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rapetto

di Gianni Fraschetti -
Il nostro Stato, o meglio, i Governi che si sono succeduti in questi settanta anni di repubblica delle banane, specialmente quelli cegli ultimi trenta o quaranta hanno preso ed appreso molto da coloro che sulla carta dovevano essere il nemico piu' acerrimo. Ricordate il famoso slogan delle Brigate Rosse ? 
Colpirne uno per educarne cento,
Bene abbiamo ormai constatato che lo Stato non si comporta molto diversamente. Con quello stile ruffiano, tipico di quei pezzi di merda che erano e che sono al governo, alla fine lo Stato, una volta individuato il servitore piu' bravo, piu' intelligente e piu' incorruttibile alla fine lo colpisce e lo fa fuori, cosi' chiunque altro nutra idee responsabili ed oneste si da una regolata. Se poi questo servitore indossa una Uniforme ancora meglio, sara' cosi' piu' improbabile che il malcapitato riceva solidarieta' dai cittadini che hanno un debole per i magistrati, per alcuni politici, per qualche prete progressista e per alcuni gionalisti dispensatori di verita' ma hanno in profonda antipatia tutti coloro che portano le stellette al bavero. E' una antipatia talmente profonda che io suggerirei di sciogliere le Forze Armate e di sostituirle con i centri sociali, che so, tipo "Hai vito Quinto ?"  o con qualche comunita' di recupero  per tossici e disadattati tipo le comunita' Abele dell' ottimo Don Ciotti. 
D' altronde, come diceva quel coglione di Brecht..." Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi " e quindi cosi' facendo, affidandoci a cotante allegre brigate saremmo matematicamente immuni da questo problema e dal rischio del contagio della generosita', dell' altruismo e dell' eroismo. Visto poi come li trattiamo i nostri eroi e' meglio non averne proprio piu'.  L' ultimo esempio educativo che ci e' stato fornito e' quello del Colonnello Umberto Rapetto, un Ufficiale della Guardia di Finanza onesto e ci sarebbe gia' da sobbalzare visto che parliamo di un Corpo che ha dato alle patrie galere parecchi Comandanti Generali, competente, istruito e maledettamente efficace. Troppo per questa Italia e per il Governo dei Professori che lo hanno costretto alle dimissioni. D' altronde se i malfattori fossero assicurati alla giustizia ed i veri evasori ( che non siamo noi, i poveri cristi, come vorrebbero farci credere ) pagassero le tasse, staremmo quasi in un paese civile ed invece siamo in Italia. Rapetto fa il suo dovere, viene fattofuori  ed ovviamente la stampa non riporta un rigo dell' accaduto.
Umberto Rapetto dunque non è più un colonnello della Guardia di Finanza. Ufficialmente e formalmente si è trattato di dimissioni. In verità, pare che desse parecchio fastidio ai “poteri forti”, alla politica e alla criminalità organizzata. Per questo è stato “gentilmente invitato” a farsi da parte.Chi è Umberto Rapetto? Per i più si tratta di un nome insignificante. Eppure siamo di fronte a un super esperto di informatica e lotta alle frodi. Autore di numerose pubblicazioni, è anche docente universitario. Gli Stati Uniti ce lo invidiano.Le sue competenze e la sua intensissima attività hanno consentito al nostro Stato di individuare migliaia di evasori fiscali. Peccato che poi le somme concretamente recuperate sono minime. Per cinque anni, Rapetto ha seguito tutti i componenti delle organizzazioni che gestivano il gioco d’azzardo in Italia senza pagare le imposte. Finchè un giorno, ha chiuso il dossier, facendolo arrivare ai carabinieri: ha fatto arrestare quindici persone. Rapetto si è presentato in giudizio con migliaia di pagine di prove e con conti precisi: le società dei videopoker sotto accusa devono allo Stato di 98 miliardi, 456 milioni, 756 mila euro. Cifra mostruosa, superiore persino alle ultime quattro manovre finanziarie messe assieme. Gli imputati che sono stati tutti condannati penalmente hanno patteggiato, anche se Rapetto era contrario: il Colonnello sosteneva che dovevano restituire fino all’ultimo centesimo di euro. Alla fine i giudici si sono rivolti alla Corte dei Conti la quale ha preso atto della condanna penale della Cassazione e ha imposto agli imputati il pagamento di appena 2,5 miliardi di euro. Lo sconto è di quelli che nemmeno nel più pazzo dei supermercati: 96,5%!
Qualcuno ne ha parlato in tv ? Ovvio che no, la farfallina di Belen, i dettagli delle cenette simpatiche di Arcore o il sole in Primavera sono argomenti ben più importanti.
In sintesi, l’attività del colonnello Rapetto consente di accertare 98 miliardi e mezzo di evasione fiscale ad opera delle società che operano nel gioco d’azzardo. E che fa lo Stato? Concede uno sconto del 96,5% ! Già, perché se a non pagare le imposte è un piccolo imprenditore o un normale cittadino, si interviene con i carri armati. Se a a evadere sono le grandi società, si va coi guanti, c’è il super premio. Quel premio che non c’è stato per Rapetto. Costretto a dimettersi perché faceva fin troppo bene il proprio mestiere.

