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trap.jpgdi Gianni Fraschetti -

 

Se mai sara' fatto un elenco di coloro che hanno portato il mondo della destra italiana, di "quella" destra, alla attuale, penosa, condizione, le primissime posizioni toccheranno senza dubbio alla covata dei colonnelli che combino' veri sfracelli, sia in epoca tardo missina che in fase di costituzione e gestione di quell'aborto malriuscito che fu Alleanza Nazionale. Eppure, ancora oggi, parlano da pari loro, insulsi, vuoti e arroganti come sempre,  intorno all'ipotesi di una costituente di destra che questi ipocriti lazzaroni vorrebbero far coincidere con la resurrezione di A.N.

In effetti,  con il voto del 24 e 25 Febbraio, si e' sancito un vero sterminio e si e' chiusa definitivamente una storia cominciata venti anni fa. Una storia che, secondo me non avrebbe dovuto mai iniziare, ma non secondo questa banda del corpo sciolto  che allora, insieme a Fini, decise tutto. Modalità di nascita e percorso che la nuova creatura avrebbe dovuto intraprendere per soddisfare al meglio le loro personali ambizioni,   e guardate bene la fine che hanno fatto, fra tutti.   Una storia comica e tragica, di sconclusionati pifferi della montagna che scesero a valle per suonare e che furono suonati come tamburi,  raccogliendo infine  quello che avevano sciaguratamente seminato, a partire dal Congresso di Fiuggi e dalla nascita di Alleanza Nazionale, per passare poi alla vita politica quotidiana di un partito  che in vent'anni celebro' un solo congresso, a Bologna,  e che congresso ...Una roba da vergognarsi.  Concluse poi questa tragica epopea con la fusione per incorporazione nel PDL, l'ultima botta di genio di una classe dirigente dal Q.I. spaventosamente deficitario, della quale l'espressione  "colonnelli"  non riesce a rendere compiutamente l'idea. Se mai furono colonnelli lo furono solo nel guidare una estenuante guerra civile all'interno del partito per la conquista di poltrone e prebende. Furono divisivi, perniciosi e fondamentalmente cretini.

La stessa AN fu una felice intuizione, per loro e pochi altri, e una iniziativa politica demenziale per parecchia altra gente, compreso il sottoscritto. La nostra specifica  identita' era il  bene piu' prezioso che avevamo, quello che faceva la reale differenza sul campo e non si era mai visto, nella pur breve storia della repubblica italiana, che un Partito vincente  su tutta la linea, premiato addirittura dal crollo del sistema che aveva combattuto, venisse soppresso, dalla sera alla mattina. Senza un momento di approfondita  riflessione e senza un serio e approfondito dibattito interno. A meno che non si voglia considerare tale quel delirio apologetico di Fiuggi, dove una banda di lestofanti si rubò, senza nemmeno votare, un partito intero, con tutto il simbolo, per fini puramente personali. Lo rubo' e lo uccise, affogandolo come un gattino, con la supponente ed insopportabile leggerezza che da quel momento avrebbe accompagnato ogni gesto politico  di questa gentaglia. Dopo l' omicidio mostrarono agli italiani la nuova creatura che era stata partorita. Quello sgorbio fetente di Alleanza Nazionale.  Fino a quel momento una sorte benigna ci aveva spinto, naufraghi e in balia delle onde, sulle coste della terra promessa ma  da quel momento, quando si trattò  di metterci anche del nostro, non ne abbiamo piu' azzeccata una. Con Fiuggi si entrò ufficialmente nell'era dei colonnelli, senza soluzione di continuita', senza tregua e senza nemmeno un attimo per fare respirare il cervello.  Fino  all'inevitabile epilogo e alle comiche di questi giorni.

Per dare vita a questo capolavoro dunque, nel 1994, nel breve volgere di qualche settimana,   un  mondo intero, fatto da uomini e donne, giovani e meno giovani, di ogni ceto sociale, un patrimonio umano, di idee e di ideali e una riserva morale e spirituale al servizio della Nazione intera (e lo si era visto alle recenti amministrative), che era sopravvissuto a settanta anni di  ghetto e di liste di proscrizione, di arco costituzionale e di antifascismo militante a tutti i livelli, chiavi inglesi, pistole e pugnali compresi, divenne improvvisamente  obsoleto e venne rottamato. Tanto per usare un verbo di gran moda oggi.  

E il colonnellume, assurto ormai a scranni ministeriali, in una riedizione patetica dell'8 settembre al contrario, getto' frettolosamente via  panni ritenuti compromettenti  per il fastoso debutto in societa'. Per presentarsi col cappello in mano nelle magioni di coloro che avevano perduto, chiedendo di essere invitati alla festa o magari di essere presi a servizio. Abiti gloriosi dei quali si vergognavano da tempo, lasciarono così spazio  alle fastose polpe da servitori di palazzo e all’intuizione di Pinuccio Tatarella: una bella e ariosa  alleanza  di social nazionali, liberali, cattolici e società civile.  Un mostro policefalo dall'alito fetido,  dalla identita' incerta e dalla vocazione incomprensibile che apri' le porte di casa nostra al caos piu' totale.  Tatarella mori' poco dopo e quindi non e' dato sapere se e  come avrebbe corretto la sua creatura che fu da  subito un fritto misto di cani sciolti, arrivisti di ogni tipo e razzumaglia della peggiore specie e dalle piu' disparate provenienze. Una riedizione in sedicesimo della peggiore DC, allestita in fretta e furia e che avrebbe dovuto, quantomeno nelle intenzioni, rappresentare la maggioranza degli italiani e quindi guidare il paese, o tale era almeno la speranza, alquanto vaga nei contenuti, dei facitori di tale progetto.  

