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partigianiDopo i “giovanotti”, scendono in campo gli “anziani” con il loro bollino resistenziale. Adesso i terroristi travestiti da ribelli siriani possono esibire anche la sponsorizzazione dei partigiani italiani, una vera autorità nel campo dello spalancamento delle porte ai presunti liberatori, che hanno voluto esprimere “solidarietà ed appoggio a tutte le manifestazioni e le iniziative che verranno adottate nel nostro Paese a difesa dei diritti del popolo siriano”. 

Naturalmente per popolo si intende quell’accozzaglia di agenti provocatori, borghesotti twitterini e criminali comuni che, su mandato clintoniano-obamiano, sta cercando di rovesciare Bashar Al-Assad. 

“La Segreteria Nazionale dell’ANPI - comunica l’associazione - considerato che la tragedia del popolo siriano, sceso in piazza per rivendicare libertà e democrazia e perseguitato e colpito per questo, con l’uso spregiudicato della detenzione e delle armi, sembra non avere fine, né avere prospettive, in spregio dei diritti umani che tutti, a parole, richiamano come intangibili e inviolabili; considerato altresì che i tentativi di porre fine a questa drammatica situazione, sono stati finora vanificati, non essendo servite né le sanzioni economiche, né le ulteriori e più efficaci misure proposte dalla stessa Lega Araba, ma bloccate per il veto di due Paesi (la Russia e la Cina); esprime la più ferma protesta e indignazione per quanto sta accadendo in quel Paese e la più forte solidarietà nei confronti del popolo siriano”. 

Parole già sentite, direte voi. Anche i loro nipotini, quelli del comunismo rosè, con la grancassa di siti, blog e foglietti moribondi, ripetono da settimane lo stesso ritornello. 

Sventolando, all’occorrenza, le bandiere di una Siria schiava, tenuta in scacco dalla Francia, privata della sua millenaria storia e della sua inviolabile sovranità. 

Dov’è la novità, dunque? Nel prosieguo del comunicato, dove si legge che l’ANPI “auspica che, nell’ambito dell’Onu si trovino le convergenze necessarie per adottare d’intesa con la Lega Araba tutte le misure necessarie ed efficaci, per porre fine ad una situazione veramente drammatica, evitando peraltro il ricorso alle armi”. 

Lontani dagli amichetti a stelle e strisce e dalle loro patacche proprio non riescono a stare. Basta aggiungere... “liberazione” e anche il neocolonialismo più sanguinario diventa vangelo. 

Il delirio assume poi i contorni della barzelletta. “Il Governo italiano - è scritto ancora - si adoperi per favorire un’intesa fra tutti i popoli civili per contrapporre alla violenza e all’autoritarismo, lo spirito di fratellanza e di solidarietà che dovrebbe unire tutti i popoli nel sostegno e nella difesa dei diritti umani”. 

Popoli civili, civiltà, diritti umani: la solita cantilena ad uso e consumo del (loro) padrone. Quello di ieri, di oggi e pure di domani. 

Ernesto Ferrante 

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