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maro-copia-1di Gianni Fraschetti -

 

Ho appena  finito di vedere la prima parte della audizione dei Ministri Terzi e Di Paola alla camera dei deputati.  Raramente mi era capitato in precedenza  di assistere ad un simile spettacolo, che e’ andato dallo psicodramma del  ministro degli esteri, dimessosi in diretta per salvare l’ “onorabilita’ della nazione” , alla faccia tosta di Di Paola che e’ riuscito perfino a non spiegare per quale motivo Latorre e Girone siano stati rimandati in India di gran carriera, pur essendo stato convocato proprio a tale scopo. Il tutto e’ stato ingentilito  dallo show di qualche deputato, di quelli che pesano, che non ha perso occasione di farci vergognare un altro po’ di essere rappresentati  da loro. Ovviamente la  vicenda e’ degenerata immediatamente nella solita disputa all’italiana e le ragioni di fazione hanno ben presto prevalso sull’interesse nazionale che, evidentemente, dalle nostre parti fatica a prendere stabile domicilio e del quale, e lo si capisce perfettamente, non frega un beneamato cazzo a nessuno. A  noi piace dividerci e litigare e rinfacciarci il possibile  e l’impossibile. Ci piace sputarci in faccia e accollarci vicendevolmente qualunque responsabilita' che, per definizione, non e' mai nostra  Ormai e’ un dato talmente acclarato che diviene anche inutile sottolinearlo.  Il via alle danze  lo ha dato il nostro ineffabile  Giulio Maria, il Terzi ruggente. Mai cosi’ ruggente come oggi, quando lui, che e’ di Berghem  (Bergamo in dialetto locale),  con una magistrale sceneggiata rivelatrice di precordi che affondano sicuramente le radici nell’  alta scuola napoletana, si e’ dimesso dal suo dicastero in diretta, monopolizzando lo share e  cercando di far dimenticare agli italiani, con questo gesto indomito, i suoi tredici mesi da ministro. Tredici mesi che invece, purtroppo, ricorderemo. Impossibili da cancellare. Con i maro’ a  fare da fil rouge che ha legato tra loro i momenti topici di  un corsa continua verso il basso, verso il peggio. Che con Terzi, veramente, non e' mai morto ma e' stato sempre vivo e ben presente durante la sua permanenza alla Farnesina . Due ostaggi italiani  uccisi in  Nigeria, a pochi mesi uno dall’altro. Mai successo prima.  Un Ambasciatore praticamente sequestrato in India. Una roba inaudita, da guinness dei primati. Mai eravamo caduti cosi’ in basso precedentemente, checche' se ne dica. Pure il puttaniere e quell'imbecille di Frattini non erano mai precipitati a simili livelli. Terzi e'  invece riuscito in questa incredibile  impresa. E' riuscito a cambiare i connotati dell'Italia,  a darle questo nuovo volto,  dall'espressione stolida e quasi beota  che ben si confaceva al governo dei professori, che, ci siamo poi resi conto, quanto a cretineria non sonostati secondi a nessuno, ed oggi, in un ultimo, grandioso atto di narcisismo, il Marchese di Brembate ha disceso sinuoso la scalinata delle sua dimissioni, altero, algido ed un po’ fuori di testa, come Gloria Swanson  in “Viale del tramonto”.  Addio Terzi, vaja con Dios,sicuramente  non saro’ tra quelli che ti rimpiangera’, se mai ce ne sara' qualcuno. Sei riuscito nella difficile impresa di essere stato quasi peggiore di colui che ti aveva raccomandato per il posto. Un impresa ai limiti delle umane possibilita' e l’hai fallita per poco. Solo perche’ il tuo mentore era imbattibile ma lo hai quasi sfiorato.  Come si potra’  dunque ben comprendere, l’uomo oggi ha rubato la scena ed e’ stato finalmente protagonista assoluto. Nelle repliche dei deputati  ha poi raccolto quel che meritava e che gli e’ stato fatto assolutamente rimarcare. Perche’  le dimissioni oggi e non durante la riunione  che ha deciso la sorte dei due maro’ ?  Se non era d’accordo con la linea del governo,  era quello il momento di allontanarsi sbattendo la porta. E magari di spiegarsi con gli italiani  in una conferenza stampa. Con i maro’ ancora in Italia, pur se per poco. Misteri dell’animo umano, si vede che quando si ha nelle vene un nobile ed antico  sangue, viene male pure comportarsi come dignita’ vorrebbe. Con dimissioni date nei tempi giusti sarebbe mancata poi  la sacrale  teatralita’ dell’ emiciclo e di 600 deputati che ti guardano attoniti. Vuoi mettere ?  L’ultimo palcoscenico, il piu' grande, in diretta televisiva per l’ultimo grandioso atto di narcisismo del peggior ministro degli esteri che l’italia abbia mai avuto.  Anche se bisogna riconoscere che Monti non si e' fatto mancare nulla   nella oculata distribuzione   dei peggiori soggetti nei dicasteri chiave, i piu' delicati ed infatti, subito dopo Terzi, anche Di Paola ha fatto la sua bella figura.  Omertoso, elusivo, retorico, sgrammaticato e’ riuscito a parlare ed a non dire nulla di nulla. A non spiegare, ad esempio, perche’ i due maro’ sono stati rimandati in India dopo avere giurato che da qui non si sarebbero mossi,  a non provare concretamente, oltre i deliri di De Mistura, quali garanzie  avrebbe avuto l’italia riguardo al trattamento dei suoi maro',  per concludere poi con una vaga e patetica mozione degli affetti del buon soldato, ovvero quello che lui non e’ piu’ da un bel pezzo, con tanto di ridicola similitudine con l'Ammiraglio Bergamini, il Comandanta della nostra Flotta da battaglia perito nell'affondamento della corazzata Roma. Il tutto per rimarcare la sua fedelta' a Monti (poi quando dicono che i militari non capiscono un  caxxo a volte hanno ragione) e  per  tentare di prendere le distanze da un isterico Terzi che si agitava sulla sedia accanto alla sua. Una spettacolo penoso, ed ancor piu’ penoso e’ stato riflettere sul fatto che quest’ uomo, quando e’ stato fatto Ministro, era Capo di Stato maggiore Difesa. Ovvero il vertice operativo delle nostre Forze Armate, roba da chiedersi in che mani siamo se mai dovesse accadere qualcosa di ancora piu’ serio.  Sono poi seguiti gli interventi dei deputati che hanno, se possibile, accresciuto il senso generale di sconforto e di improvvisazione. Un bel tutti contro tutti, dove si e’ tentato di conciliare i maro’ con l’antimilitarismo congenito in certi schieramenti politici  e addirittura  la padania con l’amor di Patria e dove i grillini hanno brillato per la precisione chirurgica di un secco intervento che ha lasciato intendere che probabilmente sono molto meno sprovveduti di quanto si poteva pensare. Alle 17.00 una Boldrini ringalluzzita dalla disputa con Battiato ha sospeso la seduta che non aveva piu’ molto  da dire. Domani si replica con la probabile presenza di Monti. Se questi sono i chiari di luna poveri maro’. 

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