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trapdi Gianni Fraschetti -

 

 

Fecero tutto questo e anche di più. Senza un minimo di rispetto per il proprio elettorato e, se vogliamo, senza nessun rispetto nemmeno per loro stessi. Diedero vita ad una crassa e ridanciana commedia all’italiana, di quelle sul boom economico, anni '60, che suscitano un riso amaro a rivederle, dove affari, supermaggiorate, ostentazione volgare del benessere  e politica di infimo livello andavano di pari passo nel disegnare un’Italia che stava, piano piano, smarrendo le sue radici e i suoi assoluti morali. Questa fu l’immagine di AN percepita all' esterno, anche se molti dirigenti e militanti non erano cosi’ e, anzi, provavano vergogna per quanto vedevano. Fiorito non nasce  per caso, non e' un incidente del destino, un accanimento della "malasuerte", ma arriva da lontano ed e’ l’infelice ma inevitabile sintesi di vent’anni di questo andazzo.  La sintesi che tutto racchiude in sè e tutto spiega a chi vuole capire. Meglio di tante parole. Quella destra, quella che ho appena descritto, se destra la vogliamo ancora chiamare, e’ stata  al potere a ogni livello, ha occupato ogni spazio possibile,  e non sapendo cosa altro fare, lo ha gestito come fan tutti in Italia: "...Con le donnine e i frigoriferi pieni...", dando il peggio di sè, quasi in ogni situazione, come ha scritto poi qualcun altro.

Allora se vogliamo ripartire con una costituente di destra, questi vent' anni e i loro indiscussi protagonisti  ce li dobbiamo stampare a fuoco nella mente, per avere ben chiara la direzione che non si deve prendere e coloro che non dovranno essere della partita. Mai e in nessun caso.

"Noi siamo l'alternativa globale al sistema", forse qualcuno la ricordera' ancora questa  parola d'ordine. Nel 1980 il Comitato Centrale del MSI approvo' un documento programmatico, sconvolgente per la sua attualita', il cui prologo era il seguente:  

"....Questo documento vuole avere, anche al di là del pur importantissimo fatto elettorale (sia esso soltanto amministrativo, ma per ben dieci milioni di italiani, sia esso - come appare probabile – anche politico), il respiro di un messaggio: il messaggio degli anni ’80, che saranno, che già cominciano ad essere, gli anni della crisi finale, totale, irrevocabile di un sistema e della sua graduale o repentina, ma comunque necessaria, salutare, inevitabile sostituzione; il messaggio degli anni ’80, che saranno, che già cominciano ad essere, per chiari segni, gli anni della svolta. A chi lancia ipotesi con lo sguardo rivolto all’indietro: "ritorno al ‘68’ ",  noi rispondiamo: niente ritorni, basta con le dietrologie di regime. Noi siamo "avanti", perché l’alternativa che abbiamo l’onore di rappresentare ci colloca in posizione di avanguardia, e per quanto concerne la concezione dello Stato, e per quanto concerne la Nazione nel respiro di Europa, e per quanto concerne il Lavoro soggetto della economia e protagonisti della vita dello Stato. In questo nostro impegno, in questa nostra denuncia, in questa nostra sfida, in questa nostra capacità e volontà di alternativa globale consistente il messaggio degli anni ’80, che si articola nei seguenti punti preliminari; e nelle successive proposizioni, che, tema per tema, sono state concordemente redatte dalla classe dirigente – unitaria – del Msi-Dn......".

Lasciamo per ora perdere i singoli punti e limitiamoci a constatare che allora il problema era sentito dalla classe dirigente missina, (che pur non era immune da colpe, anche gravi, nel suo appiattimento filo americano e filo atlantico, ma allora c'era poco da scegliere, almeno), a livello di sfida globale ad un sistema che si stava decomponendo (come poi, dieci anni dopo, si e' effettivamente decomposto) e l'alternativa  era rappresentata in termini globali che attraversavano la concezione dello Stato, il nostro rapporto con l'Europa e la sfida rappresentata dal  lavoro e dall'economia. I problemi, come vediamo, sono ancora tutti li' (concezione dello Stato, Europa, economia) e  credo che da li' bisogna ripartire. Dall'analisi che fu fatta allora e dalla sfida che fu lanciata da un piccolo partito che sentiva di avere nel proprio DNA la chiave risolutiva del malessere italiano. Oggi otto milioni e mezzo di italiani hanno votato il 5 stelle che, se guardiamo bene, si e' proposto e continua a proporsi  esattamente come avremmo dovuto fare noi. Come alternativa globale e senza compromessi, una alternativa di moralizzazione  e di rinascita. Una alternativa che per la sua stessa esistenza, per il suo modo di essere e di comuinicare, per il messaggio di cambiamento che porta con sè,   mette le ali  alla speranza. Ed e' dunque da  qui che bisogna ripartire. Da una analisi che fu nostra, che è nostra e da una parola d'ordine impegnativa che ci e' stata sottratta, insieme a quanto c'era di meglio nel patrimonio culturale e genetico della destra, o meglio di "quella"destra. Ci hanno tolto anche le "parole guerriere" urlate da Grillo in faccia ad una folla oceanica al comizio di chiusura.  Non e' rimasto nulla,     ma e' tutta roba che ci appartiene, di diritto. I nostri giovani l'hanno pagata col sangue di decine di martiri  e dunque ben venga la costituente, una costituente ricca di stimoli intellettuali, di nuove ed antiche  parole d'ordine, di impegno a tracciare ardite  rotte che ci riportino all'avanguardia della societa'. A illuminare la strada e indicare il cammino. Una costituente di programmi, di sogni, di speranze e perche' no, anche di eresie. Una confluenza di soggetti che dovra' vedere riuniti insieme tutti i vecchi e nuovi protagonisti del nostro mondo. I vecchi guerrieri che non hanno deposto ancora la spada ed i giovani, come Giorgia Meloni, che a volte esitano magari ad usarla. Combattenti di razza, passati attraverso le fiamme dell'Inferno e intellettuali come Pietrangelo Buttafuoco, Marcello Veneziani e quel gruppo di blogger che sono riusciti a divenire riferimento culturale per decine di migliaia di persone. C'e' posto per tutti, meno che per chi ci ha condotti in queste condizioni, per chi ha rinnegato, per chi ha abiurato, per chi ha sputato anche sulla tomba del proprio padre. Che se ne vadano dove vogliono ma con noi no!  Una costituente dunque di rigenerazione, che trasmetta a tutti, immediatamente una scossa elettrica. e la sensazione che il letargo e' finito. Che  trasmetta  l'incomparabile orgoglio di essere ancora al centro della mischia, che  siamo ancora noi, quelli di sempre,  e che abbiamo indossato di nuovo e finalmente quell'abito futurista che solo puo' produrre scintille rigeneratrici nel pensiero.  Scusatemi ma sono  stanco di sentir blaterare della solita destra legge ed ordine  Non siamo sceriffi e non lo siamo mai stati. Dovremmo essere rivoluzionari che, a pensarci bene e'   l'esatto contrario.

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