e di una cadrega retribuita 500.000 euro l'anno tra lilleri e lalleri) si è spremuta le meningi fino a trovare la soluzione geniale. Ci facciamo greci !

Detto fatto un gruppo di "raffinati" intellettuali ( Camilleri-Flores D'Arcais-Moni Ovada-Barbara Spinelli), dei veri colossi del pensiero debole e mi scuserete se ho dimenticato qualche faccia di bronzo, si è costituito in "comitato dei garanti" (de che?) sotto l'aulico nome di "Verso la lista Tsipras". Ovvero si è preso il nome di un tizio che di fatto rappresenta la stampella del potere della Troika in Grecia (Tsipras vuole rimanere nell'Euro e riformare la UE da dentro!)  e lo si è trasformato in uno specchietto per i gonzi, nella speranza che colpisca l'immaginario collettivo dei sempre più stupidi italiani quasi fosse un Che delle Termopili.  Realizzato il contenitore e l'etichetta, mancava il contenuto e il sigillo di garanzia CE ma i nostri ormai erano scatenati. Liste da vero voltastamaco, oltre ai garanti che (sostiene Pereira) si dimetteranno dopo l'elezione per fare posto ad altri militanti, brillano la Sgrena, sempre più odiosa nelle sue farneticazioni contro i marò e sempre più dimentica del sacrificio degli uomini in divisa per salvare la sua inutile vita e Luca Casarini, sfolgorante nella sua nuova capigliatura sfrangiata  con un taglio sbarazzino e giovanile e pitturata rosso mogano. Tirato a lucido il nostro rivoluzionario svolazza da un salotto televisivo all'altro nella speranza di rinverdire i fasti che furono  e di poter finalmente pareggiare il conto con colui che lo fregò irrimediabilmente. Il buon Agnolotto o Agnoletto che dir si voglia, che da genova in poi si  legò a una poltrona di Strasburgo con l'attack.

A suggello di tutti poi il bollino qualità rilasciato dalla UE. Curzio Maltese, penna maestra della gazzetta degli illuminati, maitre a pensair della nostra brava borghesia di merda, quella che ha sempre guardato a sinistra, quella che quando possedeva il Messaggero e il Corriere della Sera  con i Perrone e con i Crespi, rilanciava senza soste  la  filososfia dell" "uccidere un fascista non è reato". Oggi fanno le cose in grande stile, non si limitano più a uccidere un fascista di tanto in tanto ma hanno gettato sessanta milioni di italiani  nella foiba del dolore, della miseria e della diperazione. E ne godono. E Maltese è uno dei cantori del sublime piacere di distruggere un popolo fin nelle sue radici. Eccovi servita Tsipras, auguri.

 

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