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Tout notre respect à Dominique Venner dont le dernier geste, éminemment politique, aura été de tenter de réveiller le peuple de France. MLP

(Tutto il nostro rispetto a Dominique Venner il cui suo ultimo gesto , eminentemente politico, è stato di tentare di svegliare il popolo francese. Marine Le Pen)

 

Dominique Venner era uno scrittore ed uno storico francese. Un uomo  col peccato originale. Quel peccato che non si riesce a perdonare agli Uomini.  Era uno scomunicato civile. Un eretico. Un fascista. Credeva nei valori immortali ed in pochi ma precisi assoluti morali. Credeva talmente tanto da togliersi, disgustato,  la vita. Come un altro gigante aveva fatto prima di lui. Un altro grande scrittore e poeta. Kimitake Hiraoka, meglio conosciuto col nome di  Yukio Mishima. Il Comandante Mishima. Poeta, drammaturgo, saggista  e romanziere. Uno dei pochi autori giapponesi conosciuti in tutto il mondo. Nauseato si tolse la vita anche lui, facendo  Seppuku secondo il rigido cerimoniale dei Samurai.
Questi grandi uomini si sono uccisi perche' hanno visto con gli occhi  innocenti della loro cultura e della loro sensibilita' qual'e' il destino che  aspetta l'umanita' intera. Quello che i "liberatori" hanno preparato per i popoli del mondo. Ed hanno preferito la morte. L'hanno trovata l'unica fine possibile per un Uomo. Quella  piu' "igienica" e conforme a cio' che furono in vita. Mishima si uccise col rituale antico dei Samurai..Venner si e' tolto la vita dentro la Cattedrale di Notre Dame, nel cuore della nostra Storia e della nostra Civilta'. Io chino il capo e poggio un ginocchio a terra, che la sua morte, che la loro morte non sia vana.
Gianni Fraschetti 

La lettera che Venner ha lasciato:

 

Perché mi do la morte
Sono sano di spirito e di corpo e sono innamorato di mia moglie e dei miei figli.
Amo la vita e non attendo nulla nell'al di là, se non il perpetrarsi della mia razza e del mio spirito.
Cionondimeno, al crepuscolo di questa vita, di fronte agli immensi pericoli per la mia patria francese ed europea, sento il dovere di agire finché ne ho la forza; ritengo necessario sacrificarmi per rompere la letargia che ci sopraffà.
Offro quel che rimane della mia vita nell'intenzione di una protesta e di una fondazione.
Scelgo un luogo altamente simbolico, la cattedrale Notre Dame de Paris che rispetto ed ammiro, che fu edificata dal genio dei miei antenati su dei luoghi di culto più antichi che richiamano le nostre origini immemoriali.
Quando tanti uomini vivono da schiavi, il mio gesto incarna un'etica della volontà.
Mi do la morte al fine di risvegliare le coscienze addormentate. Insorgo contro la fatalità. Insorgo contro i veleni dell'anima e contro gli invadenti desideri individuali che distruggono i nostri ancoraggi identitari e in particolare la famiglia, nucleo intimo della nostra civiltà plurimillenara.
Così come difendo l'identità di tutti i popoli presso di loro, insorgo contro il crimine consumato nel rimpiazzo della nostra popolazione.
Essendo impossibile liberare il discorso dominante dalle sue ambiguità tossiche, appartiene agli Europei di trarre le conseguenze.
Non possedendo noi una religione identitaria cui ancorarci, abbiamo in condivisone, fin da Omero, una nostra propria memoria, deposito di tutti i valori sui quali rifondare la nostra futura rinascita in rottura con la metafisica dell'illimitato, sorgente nefasta di tutte le derive moderne.
Domando anticipatamente perdono a tutti coloro che la mia morte farà soffrrie, innanzitutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipoti, così come ai miei amici fedeli.
Ma, una volta svanito lo choc del dolore, non dubito che gli uni e gli altri comprenderanno il senso del mio gesto e che trascenderanno la loro pena nella fierezza.
Spero che si organizzino per durare. Troveranno nei miei scritti recenti la prefigurazione e la spiegazione del mio gesto.
Dominique Venner (tramite Gabriele Adinolfi)

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