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Conversazione con Giovanni Sartori di Francesco Bonazzi 

‘’Un governo di incompetenti guidato da un incompetente”. Quando hai ottant’anni, sei uno dei politologi più stimati e ascoltati di tutto l’Occidente, e in più sei un uomo profondamente libero. Insomma, quando ti chiami Giovanni Sartori e sei pure fiorentino, ti puoi permettere giudizi netti come questo sul primo governo Renzi.

Il professore con una lunga carriera accademica negli Usa non è stato tanto colpito da una certa genericità del programma esposto alle Camere (“Lo sapevamo già che è solo uno con la chiacchiera facile”), ma dall’idea di concedere la cittadinanza agli stranieri dopo cinque anni di scuola. “E’ la proposta di ius soli più stupida, superficiale, avventata e sconcertante che abbia mai ascoltato”, dice a Dagospia. E su La Pira, grande mito di Matteuccio, apre l’armadio dei ricordi in modo quasi definitivo. Indimenticabile anche il suo primo incontro con Renzi, molto simile a uno spot.

Professore, ancora poche ore e avremo il Renzi Uno nel pieno dei poteri. Che dice del suo giovane concittadino diventato premier?

“Ho sempre espresso i miei dubbi sulle vere capacità di quest’uomo, che è sicuramente molto bravo nel parlar svelto e con furbizia, abilissimo nella dichiarazione pubblica…”

Però?
“Però nella composizione del governo ha dimostrato poca capacità nello scegliersi i collaboratori. Sempre che non se li sia fatti imporre, ma lui dice di no. Ha solo messo insieme una squadra per metà di uomini e per metà di donne. Punto”.

Per l’elevata presenza femminile ha ricevuto grandi elogi.

“Ma vanno benissimo, le donne. Il fatto è che gran parte dei suoi ministri non mi sembra competente. Non mi paiono persone con la preparazione e l’esperienza necessarie a risolvere i problemi dell’Italia. Il difetto del governo Renzi è tutto qui, e non è poco: non è competente lui e non sono competenti loro”.

Ha dato un’occhiata ai progetti di Renzi?

“Guardi, mi ha colpito più che altro la sua nuova proposta sullo ius soli, anche se per ora l’ha messa in secondo piano. Come è noto, io sono contrarissimo allo ius soli, ma di tutti i progetti che sono stati tirati fuori su questa materia, quello di Renzi è il più stupido, superficiale, avventato e sconcertante che abbia mai sentito, perché prevede di concedere la cittadinanza italiana a chiunque faccia cinque anni di scuola”.

E non bastano?

“Ma davvero vogliamo credere che bastino cinque anni alle elementari per fare un cittadino italiano? Per essere un cittadino italiano devo aver consapevolmente accettato il principio di separazione tra Stato e Chiese e aver rigettato il diritto teocratico o di Allah. Ma come si fa a dare la cittadinanza dopo cinque anni di scuola, senza distinguere se un bambino è islamico?”

Populismo o buonismo?

“No, è irresponsabilità grave. Perché non solo già oggi non sappiamo dove mettere gli immigrati, visto che noi italiani abbiamo ripreso a partire per l’estero alla ricerca di un lavoro, ma concediamo loro tutti i diritti, compresi quelli di voto. E un giorno saranno la maggioranza anche in questo Paese, come ho appena scritto nel mio prossimo libro”.

Nel discorso di ieri al Senato, il segretario del Pd ha esposto più i titoli dei capitoli che un vero programma. E c’è chi comincia a dire che il programma di Renzi è semplicemente Renzi. Lei che ne pensa?

“Purtroppo condivido i suoi dubbi, ma per me non sono una novità. Non è che fosse necessario aspettare il suo discorso in Parlamento per scoprire che Renzi ha la chiacchiera facile e….”

E…?

“E basta”.

Ma se è così, da fiorentino a fiorentino, bischero lui o bischeri noi?

“Ho lasciato Firenze da cinquant’anni, ne ho vissuti trenta negli Stati Uniti e ora abito a Roma. Ma sono senza dubbio un fiorentino. Di Renzi posso solo dire che ha l’accento di un fiorentino ripulito. Potrebbe fare concorrenza a Grillo, un altro che sa parlare veloce e sa usare bene l’elettronica. Però a criticare sono tutti bravi, mentre tirare fuori una proposta costruttiva richiede altre doti. Comunque, per Renzi, è giusto aspettare: vediamo che cosa fa in concreto anche se, lo ripeto, questa sua trovata sullo ius soli è di una gravità assoluta perché appartiene alla categoria di errori senza rimedio”.

Contento, almeno, di alcune figure botticelliane al governo?

“Io non sono più un giovanotto e questa delle Boschi e delle Madia è una generazione che non conosco. In compenso conoscevo bene Giorgio La Pira”.

Che Renzi cita sempre e quasi venera. Gli ha perfino dedicato la tesi di laurea.

“Ecco, appunto. La Pira l’ho conosciuto per vent’anni, lui insegnava a Giurisprudenza e io a Scienze politiche e mi divertiva parecchio. Era un grandissimo bluff, un gran furbacchione sul quale gira pura mitologia. Distribuiva mantelle ai poveri, ma poi ne faceva comprare 400 al Comune e se ne metteva subito un’altra. Un personaggio davvero pittoresco, non solo come sindaco”.

E Renzi lo conosce?

“Ci ho parlato un paio di anni fa e lui si è fatto fotografare con me, abbracciandomi subito. Poi, fatta la foto, è partito per nuove avventure”.

 

Fonte:www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-sartori-bum-bum-un-governo-di-incompetenti-guidato-da-un-incompetente2-non-mi-72527.htm

 

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