Trentasette anni al servizio dello Stato cancellati con una colpo di spugna. Anzi, con un trasferimento che, piuttosto che un riconoscimento al merito, è apparso, secondo la migliore tradizione greca, come una forma di ostracismo. A costargli il posto  e'  stata proprio l’inchiesta sulle slot machine non collegate alla rete telematica dello Stato. E’ di ieri la notizia degli arresti domiciliari di Massimo Ponzellini: l’ex presidente di Bpm ha ricevuto la misura cautelare per un finanziamento sospetto proprio alla società di slot machine, Atlantis.

Le dimissioni arrivano dopo che, bocciata la sua promozione a generale, Rapetto viene rimosso dal Gat – dal prossimo luglio – e spedito a frequentare – da studente – un corso al Centro Studi della Difesa, struttura presso la quale insegnava da 15 anni. Un’assurdità, che segue la bufera politica già sollevata quando venne decisa la sua rimozione sulla quale si erano concentrate ben nove interrogazioni parlamentari provenienti da pressoché tutto l’arco politico (e nelle quali veniva sottolineato la sua “professionalità specifica e riconosciuta a livello internazionale come esperto di lotta al crimine informatico”).

Il Comando generale delle Fiamme Gialle fece sapere che le sue indagini avevano “frequentemente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto da un punto di vista mediatico” e che il suo allontanamento dal Gat non era “certamente una rimozione ma, al contrario, rientra nella normalità delle vicende che interessano tutti gli ufficiali della Guardia di finanza”.

Ieri, però, sono arrivate le dimissioni. Con tanta amarezza. Rapetto, oltre che a Twitter, si è affidato anche a Facebook per esprimere la sua delusione: “Grazie a tutti per la solidarietà: il momento è difficile e indesiderato…”. Evidentemente per lui l’aria era diventata irrespirabile.

Una storia che ricorda per alcuni aspetti quella del Capitano dei Carabinieri Ultimo ( attuale Colonnello, un grado che evidentemente non piace ).

Ultimo prese Toto' Riina, poi ebbe a che fare con il PM Antonio Ingroia, un idolo per  qualcuno e la sua carriera venne stroncata. L' Unita' speciale di contrasto alla Mafia che comandava venne sciolta e lui venne trasferito al NOE, i Carabinieri ambientali......Quanto al Dott. Ingroia, girano in rete le domande che seguono , rivoltegli dalla Signora Antonella Serafini, una caparbia e coraggiosa blogger, alle quali non ci risulta che il bel tenebroso abbia mai risposto.

 

 

Premessa: molti amici avvocati mi hanno vivamente sconsigliato di pubblicare quanto state per leggere, perchè le domande potrebbero essere intese come provocazioni. Tra le varie precauzioni mi è stato chiesto di alleggerire e ammorbidire i toni, perchè comunque (riporto testuale) “un modo per fartela pagare si trova sempre”. Ma sono estremamente fiduciosa della validità dell’articolo 21 della costituzione, e quelle che state per leggere non sono provocazioni, ma domande semplici, fatte da una cittadina semplice come se ne trovano tante per strada e tra la gente. Curiosità femminili, forse, ma che seguono una logica, per cui ci aspettiamo una logica anche nelle cui risposte (se mai arriveranno). Ma anche un silenzio, per noi, è una risposta. ( A.S.)

