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unpostoalsole

 di Gianni Fraschetti -

 

Puntuali come ufficiali giudiziari gli sciacalli stanno calando sulla vicenda dei due maro'. Sono grassi, melliflui, untuosi e con gli occhi porcini;  non certo magri ed affilati, con gli occhi iniettati di sangue che brillano come braci nella notte, come uno se li immagina evocandoli con la mente ma tant'e', gli sciacalli te li becchi come capita, non te li puoi certo scegliere a piacimento e se fanno ancora piu' schifo del solito ci puoi fare poco.

Questa storia mi tocca da vicino ed ho pensato a lungo se scrivere qualcosa o lasciar perdere ma alla fine ho deciso.

E' giusto che la gente sappia  che gli sciacalli sono sempre pronti ad approfittare di ogni disgrazia per cercare di trarne un vantaggio e strappare un brandello di carne dalla vita altrui, proprio come nelle ore successive ad un terremoto, quando si aggirano tra le macerie in cerca di qualcosa da arraffare. Riuscite ad immaginare personaggi piu' digustosi ? Immagino proprio di no.

Protagonista di questa storia e' un gruppo su Facebook, un gruppo nato sull' onda di quanto e' avvenuto in India. Avevo letto di loro da qualche parte in un pastone dove si parlava diffusamente della reazione degli italiani all' arresto dei nostri militari. Casualmente una mia amica si era appena iscritta e mi ha aggiunto. Ho capito subito che qualcosa non andava, oltre mille iscritti  ma  c'era un clima pesante, grande uso del Lei, molto formalismo nell' interloquire tra iscritti, poca vivacita' e zero idee. Non si respirava quell' aria movimentista tipica dei gruppi che si formano per tentare un' impresa, non importa quale ma che coinvolge ed entusiasma tutti ma un atmosfera povera di ossigeno che induceva alla lentezza di pensiero e di azione, insomma un insieme abbastanza lugubre e triste.

Abbastanza sorpreso mi sono mosso con molta cautela ed ho cercato di individuare gli amministratori. Erano tre, uno totalmente latitante e gli altri due molto presenti, specialmente uno.  Ex Ufficiali dell' Esercito ai tempi della leva, abbastanza in la' con gli anni, fisici sfatti come ben si addice ad ex militari di un Esercito  che serviva solo a fare la parata del 2 Giugno o poco piu'  ed imbottito fino all' inverosimile di greche che quale primo pensiero e primaria attivita' percepivano lo stipendio. Come ben sapete Informare ha preso molto a cuore la vicenda dei maro' e pur tra parecchie perplessita'  ho pensato  di impegnarmi attivamente per  dare una mano. Per prima cosa ho realizzato una serie di articoli su Informare che illustravano la situazione nel suo svolgimento e le possibili prospettive e li ho regolarmente spammati sulla bacheca del gruppo affinche' ognuno potesse prenderne visione, poi mi sono messo a disposizione pensando di trovare una calda accoglienza ed un minimo di entusiasmo.

Niente di piu' sbagliato. Freddo glaciale.

Ho guardato meglio e con occhio disincantato ed immediatamente l' arcano mi si e'svelato. A quelli, parlo del gruppetto in plancia di comando, dei poveri fucilieri di Marina gliene fregava cazzi, dicono a Roma. Il gruppo era stato messo su in tutta fretta per supportare l' ambizione politica di uno dei tre amministratori. Una sorta di attempato Superbone, con stomaco prominente, pochi capelli ed alito rottamato. Quest' ultimo dato a dire il vero lo presumo ma e' difficile che mi sbagli e francamente non vorrei nemmeno fare la prova perche' ho il naso grosso ed ho anche l' idea che sia tossico assai. Tutta l' operazione ruotava su una conferenza stampa dove il nostro eroe in carriera avrebbe presentato la forza ad un paio di Parlamentari spennacchiati  che avrebbero sancito il suo ingresso in politica dietro la comoda copertura dei due marinai in cattivita'. Insomma una vera schifezza all' italiana, con i nostri fucilieri in galera a Trivandrum mentre qualcuno in Italia sarebbe uscito dalla terra di mezzo informatica per approdare nella  realta' e fare il suo debutto in societa'. A far da bordone al tizio due fidi scudieri. Un vecchio Generale in pensione, un testa di pietra ed elmo di ferro patetico ed abbastanza rincoglionito, dall' eloquio aulico e stucchevole, prolisso ed appiccicoso come la melassa e dalla mentalita'  da maso chiuso a voler essere parecchio generosi. Chiudeva il trio  un inquietante ex Colonnello dallo sguardo allucinato e dai capelli tinti color visone della tundra, con evidenti turbe mentali e  senz' altro bisognoso di un  trattamento sanitario obbligatorio in tempi abbastanza brevi. Insomma un terzetto di quelli da far rspolverare nella mente quei tipi fotografati in pose epiche, conciati come accademici in tenuta d' onore che sbarcano il lunario vendendo lauree finte e titoli nobiliari ed onorifici. Non so se avete capito il genere.

