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fiocco sanmarco bigdi Gianni Fraschetti -

 

Chi,quest'oggi,si sta avventurando nella jungla dell'informazione italiana sara' rimasto senza' altro colpito dall'ultima novita' introdotta nella farsa dei due maro',  cosi' come l'ha definita l'Amm. Binelli Mantelli,  Possiamo infatti e finalmente stare tranquilli perche' secondo non meglio precisate fonti, Latorre e Girone non rischiano la pena di morte ma solo sette anni di galera. Fortunati loro. Da questa mattina tutti i Tg stanno ossessivamente rilanciando questa  lieta novella, con la stessa stolida inettitudine con la quale diedero spazio a quell'idiota di De Mistura ed alla garanzia scritta che aveva in mano. L' importante, ovviamente, non e' salvare i due fucilieri di marina, dei quali non frega un cazzo a nessuno, ma passare indenni la giornata di domani. Ovvero fare in modo che Terzi e Di Paola e quindi Monti e Napolitano  escano vivi da quella corrida rappresentata dalle audizioni in parlamento. Le cose sono messe malino per la banda del buco, visto che il malumore questa volta e' ben diffuso in tutto il Paese ed e' stato recepito da  tutti i gruppi parlamentari che temono altrimenti di trovarsi isoltati su posizioni scomode ed assai impopolari.  Si preannunciano  momenti di fuoco per i due ministri  e quindi gli spin doctors, questi abili giocolieri capaci di far passare una vergine per puttana e viceversa, si stanno fortemente impegnando per far almeno diminuire la pressione nel sistema sanguigno del paese. Quel sistema che attraversa le citta', i corpi sociali, i partiti, le organizzazioni sindacali ed i singoli cittadini.  Il come e' presto detto. Sono ormai due giorni che si lavora sulla condanna a morte e sull'entita' della pena che potrebbe essere inflitta a Latorre e Girone. Ai piani alti dei palazzi del potere nostrano si e' ben consapevoli di avere commesso una grave violazione costituzionale rimandando i due fucilieri in India. Ai sensi della nostra Costituzione e del nostro ordinamento giudiziario nessuno, quindi men che meno un italiano, puo' essere estradato in paesi ove vige la pena di morte per il reato del quale si e' accusati. Una bella rogna della quale si era talmente consapevoli che fin dal primo istante, quando e' stata resa pubblica la nostra  decisione, si e' insistito oltremisura sulle garanzie offerte dal governo indiano a quello italiano. Dapprima si e' utilizzata una formuletta vagamente paraculeggiante  "il rispetto dei diritti fondamentali", abbastanza generica e poco impegnativa, che voleva dire tutto ed il contrario di tutto, poi, una volta decollato l'aereo e di fronte a richieste pressanti di delucidazioni  lo hanno  dichirato apertis verbis: " L'India ha fornito garanzia scritta che qualora fossero condannati non sara' applicata la pena di morte". E fischia, diceva quello. Ovviamente anche questa minchiata ha retto pochi minuti, il tempo che  arrivasse una sonora pernacchia di risposta da Nuova Delhi, insieme alla elementare osservazione che in uno Stato di diritto il potere esecutivo non puo' intromettersi in vicende processuali che riguardano unicamente l'ordine giudiziario. Una questioncella che in Italia dovremmo conoscere assai bene visto che da anni e' oggetto di approfondimenti anatomopatologici da parte di alcuni nostri baldi giornalisti. Un nome per tutti, l'ottimo Travaglio. Il potere esecutivo e' una cosa dunque e l'ordine giudiziario un'altra. Lo sa anche Berlusconi, che e' tutto dire, dunque  non ci piove e solo una banda di  cretini eccellenti   potevano andarsi a cacciare in un simile vespaio facendo sventolare da uno svampito De Mistura  un pezzo di carta firmato dal Ministro degli esteri indiano che, nelle nostre intenzioni, rappresentava una sorta di salvacondotto ma che tale non era affatto. Svanita dunque la pista dell'immunita'  garantita dal governo che altro restava ? In effetti un bel nulla ma gli spin doctors vengono pagati a peso d'oro perche' il nulla per loro rappresenti moltissimo e quindi, dopo una rapida spremitura di meningi, hanno chiamato un paio di avvocaticchi indiani e si sono fatti fare un.....non saprei nemmeno io come chiamarlo..."parere pro veritate "? Ma si...tanto per quel che vale...Dunque hanno chiamato sti avvocaticchi, hanno illustrato loro il problema e cio' che serviva ed hanno subito ottenuto quanto e' stato sbandierato oggi da tutti i Tg italiani. I maro' adesso  rischiano "solo" sette anni. Sette, come le  piaghe d'Egitto. Un bel numero, ne' pochi, ne' tanti, specialmente se sono gli altri a farseli di galera. E poi, dulcis in fundo,e' arrivata la rivelazione, il vero colpo di scena, il colpo da maestri:  "ma potranno scontare la pena in Italia". Immagino la gioia di Latorre e Girone nell'apprendere che saranno rinchiusi in un carcere militare italiano, luoghi noti per l'aria buona, l' eccellente ristorazione e la vista stupenda di cui si gode dalle celle. Dunque, rassicurato il popolo che nessuno mettera' un nodo scorsoio al collo dei due fucilieri e che al massimo si faranno sette anni, cosa che fara' loro anche bene, perche' brutti ragazzacci.........ma questa e' la prossima fase della campagna pubblicita'- progresso preparata dal governo... gran parte della pressione in eccesso  dovrebbe essersi dissolta e domani per i due cialtroni in grisaglia dovrebbe  essere poco piu' di una formalita' affrontare i parlamentari. Ne hanno di cazzate da raccontare, questo e' almeno quello che pensano loro, sta adesso a noi dimostrare che si stanno sbagliando. E pure di grosso. 

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