Buona lettura

Gentile dott. Ingroia, alla luce degli accadimenti avvenuti negli ultimi due anni, vorrei sollecitare Sue risposte ad una serie di domande semplici per cui ci si aspetta risposte chiare riguardo alcuni fatti di mafia sui quali Massimo Ciancimino sta tentando (inutilmente) di fare chiarezza.

  1. Lei dice di credere a Massimo Ciancimino. Riguardo la perquisizione della sua casa, esattamente a quale delle sue versioni crede: alla versione della cassaforte non perquisita o a quella della perquisizione (stesso giorno) in cui viene repertato il famoso pizzino strappato? La versione in cui Ciancimino suggerisce il posto dove si trova la cassaforte, o la versione in cui dice di parlare con il suo dipendente solo “a perquisizione avvenuta”? 
  2. Ci potrebbe spiegare (presumiamo che la domanda sarà stata posta allo stesso Ciancimino Jr) a cosa servivano i due Carabinieri per la trattativa quando c’era già questo signor Franco che, a sentire le testimonianze, era un rappresentante delle istituzioni e aveva contatti molto più diretti degli ufficiali con Cosa Nostra?
  3. Le istituzioni con cui Cosa Nostra avrebbe dovuto trattare, sono i due carabinieri Mori e De Donno? Lo Stato Lei lo considera rappresentato da Mori e De Donno?
  4. E’ veramente convinto che il giudice Borsellino sia stato ucciso da trattative di Stato e non perchè avesse riaperto l’inchiesta Mafia e Appalti?
  5. L’inchiesta Mafia e Appalti è stata archiviata per volontà di magistrati della procura di palermo che Lei ben conosce. Come “delfino” di Borsellino non le è mai venuto un dubbio su tale archiviazione?
  6. Massimo Ciancimino ha dichiarato che suo padre controllava la Procura di Palermo per mano del procuratore Giammanco. Qualcuno ha aperto un fascicolo su Giammanco per cercare un po’ di chiarezza in merito?
  7. Può spiegare ai lettori come mai nel programma Annozero Lei parlò di colpevolezza di Ultimo preferendo la televisione al tribunale? Aveva facoltà di ricorrere in appello e non l’ha fatto, può spiegarci il motivo (che non sia quello datomi in privato in cui nega di aver mai detto una cosa simile, visto che esistono le registrazioni di Annozero a smentirla)?
  8. Come sarebbe giusto comportarsi nei confronti di una persona che viene sentita parlare al telefono con mafiosi durante intercettazioni telefoniche?
  9. Lei ha mai chiesto a Massimo Ciancimino informazioni su Matteo Messina Denaro?
  10. Ci sa dire la logica secondo cui il papello sarebbe stato ideato da Riina, e dopo averlo scritto Riina è stato arrestato? Oppure, ci spiega il motivo per cui Riina chiede consiglio a Ciancimino, che era molto vicino a Provenzano, la cui linea strategica non era certo approvata da Riina?
  11. Perchè, secondo Lei, un normalissimo passaporto deve essere stato “procurato” da un agente dei servizi segreti, invece che chiedere in una normalissima questura?
  12. Per quale motivo Vito Ciancimino pensa che i carabinieri gli hanno teso una trappola e l’hanno arrestato, se stava trattando con loro?
  13. Ci sa spiegare perchè le parole di Vito Ciancimino non hanno valore mentre quelle di suo figlio che racconta le cose del padre, hanno valore?
  14. Lei ha dichiarato (Corte d’Assise di Caltanissetta 12 novembre 1997) che Borsellino riteneva importante l’inchiesta “mafia e appalti” e che partendo dagli appunti di Falcone in merito si sarebbe arrivati ai moventi delle stragi. Ora come mai i moventi si trasformano in trattativa tra Mafia e Stato?
  15. Se trattativa ci fosse stata, un semplice Segreto di Stato non sarebbe stato sufficiente per raggiungere accordi con Cosa Nostra?

 

Vorrei essere certa della sua disponibilità a chiarirci le idee, ma non riesco ad essere così ottimista. Se ritiene le domande troppo complicate, ho la domanda di riserva: per che squadra tiene?

 

 

 

Questo e' l' uomo che ha stroncato la carriera ad Ultimo

 

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