Ed ecco spiegato l' arcano di quello strano clima che si respirava. Il tallone dei tre "amigos", che recitano meravigliosamente a soggetto, era posizionato i maniera stabile e ferma sul collo del gruppo e non consentiva il minimo movimento. Gli iscritti erano trattati come i coscritti, i poveri marmittoni che avevano avuto tra le grinfie e martirizzato in gioventu' e l' intelligenza era stata dichiarata "per decreto" appannaggio dei tre attempati caballeros e pertanto non utilizzabile da nessun altro li' dentro. 

Per  farvela corta,  dopo un breve scambio di battute con l' aspirante Deputato, con lui molto acido ed io che certo non gliele mandavo a dire, sono stato  bannato. Il motivo ? Non lo saprei dire, probabilmente eccesso di  QI e  lesa maesta'. Vai a saperlo, non lo sapremo mai ma non ha importanza, perche' non e' questo il punto che mi preme perche' fino a qui ci si puo' anche stare. Se ci si rinchiude volontariamente dentro un lager dove imperversano soggetti del genere e si favoriscono quindi simili progetti non ci si puo' poi lamentare ma e' accaduto di molto peggio.

Mentre ero ancora nel gruppo si era infatti  iscritto un giovane Colonnello, appena rientrato in Patria. Una delle mille e mille persone che avevo conosciuto tramite internet ed un accanito lettore di Informare,  niente di piu'. Mi aveva dato l' impressione di essere un tipo in gamba ed era anche simpatico, una persona per bene, sotto ogni punto di vista. 

Anche lui sembrava voglioso di dare una mano ma aveva un difetto incorregibile per poter stare dentro quel gruppo. Parlava schietto e diretto, con la prosa tipica degli uomini d' azione e si capiva lontano un miglio che nella sua comunita' vigevano ben altre regole di quelle nelle quali era incappato, regole fatte di riti, jargon e parole che convivevano all' interno di una rigida divisione manichea della realta'. Questo e' il bene, questo e' il male.

Il ragazzo piaceva agli altri iscritti, ai servi della gleba, che ne percepivano l' alone di fascino di chi vive perennemente sul filo di una lama  ma  appena i tre si sono accorti  che c'era un personaggio del genere che circolava sulla loro proprieta', si sono aperte le cateratte del cielo.  Hanno avuto una crisi di nervi e dopo un duro scontro in piu' riprese mi risulta che alla fine abbiano bannato anche lui e che attualmente sia  in atto una vera  epurazione draconiana, con tanto di bandi ed editti, per eliminare chiunque abbia mostrato o mostri qualsiasi forma di solidarieta' e finanche di simpatia verso il nostro baldo militare. Quindi siamo all' assurdo che un gruppo di Facebook, nato ufficialmente con l' unico scopo di solidarizzare con i nostri marinai imprigionati dagli indiani e con le nostre Forze Armate in generale, ha solidarizzato talmente tanto e bene da sbattere fuori chiunque mettesse, anche involontariamente, in  ombra la figura improponibile dell' aspirante politico, giungendo  fino al punto di dileggiare, sbertucciare e prendere vergognosamente, seppur informaticamente, a pedate nel culo un membro delle nostre attuali Forze Armate.

E qui vi invito a riflettere, non parliamo di quelle dei bei tempi che furono, quelle  dei tre conducatores, che erano grasse e sfatte come loro,  inutili ai confini del ridicolo ed inefficienti ai confini del patetico ma quelle di oggi, quelle dure come l' acciaio e  taglienti come un rasoio  che mandiamo a fare la guerra a giro per il mondo ed a pagare per tutti noi un prezzo di sangue e di dolore altissimo. Che vadano  a torto o a ragione non importa in questa sede e comunque e' un problema politico e non di chi indossa l' uniforme. Chi indossa l' uniforme va, obbedisce ad ordini governativi spesso scellerati e la vicenda dei maro' ne e' tragica dimostrazione, combatte e qualche volta, purtroppo, muore. Essi hanno diritto al nostro massimo rispetto e dovremmo idealmente toglierci il cappello in segno di ossequio e riverenza quando passa uno di loro.

Perche' vi racconto questa storia ? Perche' e' uno spaccato brutto e maleodorantedella nostra Italia oggi, di quanto la politica, questa politica marcia abbia avvelenato tutto anche i nostri sentimenti, anche le piccole cose della  vita quotidiana, anche queste comunita' virtuali che si formano sui social-netwok  che sono ormai inquinate da  piccole ambizioni meschine  che  spingono a passare su tutto e su tutti pur di raggiungere  un posto al sole, calpestando chiunque ci sbarri la strada a nostro malato ma insindacabile giudizio ed in questo caso anche  coloro che, a differenza nostra si sono invece caricati in prima persona l' onere di difendere noi e le nostre famiglie, con i nostri difetti e le nostre miserie, anche a costo della loro vita se fosse necessario. La storia di questi tre cialtroni e' una storia di miserabili e non meriterebbe altro che il nostro silenzioso disprezzo in tempi normali ma non siamo in tempi normali e l' ho voluta raccontare per dare la misura del punto a cui siamo arrivati.

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