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Macellazione rituale - Partito animalista chiede revoca permessi
Roma - Vietare la macellazione "rituale" di animali senza il preventivo stordimento che ne limita le sofferenze. Nuova battaglia per il Partito Animalista Europeo che punta il dito sulle "deroghe" concesse dall'Europa alle comunità di religione islamica ed ebraica che, di fatto, possono uccidere animali secondo la tradizione con il rituale dello "sgozzamento", il taglio della gola che provoca la morte per dissanguamento.
In un comunicato il PAE scrive che "la normativa europea circa la macellazione prevede obbligatoriamente lo stordimento preventivo degli animali ma una precisa deroga legislativa autorizza le comunità islamiche ed ebraiche a non osservare tale obbligo. Queste culture prescrivono che gli animali siano macellati senza preventivo stordimento, devono, quindi, restare coscienti nel momento dell'uccisione che avverrà recidendo trachea ed esofago (taglio della gola).
Il Regolamento “rispetta di conseguenza la libertà di religione e il diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti" come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea; di contro Il diritto garantito al paragrafo 1 corrisponde a quello garantito dall'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, ha significato e portata identici a detto articolo. Le limitazioni devono pertanto rispettare l'articolo 9, paragrafo 2, che recita: «La libertà di professare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che, stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.»
In forza di tale Convenzione gli Stati di seguito elencati: Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia e Polonia vietano la macellazione rituale.
Considerato che gli italiani in base al 25° Rapporto Italia Eurispes hanno dimostrato ancora una volta la particolare sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e preso atto di un trattamento di privilegio riservato alle comunità islamiche ed ebraiche, tutto ciò appare ingiusto e discriminatorio nei confronti della maggioranza cristiana e del mondo ateo.
"Nessun credo religioso può prevalere sulle norme di tutela degli animali e nessuna legge deve essere modificata su imposizione di una esigua minoranza religiosa e contro il volere dell'intera popolazione, in uno Stato libero e democratico ciò è inaccettabile. Questa ingiustizia sta generando sentimenti di natura anti-islamica ed antisemita. - dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - Chiediamo al Governo ed al Parlamento italiano di abrogare il comma 4 dell'articolo 4 capo II del Regolamento (ce) n. 1099/2009 del Consiglio relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento."

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