Certamente  fu un miscuglio  totalmente mancante  di qualsiasi "ratio" politica, privo di un proprio spazio naturale nel panorama partitico che si era determinato e programmato freddamente,  a tavolino, con la precisa intenzione di mettere insieme e fare coesistere il colto e l'inclita, il barone e il cafone, l'onesto militante e il razziatore ed il possibile con l’impossibile. Il solo scopo di questo Frankestein era il potere in quanto tale, fine a se stesso, peraltro senza nemmeno una vaga idea di cosa farci dopo  e prova ne sia che  anche quella vaga identità, insita nelle origini di destra del partito, venne immediatamente sfumata e soppiantata dall'eterno tormento dei cattolici in politica, dalle peggiori castronerie neoliberiste in economia e da quanto di peggio i nuovi arrivati si inventavano e rovesciavano quotidianamente sulle scrivanie dei  colonnelli, nell'intento di acquisire meriti ai loro occhi e scalare in questo modo  la nomenklatura interna. Un vero troiaio, sotto ogni punto di vista. Il partito militante, quello che aveva pagato un pesante tributo di  fatica e di sangue negli anni della cosidetta prima repubblica,  venne  soffocato dalle lobbies ed emarginato, e tutto cio' avvenne senza nemmeno il conforto di un robusto incremento di voti. Il FN francese, che ha una identita' di destra sociale addirittura scolpita, ha sempre sopravanzato di gran lunga AN in termini elettotali.  L ’idea romantica degli uomini dalle diverse provenienze uniti dal collante ideale di valori ed obiettivi condivisi non era certo nata ieri ed avrebbe anche potuto funzionare. Le legioni romane adottavano questo sistema e ancora oggi e' alla base di quel monolite che e' la Legione Straniera,  ma  sarebbero servite idee chiare, valori condivisi, ufficiali e sottufficiali in gamba, una disciplina di ferro e un rigore cartesiano. Anche nel non allungare sistematicamente le mani nella dispensa. Dunque, non era certo  il caso di AN che altro non era che una scalcinata Armata Brancaleone,  dove c’era solo abbondanza di Colonnelli sudamericani scarsi di materia grigia e di attributi e ricchi solo di pennacchi al vento e sfavillanti corti dei miracoli al seguito. Non c'era un obiettivo finale, nè un percorso condiviso che non fosse riferibile alle poltrone del capo e dei suoi luogotenenti. Quindi non poteva funzionare e infatti non funziono'. Mai. Produsse  solo continue faide intestine, uno stato di fibrillazione permanente nella ricerca spasmosdica di qualsiasi forma di intelligenza da sopprimere e una incapacita’ cronica, da parte di chi doveva comandare, di esercitare il comando. Questa fu AN ed  era evidente che il codice genetico della sua classe dirigente non contemplava il poter fare bene, nemmeno in via puramente teorica. Esso infatti comprendeva e coniugava perfettamente solo il linguaggio triviale delle correnti interne con tutti i suoi postulati, corollari e  possibili declinazioni, ovvero tendeva a formattare  ed a far vivere il partito  esattamente al contrario di come sarebbe servito, quantomeno per esercitare decorosamente il potere. Quantomeno per amministrare senza farci maledire fino alla quinta generazione.

In venti anni di nientismo desolante AN  non e' riuscita infatti a portare a termine un solo progetto che si potesse riferire ad una  destra sociale. Zero idee, zero proposte, zero progetti. Non e' riuscita a fare nemmeno le battaglie più eclatanti e naturali ( il presidenzialismo ad esempio ) o almeno a  lanciare una parola d'ordine  facilmente orecchiabile dagli italiani. E infine, colmo dei colmi,  non e' riuscita a definire una prospettiva economica chiaramente riferibile alle nostre radici, e dire che ce ne era di farina per impastare il pane. In tutto ciò, pur avendo sistematicamente piazzato un membro nel C.d.A., RAI,  non e' nemmeno riuscita a proporre un modello culturale che avesse un minimo di attrattiva. Il massimo per noi e' Pino Insegno, rassegnatevi.  Se poi vogliamo proprio dirla tutta, e' stata anche totalmente incapace di costruire un sistema di potere. Di quelli brutali, tesi al solo fatturato politico e non. Il tutto pur governando e pur partecipando alla spartizione della torta e la mattanza brutale di Alemanno a Roma,  da parte di un povero imbecille eteroguidato ne e' la piu' cruda testimonianza.

Di fatto AN non ha mai avuto uomini all'altezza del compito, a nessun livello, ma unicamente soggetti raccattati qua e la', indefinti politicamente, ignoranti, stupidi e fin troppo spesso ladri. Ecco il centrodestra che  questi bei soggetti che oggi parlano tanto, contribuirono a costruire e se a cio’ aggiungiamo una incapacita’ cronica e congenita di Gianfranco Fini  ad esercitare il comando, un esercizio che pareva quasi annoiarlo a morte in certi momenti,   non stupisce che per vent’anni l’ unica reale immagine della destra che e' risultata ben visibile a tutti,  sia stata quella, come ha scritto qualcuno, "...di una ciurma di rozzi arraffatori, puttanieri e minchioni di ogni risma..."  che hanno deliziato l’opinione pubblica con le loro gesta (aggiungo io) e con il tormentone  delle abiure e del male assoluto che pareva essere l'unica costante del pensiero e dell'azione finiana e l'unico reale segno di attivita' elettrica a livello cerebrale all'interno del partito. Sarebbe stato di gran lunga meglio finire in coma. Con l'elettroencefalogramma rigorosamente piatto. Una roba vergognosa, insomma. (fine prima parte)

 

 

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